4 Chiacchiere in Casa (Editrice). BARBARA CINELLI ci presenta TRISKELL EDIZIONI

La rubrica “4 chiacchiere in Casa (Editrice)” nasce dalla mia voglia di far conoscere il gran lavoro delle Case Editrici, che non si limita a prendere in mano un testo, mettendoci sopra una bella cover… Una ottima occasione per i lettori ma soprattutto per autrici e autori.

Benvenuti a un altro imperdibile appuntamento con 4 chiacchiere in Casa (Editrice). È con immenso piacere che ospitiamo Triskell Edizioni. In rappresentanza della CE vi presentiamo Barbara Cinelli.

Bentrovata tra le pagine di A libro aperto. Una breve presentazione per rompere il ghiaccio.

Buongiorno a tutti, sono Barbara, ho 47 anni compiuti da poco, vivo con mio marito e tantissimi gatti in una casa vicino a un campo di grano e sono la fondatrice di Triskell edizioni e di Nua edizioni.

Come nasce il progetto editoriale Triskell Edizioni? Le va di illustrarci il suo ruolo all’interno della Ce?

Come anticipato qui sopra, sono fondatrice ed editore sia di Triskell che di Nua edizioni.
Il progetto editoriale di Triskell è nato ormai quasi otto anni fa; è stato infatti inaugurato a febbraio del 2013.

L’idea è nata dalla mia esperienza di lavoro presso una casa editrice americana, dove ho iniziato come traduttrice per poi diventare coordinatrice italiana del loro progetto. Lavorando per quella realtà ho potuto vedere e apprendere nozioni importanti da “dietro le quinte” e, visto che si trattava di un editore di gay romance, mi sono resa conto che in Italia mancava una realtà che puntasse esplicitamente su questo genere, pur essendoci un bacino di lettori che chiedeva sempre più libri con queste tematiche. L’idea, quindi, è nata proprio dalla volontà di offrire un nuovo genere ai lettori italiani proposto da una casa editrice italiana.

Domanda immancabile: cosa necessita per stare a capo – e con successo – di una Casa Editrice?

Perseveranza e tantissima pazienza. Di certo intraprendenza: bisogna aver sempre voglia di migliorarsi, di fare sempre di più, trovare soluzioni nuove e di restare al passo coi tempi, anzi, a volte addirittura di anticiparli, soprattutto quando si tratta di tendenze di mercato. Sicuramente, quando si sta a capo di una qualsiasi attività, aiuta essere predisposti anche a livello caratteriale.
In una casa editrice, oltre ad amare la letteratura e tutto quello che riguarda la parola, ci vuole anche moltissima pazienza per mediare tra le molteplici opinioni e richieste di persone diverse, che siano attori della filiera editoriale o esterni, ed essere sicuri del proprio lavoro, indipendentemente dalle critiche che possono arrivare dall’esterno, come d’altra parte succede in tutti i settori.

Una concorrenza spietata oggi sul mercato, tra CE e collane editoriali. Cosa necessita per sapersi distinguere? Ma so, e carta canta ;-), che tra le CE intercorrono anche rapporti di collaborazione… (vedi intervista Hope Edizioni https://maikamedici.com/2020/09/30/4-chiacchiere-in-casa-editrice-rosy-fotia-elisa-fasolo-e-stella-pagani-ci-presentano-hope-edizioni/)

È un dato di fatto che in questi ultimi anni ci sia stato un aumento delle case editrici, merito del digitale che permette di avviare un’attività più facilmente, come pure dell’entusiasmo degli appassionati che vedono nell’intraprendere un lavoro nel settore editoriale la realizzazione di un sogno. Non è quindi sempre facile distinguersi, ci vuole un lavoro costante e curare tutto ciò che riguarda il libro: la forma, intesa come scritto, ma anche il pacchetto che si presenta al lettore, quindi la cover e tutta la parte della promozione. Ma si può benissimo farlo nel massimo rispetto della concorrenza. A tale proposito, visto che avete citato l’intervista alla Hope Edizioni, che ho letto con molto piacere – e ringrazio tantissimo Rosy, Elisa e Stella di avermi menzionata –, concordo sul fatto che possano nascere rapporti di collaborazione quando tra case editrici c’è rispetto reciproco tra le persone che compongono la redazione e la consapevolezza che il mercato è ampio e si possono offrire ai lettori prodotti comunque diversi.

Ogni collana e ogni casa editrice ha un’impronta specifica. Parlando di romance, e fermo restando che le lettrici romance leggono veramente tanto e se non ci fossero loro sarebbe tutto molto triste, è anche vero che ognuna ha le proprie preferenze, ci sono tante sfumature nel romance, ed è quindi giusto e addirittura consigliabile che ogni casa editrice abbia una propria identità specifica.

Deformazione da blogger: amo visitare i siti delle CE. Triskell Edizioni (https://www.triskelledizioni.it/) riesce ad ammaliare i lettori con diverse collane e sottogeneri. Ce le illustrerebbe?

Da poco abbiamo ottimizzato l’offerta in due collane piuttosto corpose, che con il tempo abbiamo potenziato e ampliato adattandoci al mercato.

Rainbow era nata solo come gay romance, e ora si è evoluta con un respiro un po’ più ampio comprendendo la narrativa LGBTQA+, mentre la collana Romance racchiude sia il romance tradizionale che woman fiction.

Reserve invece era nata per la narrativa che non avesse una connotazione romantica e Redrum soprattutto per i thriller, ma abbiamo deciso di chiudere le collane alla fine di quest’anno.
Triskell viene ormai identificata come editore romance e, aiutate anche dalla nascita di Nua, si è fatta la scelta di differenziare le due produzioni, spostando in fuori collana i testi non assimilabili a Rainbow e Romance, e dirottando le nuove acquisizioni che non hanno contenuti romantici verso il nuovo marchio.

Oltre a fornire il prodotto giusto, cosa deve fare la Ce per ottenere la fidelizzazione del lettore?

Di certo, per noi, soprattutto all’inizio, visto che ai tempi eravamo tra le poche case editrici di genere, è stato importantissimo lavorare sui social media; abbiamo infatti un approccio a livello social molto attivo e capillare. Altro fattore importante è la partecipazione alle fiere di settore, che hanno un ruolo fondamentale e che speriamo riprendano al più presto. Abbiamo comunque organizzato anche eventi on line, e nel nostro gruppo dedichiamo spazi per i takeover, dove l’autore prende la parola rapportandosi direttamente con i lettori. Altra componente essenziale sono le presentazioni fisiche nelle librerie, così come gli sconti e promozioni ad hoc online, in periodi particolari. Ma soprattutto, ciò che per noi come casa editrice ha fatto la differenza, è l’essere comunque sempre disponibili verso i lettori.

Continuando a navigare sul sito di Triskell Edizioni, c’è una voce molto interessante: invio manoscritti. Le va di regalare qualche dritta agli autori in ascolto per fare una bella figura? Come e cosa deve presentare, insieme a un manoscritto ben curato?

La prima cosa è leggere la pagina dedicata per capire cosa cerchiamo e pubblichiamo, dimostrando quindi un po’ di attenzione alla conoscenza della casa editrice. È essenziale conoscere la linea editoriale della casa editrice, onde evitare di mandare manoscritti che non vi rientrino. Per esempio, noi non pubblichiamo poesie, eppure succede che ci arrivino anche raccolte di poesie.

La seconda cosa è rispettare le richieste fatte nella pagina del regolamento per l’invio dei manoscritti. Può essere forse scomodo, ma ogni casa editrice ha le proprie particolarità, che vanno il più possibile rispettate.

Se ci si pensa bene, sono richieste scontate, a cui però a volte gli autori sembrano non porre attenzione, eppure sono proprio queste cose che ci dimostrano se lo scrittore si è preso quei pochi minuti necessari per capire a chi sta inviando il suo lavoro o se non gli interessa particolarmente.
Come ultimo consiglio, ciò che ci sentiamo di suggerire è di porre attenzione alla mail di accompagnamento: un minimo di cortesia è sempre ben accetto e raccomandato. A volte arrivano addirittura mail vuote con allegato un file. Come casa editrice esaminiamo e valutiamo ogni richiesta e tutti ricevono una risposta, qualsiasi essa sia, ma dimostrare il proprio interesse anche confezionando una buona presentazione a volte può fare la differenza.

Oltre all’autopromozione degli autori, come avviene lo scouting all’interno della vostra Ce, soprattutto con le autrici straniere.

Una nostra collaboratrice si occupa prevalentemente di diritti esteri, ed è alla continua ricerca di storie interessanti, sebbene dopo diversi anni di attività parecchie proposte ci arrivano già da autori e agenzie.

Ovviamente tutte le proposte vengono valutate, ma lo scouting vero e proprio viene effettuato grazie ad alcuni siti specifici, dove vengono anticipate le uscite di un determinato genere e che ci consentono di rimanere aggiornate su cosa uscirà all’estero. Oppure grazie alle agenzie che ci mandano con anticipo il catalogo di quelle che saranno le uscite previste nei mesi successivi.
Se una storia ci pare adatta a ciò che stiamo cercando per i nostri lettori, la nostra collaboratrice contatta direttamente l’autore, in caso non sia rappresentato da nessuno, o l’agenzia di riferimento, straniera o italiana che sia, e da lì si dà il via alla trattiva.

Arriviamo al lavoro vero e proprio: editing e promozione. La Triskell Edizioni guida l’autore lungo tutto il percorso o lascia una sorta di “libero arbitrio”?

Triskell si occupa di tutte le fasi di lavorazione del manoscritto: dalla valutazione alla vendita, alla promozione. Dal momento in cui un romanzo viene accettato viene affidato all’editor che lavora sul testo e si confronta con l’autrice o autore per ottimizzarlo al meglio. Vengono poi fatti ulteriori passaggi per limare o correggere il manoscritto fino ad arrivare alla correzione di bozze finale, prima della pubblicazione.

Si passa poi alla parte della promozione. Anche da quel punto di vista abbiamo sempre accompagnato i nostri autori, occupandoci di dare la giusta visibilità al loro lavoro, proponendolo in modi diversi e personalizzati, ma lasciandoli comunque liberi di ampliare la promozione, anzi spronandoli a farlo e supportandoli in ogni iniziativa. La casa editrice promuove e aiuta il più possibile, ma è anche vero che ci sono tantissime uscite e sempre più autori sul mercato e quindi, anche tramite workshop tenuti in passato, abbiamo condiviso consigli e dritte su come muoversi online, invogliando i nostri autori a mettersi in gioco in prima persona per arrivare a più lettori possibili.

Una domanda che non ho mai fatto, ma che reputo importante come tutte le altre fasi: la traduzione. Un lavoro non del tutto preciso potrebbe scontentare la lettura, è d’accordo? Ci sono delle direttive precise in questo?

Sì, come tutte le case editrici, diamo indicazioni ai traduttori che collaborano con noi.

In generale la nostra richiesta è quella di rimanere il più possibile fedeli all’originale, anche se ciò non significa che il testo debba risultare un calco della lingua di partenza, così come non implica che un traduttore non possa avere un minimo di autonomia.

Nel rispetto della sua professionalità deve avere un certo margine di scelta riguardo ai termini da utilizzare. Non deve essere però mai cambiato lo stile dell’autore.

Può capitare che alcuni lettori si lamentino di alcune scelte fatte in fase di traduzione, perché hanno letto il romanzo in originale. Dall’esterno la traduzione può sembrare un passaggio molto facile, soprattutto per i lettori esperti nella lingua, ma dopo anni di esperienza quello che vorrei trasmettere è che leggere per piacere in originale è una cosa completamente diversa dal riportare le parole di un’altra persona in una lingua ricca di sfumature come l’italiano. Rispettare lo stile di un autore, mantenendo il ritmo narrativo giusto e portandolo avanti in maniera ottimale per centinaia di pagine è molto più complesso di quanto possa sembrare.

Riporto un esempio che è successo a me quando avevamo appena aperto Triskell. Primo romanzo straniero in uscita. Una persona mi ha contestato la traduzione del titolo “Un po’ santi e un po’ peccatori” (in originale Between Sinners and Saints) di Marie Sexton, asserendo che la traduzione corretta fosse fra/tra santi e peccatori, e che avessimo già sbagliato in partenza.

Difficilmente chiunque mastichi anche solo un po’ l’inglese non sa cosa significhi between (e un traduttore è proprio improbabile che non lo sappia), tra/fra implica una “posizione”, fisica o temporale, quindi dava l’idea di qualcuno che si trovava in mezzo a santi e peccatori, mentre il senso del libro era diverso. Il between è stato tradotto in modo che venisse inteso come un essere a metà tra un santo e un peccatore. Questo esempio rappresenta pienamente la risposta alle domande sulla fedeltà del testo: sì, è importante rimanere fedeli all’originale ma anche contestualizzare, non si può tradurre tutto in modo letterale e a volte si devono compiere delle scelte, sempre ben ponderate a seconda dell’autore e del suo stile.

Un’altra domanda che mi interessa da vicino è sul ruolo dei blog. Necessari o se ne può far a meno, “tanto esistono i social”? Altri mezzi importanti quali possono essere, oltre il vecchio passaparola?

I blog per noi sono stati molto importanti, soprattutto all’inizio, perché senza di loro saremmo rimaste nell’ombra. Con il tempo e con la diffusione di altri generi di social media si è evoluto anche il mondo dei lit-blog stessi e il modo in cui interagiscono e comunicano. La condivisione della lettura si è ampliata, infatti molti hanno trovato altri modi per raggiungere i lettori. In sostanza, così come si è evoluto il lettore e le persone che si approcciano ai social, così si sono evoluti anche i blog.

Il passaparola invece, seppure dal sapore anacronistico, in ambito editoriale resta tuttora il mezzo più importante per spargere la voce e per far conoscere un libro.

Anche i social sono di certo dei mezzi importanti da utilizzare per la promozione. Penso a Instagram o alle stories, ma anche a Twitter. Twitter viene spesso sottovalutato eppure è un mezzo molto adatto in ambito letterario e lo consiglio per la facilità di seguire gli hashtag di ogni argomento. Ogni parola chiave è facilmente rintracciabile, e questo lo rende una valida risorsa per rintracciare le pubblicazioni (o per me che mi occupo di contenuti anche per stare al passo con tutto ciò che riguarda l’editoria) e un’alternativa testuale ai social visivi.

Oggi Triskell Edizioni offre – di ogni libro – la versione cartacea e digitale. Vista l’evoluzione dell’editoria negli ultimi anni, cosa prevedete per il futuro, una supremazia di un modo di leggere rispetto all’altro? Il lettore pigro e sempre più impegnato, abdicherà entrambi a favore dell’audiolibro o rimarrà un “mondo” ancora poco esplorato?

Non credo esista una vera supremazia nella lettura e non credo che l’ebook arriverà a superare il cartaceo tanto da farlo sparire. Secondo me sono due mezzi di lettura diversi che si adattano, tra l’altro, anche a generi diversi. Con buona probabilità resisteranno entrambi. Non ho mai creduto nella teoria che il libro in formato cartaceo sparirà, e in questi anni il mercato ne ha dato dimostrazione. A mio avviso sono due modalità che convivono in modo piuttosto pacifico. L’audiolibro qui in Italia è meno sfruttato rispetto ad altri Paesi, ma sta prendendo piede e sarà un altro modo di fruire la lettura che andrà ad affiancarsi agli altri.

Leggere e ascoltare sono due cose molto diverse e due esperienze diverse: il lettore che ama leggere le parole, che vuole passare del tempo in silenzio per immergersi in una storia non lo farà con un audiolibro, mentre può essere di certo sfruttato in altri momenti e in modi e tempi differenti.

Ognuno di questi mezzi può essere utilizzato per le sue peculiarità senza che l’uno debba per forza schiacciare (o scacciare) l’altro. In base al genere, poi, ci sono delle predominanze. Secondo la mia esperienza posso dire che il romance, per esempio, è perfetto per la lettura digitale, mentre la saggistica o i romanzi storici vengono fruiti soprattutto in cartaceo.

Il 2020, nella fattispecie la pandemia, ha tolto il gusto di un abbraccio, privandoci di tanti eventi. Alla luce di un nuovo scenario, come si è adattata la Triskell? Ha approfittato per produrre nuovi progetti?

Pur essendoci una sede principale che per cause di forza maggiore si è adattata allo smart working, la redazione è al momento composta da otto persone e da sempre molti dei nostri collaboratori lavorano da remoto, visto che siamo sparse in tutta Italia. A livello organizzativo, quindi, non ci sono stati grossi cambiamenti.

Durante quest’anno abbiamo già dato vita nuovi progetti, a partire da Nua Edizioni che è nata alla fine dell’anno scorso e ha avuto una partenza in salita proprio per via del primo lockdown. Per ora stiamo quindi tentando di farla crescere il più possibile e allo stesso tempo continuare a far crescere anche Triskell, adattandoci e cambiando insieme al mercato in un momento storico non semplice.

Legandomi alla domanda precedente, i sogni nel cassetto sono stati tutti realizzati o ne riserva ancora di proibiti? Ma che ovviamente noi siamo curiosi di scoprire…

I sogni nel cassetto sono stati tutti realizzati: volevamo crescere non Triskell e ci siamo riuscite, anche arrivando in libreria con la distribuzione di Messaggerie. Ci siamo ampliate offrendo proposte diverse dal romance, per arrivare a quanti più lettori possibili, ed è nata Nua.
Il sogno proibito, molto proibito, sarebbe quello di arrivare ad avere uno scaffale dedicato in tutte le librerie. Una cosa piuttosto difficile, lo so, ma continuiamo a migliorarci perché un giorno possa succedere.

La richiesta di chiusura che più amo: un consiglio, un motto o semplicemente un saluto per i lettori.

Un consiglio che vorrei dare a tutti, perché estremamente vero e perché è un consiglio che do a me stessa, sempre, è di vivere un po’ più serenamente la vita e le cose che accadono, prendere con più serenità anche quello che avviene sui social o nell’ambito dell’editoria e delle passioni. Troppe cose futili ormai sono considerate e trattate come questioni di vitale importanza.
C’è poi un saluto che riprendo da un attore che seguivo e che ho sempre trovato molto bello. Be kind, be well, siate sereni e state bene. Mi piace molto, è un consiglio a vivere più serenamente la propria vita e il momento, cercando di essere gentili con il prossimo.

Un saluto ovviamente a tutti coloro che hanno letto questa intervista, un ringraziamento al blog per averci dato questa opportunità di farci conoscere meglio e un saluto i lettori che in questi anni ci hanno aiutato a fare tutta questa strada. Senza di loro non saremmo qui!

Grazie di cuore a Barbara Cinelli, titolare di Triskell Edizioni, che ci ha aperto le porte del suo meraviglioso mondo libroso.

Spero che l’intervista vi sia piaciuta. Se siete passati di qui in veste di Autrice/Autore, sicuramente vi siete tolti qualche curiosità, cogliendo anche i consigli giusti. Se fate parte di una CE e desiderate un’intervista, A libro aperto è a Vostra disposizione!

Vi ricordo che all’interno del blog trovate le recensioni di alcuni successi della Triskell Edizioni (cliccate sull’immagine)

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