Recensione: UN EREDE SCONVENIENTE (Sins of The Cities #3) di K.J. Charles

Finalmente arrivo a parlarvi di questo romanzo meraviglioso, che è un po’ il fiore all’occhiello dell’intera serie! K. J. Charles è strepitosa, e grazie a Triskell Edizioni per aver portato in Italia UN EREDE SCONVENIENTE.

  • COLLANA: RAINBOW
  • Titolo: Un erede sconveniente
  • Titolo originale: An Unsuitable Heir
  • Serie: Sins of the Cities #3
  • Autrice: K. J. Charles
  • Traduttrice: Chiara Fazzi
  • ISBN EBOOK: 978-88-9312-837-7
  • ISBN CARTACEO: 978-88-9312-839-1
  • Genere: Storico
  • Lunghezza: 288 pagine

Sinossi

Nella Londra vittoriana, un investigatore privato trova la passione, il pericolo e l’amore di una vita mentre dà la caccia a un aristocratico perduto.

Sulle tracce del figlio segreto di un conte, l’investigatore Mark Braglewicz rintraccia la sua preda a teatro, mentre si esibisce come trapezista con la sorella gemella. Aggraziato, bellissimo, sfuggente e forte, Pen Starling è diverso da chiunque altro Mark abbia mai conosciuto in vita sua… ed è anche tutto ciò che ha sempre desiderato. Ma l’acrobata dalla lunga chioma ha un titolo nobiliare e una fortuna da rivendicare.

Pen non vuole vivere come un uomo, e men che mai come un nobiluomo. Il pensiero di essere ricco, titolato e sempre sotto i riflettori lo terrorizza. Gli piace la vita che sta vivendo adesso: i suoi giorni sul trapezio, le sue notti insieme a Mark. E non ha intenzione di farsi convincere ad accettare un titolo che potrebbe distruggergli l’anima.

Ma c’è un assassino che batte le nebbiose strade di Londra e la vita di Pen non è l’unica a rischio. Mark decide di costringere il riluttante erede a passare dal varietà al maniero di famiglia, per salvargli la pelle. Tradito dall’unico uomo di cui pensava di potersi fidare, Pen non vuole mai più rivedere il suo amante. Tuttavia, quando l’assassino va a cercarlo, Pen deve trovare un modo per perdonarlo… o potrebbe non vivere abbastanza a lungo da sentire le scuse di Mark.

Copia gentilmente fornita dalla CE, in cambio di una recensione onesta.

Un nuovo incarico per Mark Braglewicz, in cui deve mettere anche un pezzo di cuore: risolvere il caso rappresenta donare l’incolumità agli amici Nathaniel e Lazarus. Scovare i gemelli Godfrey non risulta un lavoro così complicato, ma lo è convincerli a cambiare vita.

Pen e Greta Starling si sono ricavati il loro piccolo angolo di mondo e fama come trapezisti al Grande Cirque. Con il duro allenamento, tanta forza d’animo e coraggio, scalciano via quelle ridicole identità che li hanno visti per quattordici anni come Repentance e Regret (Pentimento e Rimpianto), per ricominciare daccapo, senza un passato, solo con l’affetto di una mamma lontana. Ma la genitrice è solo una delle tante morti che si stanno succedendo proprio a causa delle loro origini.

Pen è ricercato per incassare un titolo, ma lui vuol “vivere” per difendere la propria libertà e quella della sorella. Sono spaventati dall’uomo che rivendica un matrimonio con la giovane Godfrey, ignorando tanto di ciò che successo nel frattempo; ma gli anni trascorsi forse hanno fatto da scudo… fino a quando non si presenta quel detective, che non può passare inosservato per una manifesta menomazione.

«Lo sconosciuto era sulla trentina, con un viso dai tratti marcati, l’espressione scaltra e uno sguardo battagliero. Aveva gli occhi azzurri e, ancor prima che si togliesse il cappello, Pen immaginò che dovesse avere i capelli biondi. Non era esattamente bello… beh, non lo era affatto, ma in un certo senso lo trovava attraente. Era il volto di un uomo risoluto, inflessibile e virile. Pen si chiese che tipo di persona fosse in realtà.»

Un’immagine, un ritratto a carboncino, una foto in bianco e nero: immaginatevi così Mark. Un lavoro che lo porta ad analizzare tutto nel dettaglio e con distacco, la mente che deve rimanere sempre attenta, acuta come lo sguardo… che per la prima volta si perde, soffermandosi a lungo su un “dipinto” troppo colorato, che sprigiona brio, solarità, gioia oltre una bellezza spropositata: Pen Starling, il trapezista più famoso di Londra.

Trucco, tacchi, capelli lunghi e orecchini: così agghindato Pen potrebbe essere tranquillamente scambiato per la sua gemella. Eppure, Mark lo vede bene e ha già capito che è l’uomo che cerca. Quel ragazzo così eccentrico sta per entrare in possesso di una fortuna, ma così “combinato” non potrà mai goderne appieno. Non dovrà solo rinunciare a quei meravigliosi boccoli, il nuovo ruolo impedirà loro di dar voce a quell’attrazione che, imperiosa, si sta guadagnando uno spazio nei rispettivi cuori.

«Sei speciale, lo sei davvero. Maledizione, vorrei che non ci sia questa dannata faccenda tra di noi»

La ragione mette una pietra tombale su una storia che ancora deve nascere; c’è chi perderà la fiducia, sentendosi ferito, ma entrambi rischieranno di lasciarci il senno restando divisi. L’uno non vive senza l’altro, ma l’esistenza di Pen è ancora più precaria per un pazzo omicida a piede libero, che si camuffa tra la nebbia.

Una vita ricca, infelice e troppi rischi annessi, contro una povera libertà, fatta di un lavoro precario e solo incertezza nel futuro. C’è da collocare una storia d’amore, immaginare il contesto migliore per farlo sbocciare. Siete pronti a scommettere su Pen/Repentance e Mark?

Dopo due volumi legati da un giallo a far da filo conduttore, arriviamo all’epilogo, acciuffando “L’uomo di Nebbia”. Panico e morte seminati da costui, mentre Mark, con Nathaniel e Justin (Un vizio innaturale), si battono affinché il titolo di Conte di Moreton non cada in mani sbagliate. Non mi ripeterò ancora, sulla trama, e non tornerò indietro agli altri romanzi. Voglio soffermarmi a questa storia d’amore, ancor più sorprendente – se possibile – delle precedenti. Tutti i personaggi che abbiamo conosciuto, sono stati tormentati da un qualcosa che li hanno preceduti o con cui devono ancora fare i conti. K. J. Charles mette in luce le insicurezze dei protagonisti, dovute alla mancanza di un arto per Mark, e per la sofferenza solo nel guardarsi di Pen. Quest’ultimo vive in un corpo non suo. Una sessualità che non riesce ad accettare.

L’autrice ha gestito – con poco più di un dialogo – in maniera eccellente entrambi i tormenti, un confronto che ha permesso al sentimento di straripare, se fino a quel punto si è mostrato timido. Sono sempre stata una sostenitrice delle coppie gay, perché il mio migliore amico appena compiuti i 18 anni è dovuto scappare a Londra, lontano da genitori che non lo accettavano. L’ingiustizia mi ha accompagnata per tutti gli anni dove i social erano un’utopia. Dover rinunciare all’amicizia – come all’amore – per l’ignoranza, per quell’insulsa grettezza di chi immagina solo una scena sotto le lenzuola… L’amore è molto di più. È puro e altruista quando si è disposti a rinunciarvi per difendere l’altro. L’amore è saper ascoltare chi si ama, appoggiarlo, sostenerlo nelle difficoltà, accompagnandolo – quando necessario – verso un nuovo percorso.

Amo tutta la serie, ogni personaggio, e in questo romanzo conoscerete storie diverse. Pen e Greta non mostrano solo quel legame unico tra i gemelli, sono davvero in simbiosi, soprattutto capendo le rispettive esigenze. Ritroverete Clem, Tim con le sue cantonate… e un grande amore!

Un encomio particolare per la figura di Pen. Vi ho anticipato della non accettazione del suo lato maschile: quante volte avete deriso chi si è avvicinato “al cambiamento”? Ma avete mai pensato alla sofferenza di chi vive una vita non propria? Leggendo Un erede sconveniente sentirete di aver davvero frainteso troppe cose finora…

Non posso far altro che lasciare un libro aperto, quando – come in questo caso – la lettura diventa speciale, con tematiche forti, emozioni potenti… e scene dense di suspense.

«Io sono io e tu ti sei preso la briga di guardare. E io ti vedo, signor Uomo Pratico, mister Stampa in Bianco e Nero, che “continua a fare quello che ha sempre fatto,” fingendo di non essere la persona più meravigliosa del mondo. E non mi interessa se nessun altro lo capisce (. . .). Io lo so, tutto il resto non conta.»

I volumi precedenti:

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