Recensione: “DIETRO LA NOTTE” di Massimiliano Irenze

La nostra Simona La Corte ha letto “DIETRO LA NOTTE” di Massimiliano Irenze.

“Il mio consiglio, dunque, è di leggerlo con molta calma e di non lasciarsi sfuggire nemmeno il minimo dettaglio. Ogni particolare, infatti, ha il suo significato all’interno della storia e devo fare i complimenti all’autore per aver saputo gestire una trama così articolata e per nulla scontata.
Se amate i gialli arricchiti di quel tocco paranormale che mette in discussione scienza e filosofia, allora non lasciatevelo scappare.”

Sinossi

Un’entità misteriosa dev’essere controllata a vista da almeno cinque soldati, in un anonimo appartamento, a Torino.
A causa del malore di uno dei militari, essa riesce a fuggire, lasciandosi dietro una scia di indizi piuttosto bizzarri che il Maggiore incaricato di catturarla deve decifrare: un uomo a cui cadono le chiavi, a una certa ora di un certo giorno; un altro che dimentica le sigarette; un altro ancora che si addormenta con la sigaretta accesa; l’incidente automobilistico di una ragazza.
Nel frattempo, la gente in città sembra in preda a un nervosismo crescente e una medium percepisce che sta succedendo qualcosa di sconvolgente.
Un ragazzo con aspirazioni politiche, afflitto da una delusione sentimentale, si convince che gli eventi gli sono ostili e un altro viene ossessionato da pensieri in cui immagina di fare del male agli altri.
Le loro vite si intrecceranno con le indagini dell’esercito, portando a un imprevedibile e rocambolesco epilogo.

  • Titolo: Dietro la notte
  • Autore: Massimiliano Irenze
  • Editore: Elison Publishing
  • Genere: Poliziesco
  • Data pubblicazione: 6 ottobre 2020

“Non è come una volta. La vita ormai non si interrompe più, di notte. C’è un sacco di gente che sta sveglia o lavora, durante queste ore. Tempi duri anche per gli spiriti maligni.”

Non ci sono parole più esplicative per introdurre questa recensione. A pronunciarle, è uno dei tanti personaggi che incontriamo durante la lettura, Claudio, un giornalista alla ricerca dello scoop da presentare alla redazione del giornale per cui lavora, ma mentre il suo primo obbiettivo era un ex attore che decide di seguire la sua passione diventando cuoco, il caso vuole che venga informato della morte ─ all’apparenza naturale ─ di un soldato in una zona di Torino: il Quadrilatero.
Ma è stato davvero il destino a condurre Claudio in quel bar dove viene a conoscenza di altre informazioni? E se ci fosse un disegno più grande e prestabilito, che lo volesse proprio lì a quell’ora e a quel giorno?

“Uno sarebbe tentato di pensare che il mondo è un inferno caotico e senza senso […] Per qualche strano e oscuro motivo, lui serve al mondo così com’è.”

“Predestinazione” sembra essere la parola chiave con la quale decodificare l’intero romanzo, ma vi assicuro che sebbene ci siano date, orari e azioni ─ compiute in un determinato modo da persone che non sanno di far parte di un grande schema difficile da individuare, ma facile da intuire ─ alla fine la verità è totalmente diversa da quella che si crede a un certo punto della storia.
Fantasmi del passato, ossessioni, instabilità psichica sono il filo conduttore tra i vari personaggi: alcuni di loro li vivono in prima persona, come accade a Roberto che sente un bisogno quasi patologico di fare del male, oppure Andrea che in ogni azione o gesto che compie continua a rivedere segni della sua ex fidanzata Asia; altri, invece, cercano di risolverli, come fanno Mamma Rosa e Achille Banti (alias Nostradamus, come lo chiamano tutti). Questi ultimi sono due sensitivi che, ognuno in modo diverso, percepiscono le entità negative e maligne, e sono i primi a captare la presenza della “Creatura” che il Maggiore Stella e il Capitano stanno cercando di rintracciare. Che si tratti di una entità paranormale si capisce sin dalle prime pagine, ma la sua vera natura resta un mistero fino ai capitoli conclusivi. E a ogni passo avanti che fanno nelle ricerche, nuovi indizi e nuove rivelazioni complicheranno le indagini fino ad arrivare al colpo di scena finale che rivela la scottante realtà.

“Sembrava tutto calcolato alla perfezione, come quegli schemi delle squadre di calcio, quando tutti i passaggi sono ben studiati e i giocatori sanno già cosa fare.”

Per certi versi, questo romanzo mi ha dato la sensazione di guardare una pellicola di Hitchcock, talmente è stata alta la suspence fino alla fine, eppure all’inizio mi sono un po’ persa tra i diversi personaggi che si susseguono con le loro micro storie personali che si intrecciano in una macro struttura più complessa.
Lo stile dello scrittore è abbastanza semplice e adotta anche un linguaggio colloquiale nei dialoghi che permette al lettore di calarsi perfettamente nei panni di uno degli avventori del bar di Christian o ascoltare i resoconti delle indagini. Il mio consiglio, dunque, è di leggerlo con molta calma e di non lasciarsi sfuggire nemmeno il minimo dettaglio. Ogni particolare, infatti, ha il suo significato all’interno della storia e devo fare i complimenti all’autore per aver saputo gestire una trama così articolata e per nulla scontata.
Se amate i gialli arricchiti di quel tocco paranormale che mette in discussione scienza e filosofia, allora non lasciatevelo scappare.

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