Recensione: “MANTICORA” di Valentina Piazza

Vi lascio solo un assaggio della bellissima recensione di Alice Bruno per MANTICORA di Valentina Piazza.

«Breve, intenso, bello. Il fatto che io mi augurassi qualche pagina in più per approfondire e anche per evitare il distacco da una storia e dei personaggi perfettamente riusciti, nulla toglie alla suggestione che questo romanzo è in grado di suscitare, alla magia e all’emozione.»

  • Titolo: Manticora – Vendetta di ghiaccio
  • Autore: Valentina Piazza
  • Uscita: 18 settembre 2020
  • Self publishing
  • Autoconclusivo
  • Genere: romantic suspense
  • Prezzo: 1.90€

Sinossi

ROMANZO AUTOCONCLUSIVO.

Vasil’ko Volkov, detto Manticora, è il sicario più letale di tutta la Russia, un uomo che può resistere a ogni cosa, un lupo solitario che non teme né il freddo né le privazioni.
Cora era una brava ragazza, ma non lo è più, ora il suo cuore vuole solo la vendetta. L’anima della giovane, un tempo pura come la neve, è stata avvelenata dalla distruzione della sua famiglia e urla di rabbia e dolore.
Fuggita a Noril’sk in cerca di Volkov, unirà la sua vita a quella del lupo, ma presto si scoprirà legata a quest’uomo forte e imprevedibile. Spinti allo stremo delle forze, immersi nei ghiacci siberiani, Vasil’ko e Cora mischieranno i corpi e i destini, fino a sovvertire la loro stessa natura.
L’amore che legherà Vasil’ko a Cora dovrà essere più forte della trappola infernale in cui sono obbligati a vivere, più tenace della vendetta e più potente dei nemici che saranno costretti ad affrontare.

“Seduzione e paura, due facce della stessa medaglia…”

Cora ha visto distruggere la propria famiglia in un istante: i corpi senza vita dei genitori, la luce che abbandonava gli occhi del fratello, la violenza perpetrata su Zoya, sua sorella, prima la creatura più affascinante e solare del mondo, e poi spenta, forse per sempre.

Cora, l’incantatrice di serpenti, stella del circo di Mosca dalla bellezza quasi albina, diversa eppure amata e protetta dalla sua gente, proprio come i suoi serpenti cambia pelle. Per vendetta, per lenire il dolore per la perdita di un qualcosa che nessuno potrà restituirle (l’amore della sua famiglia), e per senso di giustizia.

Grazie alla rete di protezione dei circensi, e alla propria freddezza e presenza di spirito, Cora riesce a mettere in salvo Zoya e se stessa e a rifugiarsi con Marina, il pitone albino che tanto le somiglia, dalla fenomenale nonna Aleksandra a Noril’sk, la città più impenetrabile e inospitale dell’intera Russia. E a preparare la propria vendetta.

Lì, nel gelo artico, Cora l’incantatrice si trasforma in Cora la vendicatrice, grazie alla Manticora, un feroce sicario dall’animo di giustiziere che accetta di aiutarla, come sempre ha fatto con tutti coloro che ne hanno bisogno, contro nemici troppo potenti da poter essere affrontati da soli.

Durante una lunga notte siberiana, Vasil’ko Volkov la addestra, la trasforma e si innamora di lei. E lei di lui. Perché lo spietato lupo della steppa, riconosce nella solitudine e nella rabbia della ragazza la propria stessa essenza, e per la prima volta sente di poter appartenere a qualcuno, e lo stesso vale per Cora. Un innamoramento che è piuttosto un riconoscimento della propria natura, differente da tutti gli altri, selvaggia, algida e al tempo stesso bruciante. Inevitabile come l’inverno e come la vendetta.

Breve, intenso, bello. Il fatto che io mi augurassi qualche pagina in più per approfondire e anche per evitare il distacco da una storia e dei personaggi perfettamente riusciti, nulla toglie alla suggestione che questo romanzo è in grado di suscitare, alla magia e all’emozione. Un’autrice in crescita che però sa già dosare i propri strumenti con mano sicura mescolando realtà e finzione e senza mai scordare il giusto ritmo narrativo. Un autoconclusivo in cui non si può non sperare in un seguito.

Fumavo, fissando la casa che racchiudeva la mia famiglia, mentre la foresta alle mie spalle era immersa nel silenzio. Nel corso degli anni, nessuno dei miei tanti nemici era riuscito a scoprire il rifugio del lupo e i pochi che sapevano non mi avrebbero mai tradito. In tanti avevano chiesto il mio aiuto, contando su di me, e in molti erano morti per mano mia. Dopo Cora, però, la Manticora era come svanita, c’era chi dubitava che fosse mai vissuta e chi, nonostante fosse certo della sua esistenza, non ne aveva né prove né notizie. La pace era scesa sul mio cuore, come la neve che ammantava il paesaggio con il suo mantello candido: non desideravo più prendere vite umane. Di una cosa, però, ero certo: se necessario, sarei tornato.

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