Recensione: “L’ALTERAZIONE DEI COLORI” di Elsa Hysteria

La nostra Elisa Mura ci parla di “L’ALTERAZIONE DEI COLORI” di Elsa Hysteria, edito Triskell Edizioni.

“L’alterazione dei colori è un romanzo che mi ha entusiasmata e commossa più di quanto credevo possibile.”

Sinossi


Amelia, ventiquattro anni, vive a Swanster, piccola cittadina sulla costa inglese. Allena una squadra scolastica di calcio e fa volontariato per una linea amica di prevenzione contro il suicidio, cercando di dare un senso a ciò che le ruota attorno: le difficoltà sociali, l’astio con la famiglia, la passione per il calcio, il suicidio apparentemente senza senso della ragazza più popolare della classe quando aveva quattordici anni.
Invece di trovare risposte, però, Amy si imbatte in nuove domande quando Hayden – affezionato della linea amica – diventa un affare personale. Si ritroverà così sbattuta di nuovo con prepotenza nei corridoi della scuola, pieni di ricordi dolorosi e bui, di drammi e insicurezze.

Amy capirà che ciò che le persone ci lasciano vedere è solo la punta di un iceberg immenso e che non tutti vogliono (o possono) essere salvati.

  • Titolo: L’alterazione dei colori
  • Autrice: Elsa Hysteria
  • ISBN EBOOK: 978-88-9312-722-6
  • ISBN CARTACEO: 978-88-9312-715-8
  • Genere: Contemporaneo
  • Lunghezza: 200 pagine

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE


I colori della gente che cresce intessendo relazioni sociali, delle persone che riescono a vivere la loro vita amalgamandosi al mondo intorno a loro. Sono i colori più vividi e potenti, quelli che colpiscono senza preavviso e che fanno più male in assoluto.

Quanta poca importanza diamo spesso ai colori; sappiamo che ci sono e tanto ci basta. Eppure ogni cosa ne possiede uno, ogni persona, perfino le emozioni astratte: la felicità ha una sua tinta, vivace e avvolgente, come anche l’amore e l’amicizia, mentre la tristezza ha un colore freddo e spento. Poi c’è chi i colori non riesce proprio a vederli poiché dalla vita non si aspetta più nulla, solo incomprensione e sofferenza, e decide di sparire, togliersi la vita. L’ascolto pare essere la cura necessaria, ecco perché creare una linea telefonica amica per prevenire il suicidio, – in una piccola cittadina inglese dove la maggior parte degli abitanti si conosce-; un’ultima spiaggia indirizzata a esistenze in bilico come Hayden, il ragazzo che ripone la sua ancora di salvezza su Amelia, unica volontaria con cui entra in confidenza, sebbene alla ragazza sia stato imposto di non affezionarsi al suo interlocutore o non riuscirebbe a essere obiettivi se si prende certe situazioni in maniera personale. Ma chi è in realtà Hayden? Un misterioso giovane – o adulto – che stupisce Amy usando paroloni complicati, che si interessa della vita di lei, delle sue amicizie e di ciò che la rende contenta. Forse perché lei è una ragazza molto diversa dalle altre.


«Odio, odio, odio gli schemi di questa società. Perché la gente deve farmi sentire inadeguata solo perché non ho un lavoro che loro ritengono appropriato, non ho un fidanzato e non voglio mettere il mio corpo al servizio del ripopolamento del mondo?»

Elsa Hysteria – dopo la sua Alice – ha plasmato un’altra protagonista femminile molto particolare e fuori dagli schemi. Amelia, che preferisce l’appellativo Amy, ha un bel caratterino e va fiera di giocare a calcio, inoltre lavora come  vice allenatore di una squadra di liceali e ha più amici al suo interno che al di fuori, soprattutto con Jake e Mark, tanto che la loro sembra un’allegra combriccola. Amy è in contrasto con la sua famiglia per queste sue abitudini e coabita con King Frances, un gatto molto permaloso e super dispotico – oggetto di parecchie scene di ilarità – e non sembrano esserci interessi sentimentali fino all’arrivo di Liam, un bravo ragazzo che l’ha sempre guardata da lontano. Il contributo della protagonista alla linea amica è incentivata da un fatto che l’ha segnata, poiché si è sentita in colpa per non aver impedito un gesto folle di una sua ex compagna di scuola. Per lei è impossibile non prendere a cuore il caso di Hayden, così enigmatico e inquadrabile, ma questo strano rapporto la porterà a mettere in discussione tutto ciò in cui crede.

«Sai cosa dispiace a me? Che io non sono solo. Eppure mi ci sento, terribilmente. Come se fossi l’unica persona sulla faccia del pianeta la cui mente non funziona come dovrebbe.

L’alterazione dei colori è un romanzo che mi ha entusiasmata e commossa più di quanto credevo possibile. Ho ammirato Amy e amato i personaggi che le ruotano intorno (Liam, Jacke, Hayden e naturalmente il gatto), tutti caratterizzati al meglio.
L’intreccio varia tra momenti ironici, leggeri e drammatici, trasuda grandi verità, è schietto, e impone grandi riflessioni sul bisogno che certe persone hanno di essere ascoltati, un’attenzione che può impedire gesti estremi.
Assolutamente ne consiglio la lettura.

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