4 Chiacchiere in Casa (Editrice). ROSY FOTIA, ELISA FASOLO E STELLA PAGANI ci presentano HOPE EDIZIONI

“La rubrica “4 chiacchiere in Casa (Editrice)” nasce dalla mia voglia di far conoscere il gran lavoro delle Case Editrici, che non si limita a prendere in mano un testo, mettendoci sopra una bella cover… Una ottima occasione per i lettori ma soprattutto per autrici e autori.”

A libro aperto Vi presenta HOPE EDIZIONI

4 chiacchiere in Casa (Editrice) ha il piacere di ospitare Hope Edizioni, rappresentata da Rosy Fotia, Elisa Fasolo e Stella Pagani. Lasciamo loro la parola.


L'immagine può contenere: 2 persone, tra cui Rosy Fotia, persone che sorridono, primo piano e spazio al chiuso

Rosy Fotia

Presentati, usando tutte le parole di cui hai bisogno.

Quale ruolo rivesti all’interno della Hope?

Ciao, sono Rosy, ho 35 anni, vivo nel nord Italia, precisamente a Padova, ma sono originaria della Sicilia, una palermitana DOC. Anche se non mi piace molto definire i ruoli – perché se non lavorassimo tutte in combo non ci sarebbe quella struttura di base che sostiene la casa editrice – sono quella pazza che un giorno ha fondato Hope Edizioni, per fare della propria passione un lavoro. In quel periodo ero a casa con i miei pargoli e arrivavo a leggere anche un libro al giorno e, quindi, mi sono detta: “Perché non aprire una casa editrice?”

Detto, fatto.

E così mi sono messa alla ricerca di nuove autrici, ma anche di quelle che già avevo imparato ad amare.

Ah, last but non least: ho aperto Hope anche per poter mettere negli scaffali della mia libreria dei romanzi con delle cover “decenti”. ;P



Elisa Fasolo

Presentati, usando tutte le parole di cui hai bisogno.

Quale ruolo rivesti all’interno della Hope?

Sono Elisa e nella vita faccio tante cose, troppe qualche volta.

Sono arrivata in Hope grazie alla mia esperienza come blogger e alla mia immensa curiosità: volevo proprio sapere come funzionano le cose “dall’altra parte”.

Sono una lettrice compulsiva in alcuni momenti, e molto lenta in altri, e sono anche una libraia.

Mi piace il mondo dei libri in tutte le sue sfaccettature e lavorare in Hope è un’occasione che non potevo farmi scappare.

Per Hope gestisco la parte di Ufficio Stampa, aiutata da altre splendide ragazze, seguo anche la programmazione delle uscite e molte altre piccole cose.


Stella Pagani

Quale ruolo rivesti all’interno della Hope?

Ciao, sono Stella, ho 42 anni, vivo nel nord della Lombardia (quasi al confine con la Svizzera) e per la Hope svolgo il ruolo di direttrice editoriale dal gennaio 2019. Come descrivermi? Buffa, anzitutto: amo far ridere le persone e amo ridere, per cui cerco sempre di essere un po’ la “comica” della situazione, nella vita come nelle chat personali e di lavoro. Sono anche leggermente ossessivo-compulsiva, cosa nel mio ruolo professionale torna spesso utile, almeno fino a quando non faccio ritardare tutte le uscite e, di conseguenza, sclerare Elisa.

Come e quando nasce l’idea imprenditoriale? Hope Edizioni prende forma grazie a…

Come ho anticipato prima, Hope nasce dal desiderio di fare della mia passione un lavoro. Per ricercare autrici e storie nuove, per emozionarmi e far emozionare.

E, soprattutto, per sognare e far sognare. Non esiste cosa più bella dei sogni, non trovate?

Cosa necessita per stare a capo – e con successo – di una Casa Editrice?

Pianificazione accurata, strategie flessibili, sguardo da cecchino puntato sull’obiettivo, capacità di stringere i denti – i momenti difficili sono tanti – e un’enorme voglia di migliorarsi: questi sono gli ingredienti base per stare a capo di una casa editrice.

Fondamentale, poi, non sentirsi mai arrivati, ma cercare sempre di imparare, rinnovarsi, crescere.

E, non da ultimo, aggiungerei come ingrediente imprescindibile anche il rispetto, sia della concorrenza sia del lettore: la professionalità passa anche dall’uso misurato e sensato della parola nei confronti di tutti i soggetti esterni con cui una casa editrice si rapporta.

Immagino che per raggiungere il successo necessiti un lavoro di squadra: imprescindibile la fiducia, per poter delegare e crescere insieme. Sei d’accordo o c’è una ricetta segreta per una connessione così stretta e duratura?

La ricetta segreta per una connessione stretta e duratura è… “la fiducia, per poter delegare e crescere insieme” 😉

Si tratta di un circolo virtuoso: se non esiste la fiducia (fiducia nella persona e nelle sue capacità), non si può delegare e, se non si può delegare, non si va da nessuna parte o si procede a passo di lumaca.

Ovviamente cercare figure valide risulta la parte più difficile – gli scivoloni sono dietro l’angolo (ce ne sono capitati e sono stati dolorosi) – ma una volta trovate le persone giuste fai di tutto per tenertele strette.

Per fortuna, alla Hope siamo riuscite a mettere insieme una squadra a dir poco fantastica, a cui va un gigantesco “grazie” dal profondo del cuore (ma non è abbastanza) per la dedizione e la professionalità e l’inesauribile verve creativa.

Quanto è difficile “azzeccare” i gusti del mercato? Hope Edizioni quali collane offre ai propri lettori?

In Hope offriamo un prodotto diversificato. Il nucleo fondante rimane il genere romance, nelle sue diverse declinazioni: contemporaneo, paranormal, storico, YA, sport romance, MM, erotico, etc. etc.

Abbiamo anche una collana dedicata ai thriller e un paio di titoli che rientrano nella narrativa più generale.

Per quanto concerne “azzeccare i gusti del mercato”, diciamo che il genere romance, nella sua totalità, è una garanzia, nel senso che il romance in Italia vende. La differenza, invece, la fa poi la singola autrice, che può piacere o meno, ed è quindi in questa direzione che si concentra il nostro lavoro, nel capire se quella scrittrice piacerà e se quel suo libro potrà avere successo.

La Hope ha un nutrito numero di autori, italiani e stranieri; un particolare quest’ultimo di cui non tante CE possono vantarsi. C’è una logica nella scelta (es. un 50% nazionale e l’altra metà estero)?

La prima pubblicazione Hope riguardava una storia scritta da un’autrice italiana. Sin dall’inizio però l’attenzione era molto concentrata sulle autrici straniere e non per una questione di esterofilia, ma semplicemente per una questione di tempi.

I prodotti stranieri arrivano già editati, nella lingua originale (o almeno si spera) e, una volta tradotti, si mandano direttamente in editing, momento operativo che – se la traduzione è buona – si concentra più sulla forma che sulla sostanza.

Quando metti sotto contratto un’italiana, l’impegno a livello di editing si fa estremamente diverso: di rado giungono manoscritti sui quali l’intervento è minimo, e quindi si dà l’avvio a un processo che può richiedere anche svariati mesi.

Ciononostante, abbiamo cercato comunque di lasciare un po’ di spazio anche alle voci italiane, se pur in numero decisamente inferiore rispetto alle straniere.

A questo punto, mi viene naturale chiedere come avviene lo scouting alla Hope.

Strumenti imprescindibili per lo scouting sono i cataloghi degli agenti letterari, GoodReads e i blog stranieri. Una volta individuato il testo o lo si acquista per la lettura o più spesso lo si richiede all’agente (o all’autore) per valutarlo.

Diciamo che fare scouting in modo serio porta via un bel po’ di tempo, ma se si vuole cercare un testo di qualità e originale questo è il minimo.

Per quanto concerne le italiane, invece, lo scouting parte dalla valutazione del manoscritto che viene inviato allo Sportello Manoscritti della Hope e a questo proposito ti rispondiamo meglio con la prossima domanda…

Qualche dritta alle autrici/autori che vogliono rivolgersi alla Vostra CE. Come inviare un manoscritto, per esempio.

Anzitutto controllare che lo Sportello Manoscritti sia aperto: basta andare sul sito della Hope nella sezione apposita (Invia Manoscritti). È inutile inviare un testo che magari verrà valutato soltanto dopo mesi e mesi.

Presentate un prodotto pulito. L’editing spetta alla casa editrice, ma un manoscritto pieno di errori (non parliamo solo di refusi), impaginato male (l’impaginazione di base è imprescindibile) non vi farà fare bella figura e non vi metterà in cima alle preferenze di scelta dell’editore.

Corredate il vostro invio con una sinossi per l’editore (classica, da circa 2000 battute).

Se si tratta di un progetto seriale, ricordatevi sempre di delinearlo nel suo sviluppo: non serve essere prolissi, bastano un paio di pagine con i dati fondamentali.

Fasi successive: editing e promozione. La Hope accompagna l’autore lungo tutto il percorso o lascia ampio respiro?

Editing, correzione di bozze, riletture e promozione: tutto è rigorosamente compito della casa editrice.

Per quanto concerne la promozione, ovviamente è proporzionata alle nostre dimensioni. Tuttavia, cerchiamo di dare a tutte le autrici uno standard minimo: invio dei comunicati stampi per i cover reveal e gli annunci di uscita; review tour, sponsorizzazione tramite i social e, talvolta, la pubblicità su riviste di settore come Leggere Tutti.

Per il resto, essendo la Hope una piccola realtà, la promozione autonoma da parte delle autrici, specie per quanto concerne il mercato italiano, non solo è gradita, ma calorosamente incentivata.

A proposito di promozione, quanto ritenete importante il ruolo dei blog? Le recensioni Amazon, il passaparola e il potere dei social sono valori aggiunti, o sempre più indispensabili?

Considerate le dimensioni della nostra casa editrice, be’, il ruolo dei blog è importante. I blog sono un trait d’union tra casa editrice e lettore e ci aiutano molto nella promozione, soprattutto via social.

Tuttavia, il passaparola è l’elemento che fa la differenza, sempre. Molto spesso, dei testi passati sottotono, a livello di promozione, sono poi esplosi proprio grazie al passaparola. Pensiamo per esempio a un caso recente e famoso: “Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Perrin, divenuto caso editoriale dell’anno, proprio grazie al passaparola dei librai e dei lettori.

La concorrenza è spietata nel mondo dell’editoria: c’è spazio per tutti, o è necessario sapersi distinguere?

Partiamo dall’assunto già enucleato prima: il romance vende.

Certo, nell’editoria la concorrenza è molto forte, ma nell’oceano del genere romance possono trovare spazio molti pesci, che non si devono per forza mangiare l’un l’altro, anzi.

Negli ultimi anni sono nate delle realtà della nostra stessa grandezza – o si sono concretizzate quelle già esistenti – che stanno dimostrando una grande vitalità, uscendo con pubblicazioni di buona qualità.

Quindi, per come la vediamo noi, si può tranquillamente coesistere, senza per forza pestarsi i piedi: per esempio, noi leggiamo sempre con molto interesse le uscite delle nostre dirette concorrenti, anche perché alcuni titoli sono davvero pregevoli. Sarebbe veramente sciocco e infantile farsi ostruzionismo in quest’ambito.

E poi con alcune colleghe abbiamo rapporti eccezionali, di scambio di consigli e consulti, come con Barbara Cinelli, proprietaria della Triskell.

Quanto cambierà ancora il modo di leggere? Cartaceo, digitale e audiolibri: chi avrà il predominio nelle nostre librerie?

Ecco, domanda da un milione di dollari.

Be’, sono tre modalità che possono coesistere anche per lungo tempo.

Il digitale ha ancora ampi margini di crescita, soprattutto in Italia, ma ci sono generi che, a tutt’oggi, sono ancora sotto il dominio della carta stampata. Da qui a un anno non ci sarà una rivoluzione tale da sconvolgere la modalità di lettura, tuttavia fra dieci anni tutto potrebbe essere molto diverso.

Gli audiolibri sono una fetta di mercato interessante, ancora da esplorare, che sta crescendo molto e che ha ampi margini di sfruttabilità, ma in una gara a tre restano a nostro avviso in terza posizione.

Un 2020 che ha messo uno stop forzato a qualsiasi tipo di attività “ricreativa”. Potete svelarci i progetti futuri della Hope Edizioni?

Il 2021 in Hope sarà l’anno dei paranormal, soprattutto in salsa adult. Tornerà la Singh, un’autrice molto amata dal pubblico, ma avremo anche tante new entry in scuderia.

E per quanto riguarda il romance, anche qui porteremo nuove autrici, ancora inedite, mentre nel frattempo stiamo cercando di acchiappare una dilogia di un’autrice già pubblicata in Italia e che ci fa gola da un po’.

Siete in tre in questa intervista: quale sogno è rimasto ancora nel cassetto, personale e/o riguardante la CE?

Rosy Fotia

Un sogno professionale sarebbe quello di portare in Italia ancora qualche altro libro di Larissa Ione.

elisa fasolo

Sono una lettrice compulsiva di romance, l’ho già detto. Ho un paio di nomi in testa a cui piano piano vorrei riuscire ad avvicinarmi e poi, in un futuro lontano (ma non troppo), mi piacerebbe organizzare un evento che riunisca le nostre autrici e le lettrici. Sarebbe un doppio sogno realizzato perché vorrebbe dire anche che abbiamo messo radici forti e che possiamo permettercelo! 😉

stella pagani

Wow, dunque, per quanto concerne il sogno personale, be’, una bella dormita lunga una settimana… No, scherzo, vorrei avere l’opportunità di fare un bell’AperiHope, come quello organizzato in occasione dello scorso RARE, e abbracciarle tutte le persone che collaborano con noi e anche le nostre lettrici… ma temo che ci vorrà ancora un po’ di tempo.

Un sentito GRAZIE alla HOPE EDIZIONI, che si è davvero fatta in 3! Un caloroso abbraccio a Rosy Fotia, Elena Fasolo e Stella Pagani.

Spero che l’intervista vi sia piaciuta. Se siete passati di qui in veste di Autrice/Autore, sicuramente vi siete tolti qualche curiosità, cogliendo anche i consigli giusti. Se fate parte di una CE e desiderate un’intervista, A libro aperto è a Vostra disposizione!

Vi ricordo che all’interno del blog trovate le recensioni di alcuni successi della HOPE EDIZIONI (cliccate sull’immagine)

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