Recensione: “I TRE VOLTI DI ECATE” di Claudia Brigida Speggiorin

La bravissima Mariadora Vizza ha letto, per A libro aperto, “I TRE VOLTI DI ECATE” di Claudia Brigida Speggiorin, edito Golem Edizioni.

“Una prova di scrittura che merita veramente di essere letta, consigliata, amata e ricordata.”

Sinossi

1920. Al meretricio La Mariposa risiede una ragazza con il volto solcato da una cicatrice a forma di luna calante. Quello sfregio, unico marchio visibile di un abuso che tutti vogliono resti segreto, viene custodito dalla ragazza assieme al proprio vero nome, Adele, e all’amore per Filippo, un militare richiamato alle armi da Parigi e conosciuto durante una licenza. I clienti del meretricio la conoscono come Violetta, e tale resta fino a quando La Mariposa viene sconvolta per sempre da un omicidiosuicidio che rivela l’invidia e l’odio strisciante tra le pensionanti. Con l’aiuto del marchese Chiostri, un frequentatore del meretricio che la crede la reincarnazione di una profetessa di Ecate, Adele si lascia alle spalle l’Italia e diviene Antea, profetessa circense che, assieme alla trapezista Barbarelle, dà vita a un duo artistico che fa sognare Parigi. La precaria salute del padre la richiama però nell’Italia fascista, dove ha la possibilità di sistemare i conti con il passato. Tornata a Parigi, comincia a finanziare la propaganda antifascista e cerca di tornare alla vita del circo, ma il destino ha in serbo per lei un’altra svolta…

Genere: Romanzo
Collana: Mondo

Pagg. 200

Prezzo: 14 euro

Disponibile in libreria dal 24 settembre 2020

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE

“Una goccia avvelenata inquina un ruscello incontaminato, ma una goccia pura non purifica un lago inquinato. Tutela ciò che hai puro, il cuore.”

La vita della gente comune spesso viene sottovalutata, è una frase che amo ripetere spesso. Tuttavia c’è da dire che ci sono periodi storici più “forti” rispetto ad altri, periodi in cui anche la semplice vita quotidiana diventa storia, perché vivere, giorno dopo giorno, è una lotta, una sopravvivenza. Si vive e si combatte senza neanche rendersi conto della straordinarietà della propria condizione, lo si fa con naturalezza, imparando a prendere dalla vita tutto quello che essa riesce a dare.

Questo è quello che succede ad Adele, la forte e bellissima protagonista di questo romanzo. Un romanzo che vi entrerà fin dentro l’anima, si farà spazio a gomitate fino a raggiungervi il cuore, un romanzo le cui parole potenti e al contempo poetiche vi resteranno impresse negli occhi.

Eccovi la sinossi:

1920. Nella casa di tolleranza La Mariposa risiede una ragazza con il volto solcato da una cicatrice a forma di luna calante. Quello sfregio, unico marchio visibile di un abuso che tutti vogliono resti segreto, viene custodito dalla ragazza assieme al proprio vero nome, Adele, e all’amore per Filippo, un militare richiamato alle armi da Parigi e conosciuto durante una licenza. I clienti la conoscono come Violetta, e tale resta fino a quando La Mariposa viene sconvolta per sempre da un sanguinoso evento che rivela l’invidia e l’odio strisciante tra le pensionanti. Con l’aiuto del conte Chiostri, un frequentatore della casa di piacere che la crede la reincarnazione di una profetessa di Ecate, Adele si lascia alle spalle l’Italia e diviene Antea, profetessa circense che, assieme alla trapezista Barbarelle, dà vita a un duo artistico che fa sognare Parigi.

Una storia di catene, libertà, passione e coraggio.

Il periodo storico in cui si svolgono le vicende di Adele è proprio uno di quelli in cui anche la più ordinaria delle esistenze diventa straordinaria: gli anni della prima guerra mondiale, con la disfatta di Caporetto in primo piano e, a seguire, quelli che hanno visto l’ascesa del fascismo.

“La menzogna mortifica più dell’abuso”

Adele è un personaggio che può essere definito in un solo modo: indimenticabile.

Presa a sberle dalla vita sin dalla tenera età, quando la brutalità umana le si riversa addosso, insudiciandole il corpo ma non l’anima, Adele deve fare i conti non solo con la violenza e con l’abuso che le vengono perpetrati, solo perché bambina e colpevole di essere bella, ma anche con l’odio e la chiusura di chi avrebbe dovuto proteggerla e che, invece, la condanna: sua padre.

Tre uomini, le cui azioni la condurranno inevitabilmente sulla strada della prostituzione, e un solo uomo che, invece, rappresenta la torcia viva della speranza e dell’amore.

Adele morde la vita, che per lei ha un gusto amaro, impara a plasmarsi ad essa, accettando quasi come un dono ciò che farebbe rabbrividire chiunque: la sua vita da prostituta di lusso. Adele conosce il peggio della vita, e sa che La Mariposa in confronto è una famiglia e la tenutaria quasi una madre. E forse per questa sua grande capacità di accettare e adattarsi che la vita decide di darle la possibilità di sfuggire a questo destino, e Adele l’occasione la coglie al volo, partendo per Parigi, nella speranza di ritrovare lì l’unico uomo che le aveva toccato allo stesso tempo il corpo e l’anima: Filippo.

“Chi è Filippo? È un fantasma, è l’ombra che mi porto appresso, è l’amore straordinario mai diventato ordinario, la forza vitale che mi ha fatto andare avanti, crescere e diventare la donna che sono.”

Le lettere che Filippo scrive ad Adele, durante la sua drammatica esperienza sul campo di battaglia, testimoniano l’enorme forza di volontà degli uomini di mantenersi umani, quando ci si ritrova a respirare assieme al fumo delle granate, la morte, la disperazione e la devastazione.

Al pari di Adele, Filippo viene beffato dalla vita e dagli uomini. I due giovani vengono separati non dal caso o dalla guerra, ma dalla volontà ben precisa di una persona, il padre di Adele, che fa credere al ragazzo che Adele lo abbia dimenticato, sposando un altro.

È così che le strade dei due si dividono, ma non i loro cuori. Essi rimangono uniti, indivisibili.

Filippo si legherà a un’altra donna e Adele diventerà una stella del circo e sposerà un ricco membro della borghesia parigina. Nonostante questo, i loro cuori continuano ad appartenersi, fino a che la vita, forse per distrazione, o forse perché mossa a pietà, li rimetterà sulla stessa strada.

“I treni passano: o li prendiamo o li lasciamo andare…”

Non posso dirvi cosa farà Adele, se riuscirà o vorrà prendere quel treno.

Posso solo dirvi di non privarvi della lettura di questo gioiello, di non privarvi della possibilità di conoscere dei protagonisti come Adele e Filippo. Di non perdere l’occasione di conoscere dei personaggi secondari ma ben strutturati, interessanti tanto quanto i protagonisti.

Ma soprattutto non potete perdere l’occasione di conoscere Adele, la cui vita è raccontata sin dalla tenera età, non potrete non innamorarvi di lei, del suo coraggio e della sua determinazione.

E non potrete non innamorarvi della prosa incantevole di Claudia Brigida Speggiorin, della sua capacità di raccontare le vicende anche più crude in modo delicato eppure incisivo, di usare le parole come fossero una magia, in grado di incantare, ferire e lenire allo stesso tempo.

Una prova di scrittura che merita veramente di essere letta, consigliata, amata e ricordata.

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