Recensione: LA BAMBINA CON IL CAPPOTTO ROSSO di Kate Hamer

La nostra Monica Pancin ha condiviso con A libro aperto una sua lettura, LA BAMBINA CON IL CAPPOTTO ROSSO di Kate Hamer. Vedrete che riuscirà a convincerci!

  • Titolo: La bambina con il cappotto rosso
  • Autore: Kate Hamer
  • Editore: Einaudi
  • Data pubblicazione: 3 ottobre 2017

Sinossi

«A volte il pensiero peggiore diventa un treno inarrestabile. È stata colpa mia? È stata colpa mia? È stata colpa mia?» Carmel ha otto anni, i capelli ricci che spuntano in fuori come pistilli di un soffione, un cappottone largo del suo colore preferito. Secondo la maestra si scorderebbe anche la testa, se non l’avesse attaccata al collo. Ma per la madre Beth i suoi momenti d’assenza sono esercizi di fantasia, fughe di una mente affamata di storie. Ecco perché un pomeriggio, durante un festival di storie per l’infanzia, Carmel crede anche a quella che le racconta un distinto signore con gli occhialetti tondi. Sua madre ha avuto un incidente, e lui è il nonno che la bambina non ha mai conosciuto e che si prenderà cura di lei per un po’. Mentre Beth continua a cercarla senza arrendersi, Carmel diventa una delle tante ragazzine scomparse che affollano le pagine di cronaca: con l’unica differenza che non sa di essere stata rapita. Tradotto in sedici paesi, “La bambina con il cappotto rosso” è una favola nera sulle storie che ci raccontiamo per sopravvivere ai dolori più grandi – e su quelle che invece possono materializzare le nostre peggiori paure.

Questo libro mi ha fatto terribilmente arrabbiare! Ovviamente è un’opera di fantasia ma le vicende che accadono in questo romanzo non sono opera di fantasia. Purtroppo accadono piú spesso di quanto realmente sappiamo.

A volte il pensiero peggiore diventa un treno inarrestabile. È stata colpa mia? È stata colpa mia?

Beth e Carmel. Madre e figlia. Un ostico destino: separate durante un evento, separate con l’inganno usando fatti personali detti con la leggerezza di un bambino, perché Carmel ha solo 8 anni e desidera tanto conoscere quel nonno mai visto; il papà della sua mamma. Così un uomo la inganna: facendosi proprio passare per lui.

Ľingenuità della bambina è quella che colpisce più di tutto perché lei si fida di quell’uomo che si spaccia per suo nonno e le racconta un sacco di frottole.

Le parole hanno importanza, più di quello che noi diamo loro e lo scordiamo troppo facilmente.

Una storia che, personalmente, mi ha toccata; la madre che si colpevolizza e viene colpevolizzata della sparizione della figlia, un padre incazzato con il mondo e una matrigna che si sente fuori posto nel loro dolore ma che sarà l’unica che non colpevolizzerà la povera Beth.

Amo molto questo tipo di storie, amo l’empatia che si  con i protagonisti e l’angoscia che mi trasmettono. Un libro che fa riflettere.

Appassionante.

Reale

Angosciante

Meraviglioso.

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