Recensione: “FRANCO TORO” di Dario Neron

Seguite il consiglio di Simona La Corte, che ci parla di “FRANCO TORO” di Dario Neron, edito Castelvecchi.

“Se siete amanti delle storie imprevedibili e per nulla scontate, se siete alla ricerca di una lettura diversa dal solito, allora vi conviene fare un salto alla Riviera e cercare tra i tavoli il bell’uomo dagli occhi grigi che vi mostrerà il paradiso, ma anche i suoi scheletri.”

Sinossi

Franco Toro è l’uomo più bello del mondo. Convinto fi no in fondo di stare al di sopra della morale, guidato da una frenesia costante legata alla caccia ai soldi facili, vende il suo corpo notte dopo notte a donne e ragazze, devote al diverti mento sfrenato, nella metropoli del perdimento. Franco Toro è giovane, è ricco, è intelligente. Ma sulla strada sempre soleggiata del suo successo inarrestabile inizia a calare un’ombra oscura. Quella del suo ego smisurato. E di un passato spaventoso.

  • Titolo: Franco Toro
  • Autore: Dario Neron
  • Genere: Narrativa
  • Editore: Castelvecchi
  • Collana: Tasti
  • Anno: Luglio 2020
  • Pagine: 216
  • Formato: brossura
  • Codice ISBN: 8832829010

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE

L’estate, il mare, la sabbia, il sottofondo musicale, il bar… la Riviera. Un luogo fittizio o reale, che potrebbe essere ovunque o in nessun posto, che evoca gli amori e le incoscienze della gioventù.

Chi è Franco Toro?

Be’, lui stesso si definisce un uomo di ventotto anni che si trova “in quella fase della vita dove si crede di aver capito tutto”; un uomo disilluso, quindi, che pensa di non avere più nulla da scoprire. Sembrerebbe questo il motivo che lo abbia spinto a dare una svolta alla sua esistenza, cambiando il corso del suo destino, e lo fa vestendo abiti firmati, guidando un bolide di “seicentosessantasei cavalli e cinque scarichi” e offrendo il suo corpo per donare alcune ore di piacere alle donne. Vendersi è l’unico modo per combattere quella noia di vivere, lo spleen ─ come lo definiva Baudelaire ─, la mancanza di stimoli. Annullarsi nel piacere della carne gli permette di estraniarsi da quel mondo di cui non si sente parte. Malinconico, all’apparenza frivolo, incurante dei sentimenti altrui, Franco Toro è un involucro scintillante che racchiude un’anima tormentata, alla costante ricerca della ricetta perfetta per mantenersi giovane e prestante… “Forever young. I want to be forever young.”

“Ero sano come un pesce di un laghetto alpino, prestante come un cavallo di razza e rotto dentro, come un parabrezza crepato e tenuto insieme dalla sottile pellicola di polimero plastico in superficie. Avevo un obbiettivo di plastica, irraggiungibile con un cuore di carne.”

Un moderno Dorian Gray che porta all’eccesso la sua vita senza curarsi delle conseguenze o dei pericoli che corre, nemmeno quando incontra la più pericolosa delle sue amanti: Circe.

Sapevo di viaggiare contromano, ma non avevo l’interesse, l’ambizione, forse nemmeno la voglia di cambiare corsia. Aspettavo una parete di cemento, un cinque di assi, qualcosa di grosso. E quando l’avrei visto, avrei accelerato.”

Non è un caso la scelta di questo nome ─ e di quelli di molti altri personaggi che si susseguono all’interno della vicenda ─ infatti, proprio come la figura mitologica, lei è un’ingannatrice, marcia dentro, ma abbastanza ricca da nascondere dietro le banconote il lerciume.

E poi c’è Eva, una donna che ha suscitato la mia compassione. Insicura e triste, ricorre alla chirurgia estetica per nascondere l’inevitabile trascorrere del tempo e fa di Franco il suo amante per riempire il vuoto del suo cuore. Ma lui non ha un cuore da offrire, non più. L’ha donato alla sua “Esse”, una fanciulla misteriosa che conosciamo all’inizio del romanzo e che è la chiave di volta di tutta la storia.

Una presenza importante nella vita di Franco è la sorella: Maria. Costretta in una sedia a rotelle, la ragazza è desiderosa di conoscere sempre qualcosa di nuovo, di vedere il mondo, di fuggire e correre libera. Maria è, in poche parole, l’esatto opposto di Franco: lui rassegnato e cinico, lei inarrestabile e con “l’anima di un naufrago”.

Se siete amanti delle storie imprevedibili e per nulla scontate, se siete alla ricerca di una lettura diversa dal solito, allora vi conviene fare un salto alla Riviera e cercare tra i tavoli il bell’uomo dagli occhi grigi che vi mostrerà il paradiso, ma anche i suoi scheletri. E se siete abbastanza impavidi, allacciate comunque la cintura di sicurezza prima di gettarvi a capofitto tra le pagine di questo romanzo che viaggia su un doppio binario fatto di eccesso e stravaganza, finzione e realtà, peccato e salvezza.

C’è tanto da scoprire nelle vicende che coinvolgono il protagonista, troppi “specchi” nascosti dietro cortine di velluto che, se venissero scostate, rivelerebbero qualcosa di terribile e scioccante.

“Da sempre gli aveva detto di stare attento ai due cuori che gli battevano nel petto, ai due visi che nel suo specchio si riflettevano. Ora, non era più nessuno.”

Chi è Franco Toro?

Ve lo chiederete fino alla fine, credetemi, e il colpo di scena finale vi mozzerà il respiro.

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