Recensione: L’INFERNO INVISIBILE di Luca Martini – ed. Golem Edizioni

Una bellissima lettura merita una recensione all’altezza, e Ilaria Mossa lo è stata con L’INFERNO INVISIBILE di Luca Martini, edito Golem Edizioni.

Genere: Romanzo
Collana: Mondo
Pagg. 272
Prezzo: 16 euro
In libreria dal 5 novembre 2020

Trama

Alessandro è un affascinante medico trentenne dal carattere schivo che lavora con le tossicodipendenze e vive un rapporto difficile con l’altro sesso, complici l’educazione severa della madre, morta alcuni anni prima e del cui pesante ricordo non si è mai liberato, e l’assenza costante del padre. L’incontro casuale con Sarah, ballerina dal carattere volubile e incostante, dai tratti borderline, incapace di vivere una relazione monogama, segnerà Alessandro in maniera indelebile, che si innamorerà di lei in maniera ossessiva e malata. Un giorno, all’improvviso, Sarah svanisce nel nulla e Alessandro rimane vittima di un tragico incidente nel tentativo di inseguire il suo fantasma. Negli anni successivi la vita di Alessandro sembra apparentemente rientrare nei binari della serenità, fino al giorno in cui, molto tempo dopo la fatidica sparizione della ragazza, la ritroverà per caso, facendo però una terribile scoperta. In un finale intenso e drammatico, Alessandro prenderà una decisione inaspettata e imprevedibile, che cambierà il corso della vita di tutti.

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta

Alessandro ha trentacinque anni ed è un medico che si occupa di tossicodipendenti. Anche se lui, di dipendenze, ne ha una e si chiama Sarah.

«Lei non lo sapeva, e forse nemmeno lui in fin dei conti, ma Sarah rappresentava già tutto ciò che gli era necessario.»

Lei è una ballerina, uno spirito libero, colei che gli ha soffiato sotto al naso il vinile che tanto desiderava, ma è anche la vecchia proprietaria del suo nuovo appartamento. La prima volta che la vede nello studio del notaio, ne rimane affascinato. Colpa di quegli occhi scuri e profondi, i capelli neri e lisci, la pelle diafana. Oppure, quel neo sulla guancia destra che gli ricorda la sua mamma defunta.

Una coincidenza? Probabile. Una cosa è certa: lui deve rivederla ancora.

«Le loro dita si toccarono in un contatto lieve ma dirompente, come due fili della luce entrambi carichi di tensione, e ad Alessandro venne in mente la creazione di Michelangelo.»

I due si incontrano e si scontrano un paio di volte, poi finiscono a letto e iniziano una specie di relazione, anche se in realtà viaggiano su due corsie opposte. Alessandro è ossessionato da quella ballerina sensuale e sfuggente, non fa che pensarla giorno e notte.

«Ogni cosa, ogni parola, ogni depressione, ogni declinazione, ogni immagine, ogni ferita, ogni bollore, ogni liquido, ogni passo finivano per contenere quel nome, storpiato a suo modo, ficcato dentro a forza, inserito come una vite troppo grande in un foro troppo minuto.»

A Sarah, invece, importa solo della danza e di Guido, un uomo sposato che ovviamente ha pochissimo tempo da dedicarle. Nonostante questo, continua a vedersi con Alessandro, lui va a colmare quei vuoti che l’uomo che lei desidera lascia con la sua assenza. Sarah non ricambia i sentimenti di Alessandro, lo chiarisce sin da subito, ma nonostante la sua schietta sincerità, un po’ se ne approfitta della bontà e del suo amore incondizionato. Lei è stronza, manipolatrice, distaccata e menefreghista, e a lui non importa come lei lo tratta.

«”Non ti ho mai amato, e mi fa pena vederti così devoto. Pena”».

«”Non mi importa, io ti amo e questo basta”».

L’amore di Alessandro è un amore malato, è ossessione, a tal punto da fargli compiere delle azioni folli che mi hanno lasciata un po’ turbata. Lui, nonostante l’evidenzia, continua a farsi del male come un pazzo masochista. A lui importa solo averla, poco male se lei non ricambia il suo amore.

«Era capace di fargli girare la testa, di caricarselo sulle spalle per portarlo in orbita o all’inferno, a seconda dell’umore.»

Sarah, non solo tratta Alessandro come uno zerbino, ma ha sbalzi d’umore repentini, sparisce e ricompare a suo piacimento, si allontana, si avvicina, si annoia facilmente. Non si accontenta mai. È come se stesse sempre alla ricerca di qualcosa che non esiste.

«Non lo so, sono sempre stata così. Volevo tutto e quando riuscivo ad averlo lo buttavo via. Cacciatrice e preda, inseguita e inseguitrice».

Patrizia, un personaggio che mi è piaciuto dall’inizio alla fine, collega e amica di Alessandro, è una donna forte e leale e cerca di metterlo in guardia. Lei è innamorata di lui ma non riesce a liberare i suoi sentimenti, consapevole di non essere ricambiata. Ma nonostante quello che prova, rimane sempre al fianco di Alessandro. Non accetta il modo in cui Sarah lo tratta e il modo in cui si fa calpestare. Ma Alessandro non vuole sentire ragioni, ormai è in un labirinto da cui è impossibile uscire.

«A un certo punto mi sono sentito perduto, devastato, con addosso un dolore pungente e definitivo, come trapassato da un ago che cerca la stoffa ma trova la pelle, e si infila dentro, nel profondo, infilza la carne e lì resta, fino a marcire, a fare infezione, a imputridire. E il fatto è che più guardavo quella ferita più mi piaceva quel dolore, quell’odore di sfatto, quel senso marcescente che si allargava a tutta la mia esistenza vuota, al tormento muto, alla morte incipiente. E tutto è diventato d’un tratto malsano e incomprensibile. Guardavo quella piaga e soffrivo, perché sapevo che non sarebbe più stato possibile saturarla, e questa ineluttabilità mi dava sicurezza e oblio al contempo».

Insomma, Sarah è il veleno e l’antidoto allo stesso tempo. Ma quest’amore ossessivo, quasi elemosinato, deriva da delle mancanze. A tutto c’è una spiegazione. Alessandro ha vissuto in un clima familiare logorato, spesso pesante e ostile; veniva deriso per le sue stranezze dalla madre, una donna sadica, fredda e dura. Suo padre, invece, era spesso assente e sottomesso.

«Grazie a te, mamma, sono cresciuto male, ma sono diventato grande, indipendente, avaro d’amore e vuoto d’affetto.»

«Grazie a te, papà, ho capito cosa significhi l’assenza, il non essere, il volare sulla vita senza planare mai davvero.»

Insomma, da bambino Alessandro non ha ricevuto quell’amore che ogni figlio si merita di ricevere e ora, ormai solo con un padre in una casa di riposo che a malapena si ricorda di lui, e con una delusione amorosa alle spalle, considera Sarah la sua unica fonte di felicità. E nonostante sia spaventato da questa sua dipendenza che lo rende schiavo, sente che senza quella donna non potrebbe sopravvivere.

Il romanzo di divide in due parti e nella seconda possiamo scoprire cosa succede dieci anni dopo. Su questo, però, non voglio svelarvi nulla e potrete scoprirlo solo leggendo questo splendido libro. Premetto, non è una storia semplice e alcune parti vi lasceranno parecchio turbati. Ma non dobbiamo restare troppo sorpresi, in fondo amori del genere esistono e sappiamo benissimo cosa un amore ossessivo possa spingere a fare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close