Caro Autore ti scrivo… EMILIANO BEZZON

@medmaika Maika

Cari lettori, questo è un momento strepitoso. Diamo un caloroso benvenuto a Emiliano Bezzon, nello spazio dedicato alle interviste di A libro aperto.

Un doppio onore averla qui, anche per il ruolo che riveste ogni giorno… Basta entrare nella sua pagina Facebook per scoprire che dietro al suo nome si nasconde l’autore e un altro grande uomo. Le va di raccontarci chi è, al di là di un libro?

Attualmente sono il comandante della Polizia Municipale della Città di Torino. Sono qui da quasi quattro anni, mentre prima ho comandato le Polizie Municipali di quattro città Lombarde: Gallarate, Vigevano e Milano. Per due anni ho diretto l’Accademia Regionale di Polizia. Da anni scrivo infatti saggistica e mi occupo della formazione degli operatori di polizia, dirigendo anche la rivista di riferimento del settore.

Siamo qui in occasione del suo ultimo romanzo IL DELITTO DI VIA FILODRAMMATICI – edito Fratelli Frilli Editori – ma ciò non significa che non vogliamo approfondire la conoscenza della sua bibliografia. Ci parla un po’ quando e come nascono le sue storie?

Il mio primo racconto noir risale al 2007 e si intitola “La notte del boss” inserito in una bellissima antologia che si chiama “Delitti e canzoni”: il mio racconto parla del concerto del Boss Springsteen a San Siro. Nel 2014 ho pubblicato il mio primo romanzo scritto a quattro mani con Cristina Preti “Breva di Morte”, cui è seguito l’anno successivo “Le verità di Giobbe”. Dal 2017 scrivo da solo e ho pubblicato la prima indagine di Giorgia Del Rio e Doriana Messina “Il manoscritto scomparso di Siddharta”, cui ha fatto seguito il romanzo attuale. Nel frattempo, ho pubblicato diversi racconti in varie antologie, tra cui tengo particolarmente “I delitti della città in un giardino” dove ho inserito sette racconti ambientati nella città di Varese. Da poco è uscito un nuovo racconto ambientato alla villa della Regina di Torino nell’antologia “Luoghi del noir”, sempre edita da Frilli. In realtà dal mio lavoro prendo due aspetti: la conoscenza dei luoghi e le tecniche di indagine. Per il resto le storie nascono in tanti modi diversi, anche da una semplice battuta o da un’immagine…

Il genere che lei scrive è conseguenza naturale del suo lavoro? Ha mai pensato di dar vita a un altro tipo di storia?

Come ho detto dal mio lavoro traggo elementi utili alla costruzione e sviluppo delle indagini, che voglio sempre siano credibili e realistiche. Io scrivo gialli perché sono il genere letterario che prediligo come lettore, pur leggendo davvero di tutto. In realtà il giallo è un modo di vestire delle storie che potrebbero benissimo stare bene anche in altri generi letterari.


Entriamo nel vivo del romanzo dando voce alla curiosità di chi lo ha letto:

Laura Baldo

Nel romanzo le protagoniste sono tutte donne. C’è un motivo che l’ha portato a questa scelta?

Il romanzo inizia dalla morte del sovrintendente del Teatro della Scala. Le indagini corrono su due binari: uno per le strade di Milano, anche alla scoperta di luoghi poco frequentati come la casa di riposo per artisti; l’altro sulle note della partitura del Re Lear, dramma shakespeariano che secondo la storiografia musicale non è mai stato composto dal maestro e invece…

La trama del romanzo gira intorno alla musica operistica. È un appassionato?

Sinceramente no e ho dovuto studiare parecchio per scrivere il romanzo, tanto che alla fine ho anche indicato i testi che ho usato io per chi volesse approfondire, ad esempio, il rapporto tra Verdi e Shakespeare.

Come è nata l’idea di sfruttare le sue conoscenze lavorative per scrivere gialli? 

La mia voglia di scrivere è nata dopo aver passato anni a leggere, cosa che continuo a fare voracemente e con passione. Il resto è una conseguenza.


Katy Policante

Nella mia recensione dico che questo romanzo è un manifesto sui generis al femminismo perché le donne ne sono le protagoniste assolute. L’autore si è rifatto a particolari figure professionali che ha incontrato nel suo lavoro?

Certo: quando stavo a Varese mi sono trovato con il Procuratore Capo donna, il Capitano dei Carabinieri anche e il capo della squadra mobile della Questura pure. Tutte bravissime e un paio di loro anche giovani, come la mia Capitano dei Carabinieri.

C’è un’opera lirica, del maestro Verdi o di un altro musicista, che lo ha ispirato particolarmente in questo o altri romanzi?

Nel precedente romanzo mi ero ispirato alla pittura e alla narrativa di Hesse. Qui l’ispirazione è nata soprattutto dal luogo centrale della storia, la casa di riposo per artisti, dove il maestro è sepolto. Entrarci e attraversarne il cortile vuol dire astrarsi completamente dal contesto urbano sulle note dei vocalizzi e degli arpeggi che escono dalle finestre delle camere degli ospiti. Quella è la musica che mi ha emozionato e da cui è nato il romanzo.

C’è un motivo per cui ha scelto l’Arma dei Carabinieri piuttosto che la Polizia di stato come corpo di appartenenza della protagonista del romanzo? (Qui io sono di parte)

Prima di entrare nella polizia municipale ho fatto servizio come tenente nell’Arma dei Carabinieri, peraltro proprio a Torino, dove mi è capitato di tornare dopo circa trent’anni. Il cuore è rimasto lì…

Torniamo a noi…

Se la sente di dare un consiglio a chi vuole approcciarsi alla scrittura?

Non si può essere scrittori se non si è stati e si continua a essere grandi lettori. Questa è la cosa più importante.

C’è un sogno ancora chiuso nel cassetto di Emiliano Bezzon?

Professionalmente credo di aver avuto tutto quello che mi sarei potuto aspettare, ma cerco di fare ancora il mio lavoro con lo stesso entusiasmo, nonostante l’età si faccia sentire. Come autore di romanzi mi gratifica tantissimo sentirmi dire che ho contribuito a far passare piacevolmente il tempo a qualcuno. Cosa oggi sempre più difficile. Il desiderio è di avere sempre più lettrici e lettori che si divertono leggendo quel che scrivo; il resto conta davvero molto poco.

Un suo motto e un saluto per i lettori.

Parafrasando il motto di un celebre filosofo: leggo, quindi penso, quindi sono… buona lettura a tutti!

Ringraziamo di cuore Emiliano Bezzon per la disponibilità.

Grazie a voi!!!

Il vero protagonista 😉 di questa intervista è IL DELITTO DI VIA FILODRAMMATICI, edito Fratelli Frilli Editori. Vi invito a cliccare sull’immagine per visualizzare la recensione a cura di Laura Baldo e Katy Policante.

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