Recensione: “MA PERCHÉ NON TE NE VAI?” di Christian Coduto

Grazie a Federica Cabras, che ci presenta MA PERCHÉ NON TE NE VAI? di Christian Coduto, A libro aperto si arricchisce della collaborazione con Milena Edizioni.

Sinossi

Italia, 2015. Sebastiano, 19 anni, si è appena diplomato al Liceo Scientifico Umberto Saba. Dopo aver comunicato ai suoi genitori la volontà di vivere per un anno all’estero prima di iscriversi all’università, si mette in cerca di un piccolo lavoro estivo per mettere da parte un gruzzoletto. Una serie di fortunate coincidenze lo portano a conoscere Francesco, un vecchietto di 79 anni che vive solo, a cui dovrà fare compagnia. Due mondi distanti e diversi: un ragazzino che si sta affacciando alla vita, perennemente in lotta con l’universo e un uomo piuttosto burbero, indurito dalle difficoltà e dagli eventi della sua esistenza, possono avere dei punti in comune e diventare buoni amici?

  • Titolo: Ma perché non te ne vai?
  • Autore: Christian Coduto
  • Editore: Milena Edizioni
  • Data Pubblicazione: 8 settembre
  • Pagine: 184
  • Prezzo: ebook 3.99; cartaceo 11.40

Mi ero innamorata della scrittura di Christian Coduto già con il suo primo libro, Spalla@Spalla. Lì, con linguaggio frizzante e fluido, raccontava le esilaranti vicende di Carlo e Luana, coinquilini, amici e personalità complementari. Era frizzante, il generale tono del romanzo, era brioso e veloce. Ecco, quel che ricordo bene è che i due protagonisti vivessero in mezzo a persone bizzarre, comportandosi in modo bizzarro e facendo cose bizzarre. Più di una volta finii a ridere a crepapelle, del resto la parola d’ordine era – sebbene comunque trattasse argomenti molto delicati come la bellezza dell’amore in qualunque sua sfumatura – “svago”.

In quest’ultimo, la chiave di lettura è diversa – nonostante non manchino momenti effervescenti.

“Ma perché non te ne vai?” fa riflettere e lo fa con una semplicità disarmante.

Ma entriamo nel vivo della storia.

Sebastiano si è appena diplomato. Io non so se fosse un problema tutto mio, eh, ma quando hai 19 anni il mondo è ai tuoi piedi ma non sai che fartene, di tutta ‘sta libertà, non sai come gestirla, come immaginare te stesso, come saltare quelle che sembrano montagne. Non sei pronto a pensare a cosa diventare. Si chiude un’epoca, con il diploma di maturità, da ragazzini si diventa uomini, ed è un po’ come saltare nel vuoto. Da soli. Senza un paracadute. A casa sua, tutto è falso. La relazione tra i suoi genitori sta lentamente ma inesorabilmente naufragando, la madre è immatura e infelice e il padre per sfuggire all’angoscia di una quotidianità che non riconosce più come armoniosa si rifugia al lavoro, fuggendo a gambe levate dalle sue responsabilità di padre. E Sebastiano è molto arrabbiato, sissignore, anzi è più corretto dire che lui è proprio incazzato da tutto ciò che lo circonda; a dargli sollievo, solo la vicinanza della piccola Roby, la sua sorellina dolce. Se la prende con tutto e con tutti, Sebastiano, anche perché fare coming out in una famiglia che gli sembra composta da matti è pressoché impossibile. Tra la mamma che piange anche per gli eventi atmosferici avversi e il padre che passa tutto il suo tempo al lavoro, lui si sente incompreso in un mondo già di per sé freddo. Sterile d’emozioni. Impegnativo per un giovane con un grande cuore.

“La vita è una merda: risparmiamo soldi e sentimenti, centelliniamo le emozioni, diamo spazio a chi ci sta intorno e trascuriamo noi stessi. Ma soprattutto corriamo. Tanto. Troppo.”

Comunque, in tutto questo, con una grande confusione in testa, Sebastiano prende una decisione: andrà via, a settembre, per trascorrere un anno all’estero. Una sorta di pausa prima di iniziare l’Università. Prima di capire chi vuole essere da grande – che poi non è quell’89 su 100 su un tabellone a renderlo adulto, ma sono le esperienze e le scelte che è capace di fare. Prima che sia tardi – sì, sono sentimentale e penso sempre che certe cose vadano fatte quando in bocca si ha il sapore della gioventù. Prima che la sua grinta venga risucchiata dal buco nero che ha fatto sparire la vitalità dei suoi. Ma intanto gli serve un gruzzoletto.

Far compagnia a un 79enne: ecco il suo programma estivo.

Ma come andrà quest’avventura?

Francesco – da Sebastiano rinominato di volta in volta, a causa del suo carattere burbero e della sua età avanzata, Brontosauro, Catetere, Uomo del Paleolitico, Dinosauro etc – è un personaggio d’altri tempi, di quegli uomini che, sopravvissuti alla Guerra Mondiale, sono fatti per tre quarti di granito per un quarto d’acciaio. Ha le sue idee ma, nonostante lo faccia a modo suo, è aperto al mondo dei giovani. Dopo un iniziale momento di incomprensione dovuto alla differenza d’età e di temperamento, si affeziona al ragazzo e gli impartisce delle lezioni niente male. Del resto, Sebastiano è un diamante grezzo. Ha bisogno di essere indirizzato. Di essere spronato. Di essere apprezzato e, perché no, anche affrontato.

“«Sei troppo concentrato su te stesso. Impara a osservare le altre persone, dà loro il giusto peso. Tra una folla di sconosciuti, si potrebbero nascondere anime interessanti da studiare, esseri umani empaticamente affini a te. La gioia di uno di loro potrebbe coincidere con la tua».”

“Ma perché non te ne vai” è un viaggio all’interno delle nostre paure e dei nostri limiti. Perché tutti noi, ogni tanto, abbiamo bisogno di un Francesco che ci dica – anche in modo antipatico, perché purtroppo la verità fa male ma c’è un solo modo di dirla – quanto è bello essere noi stessi, quanto è giusto lottare per le nostre cose, quanto è importante crescere diventando ciò che vogliamo.

Sebastiano si sente solo anche in mezzo alla gente, pur avendo degli amici, inoltre ha paura di donare il proprio cuore a qualcuno, teme il momento in cui giocoforza ci si deve aprire – inevitabilmente, durante una relazione, ci si deve mettere a nudo – e regalare una parte di se stessi all’altro. Lui lo teme, sì, questo momento, ma Francesco lo guida, lo istruisce, lo lancia in una vasca di coraggio.

“«Che generazione triste, la vostra. Avete bisogno di apparecchiature elettroniche per salutarvi, anziché affacciarvi al balcone e chiacchierare per ore. Non vi raccontate le vostre emozioni davanti a un caffè, ma preferite nascondervi dietro a uno schermo. Assumete sembianze che non sono vostre, nell’illusione che questo giochetto non venga mai scoperto. Deve essere mortificante sapere di essere in vendita come le fette di carne esposte nel bancone del supermercato».”

Tra ricordi belli – che Sebastiano tiene dentro il cuore come una sacra reliquia proprio accanto a quelli brutti, che comunque ci rendono ciò che siamo –, battute sarcastiche e momenti di riflessione generale, in “Ma perché non te ne vai?” c’è un insegnamento importante: ognuno di noi è perfetto pur nella sua imperfezione e si deve osare, cantare a squarciagola, ballare, urlare il proprio amore, difendere il proprio essere. Fare coming out. Innamorarsi. Fare l’amore quando ci si sente di farlo. Litigare quando si ritiene giusto. Perdonare, anche, e abbracciare, forte. Insomma, questa vita – che è una e sola, checché se ne dica, e la dobbiamo rispettare perché preziosa – va vissuta e non ci sono catene che ci devono tenere legati a situazioni, a persone o a emozioni che non vogliamo. Punto.

E Francesco, che del resto ha sofferto tanto, lo sa: Sebastiano deve imparare a godersi ogni singolo giorno.

“Le ho spiegato che, quando una cosa si rompe, si prende la colla e si cerca di riunire tutti i pezzi. Se lo si fa insieme, si finisce prima e ci si annoia di meno. È arrivato il momento di ricostruire il vaso che si è rotto.”

Ah, c’è anche un finale mozzafiato… Ma non farò spoiler. Quindi, prendete e leggetene tutti. 

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