Recensione: CALL SHADOW di Cristina Rotoloni

In attesa del secondo volume IO SONO OMBRA, muoio dalla voglia di parlarvi di CALL SHADOW di Cristina Rotoloni.

  • Titolo: Call Shadow
  • Autore: Cristina Rotoloni
  • Editore: Self publishing
  • Pagine: 373
  • Prezzo: 2,99

Sinossi

Call Shadow, l’ombra che ti minaccia nella notte, non ha paura di morire. Non lascia spazio ai sentimenti. Il suo lavoro è la sua vita e uccidere gli riesce bene. L’incontro con Annie farà vacillare le sue certezze e la sua esistenza non sarà più la stessa. Dovrà decidere se cedere al cuore o restare di ghiaccio. Le ombre non si possono ingabbiare, ma Call deve fare i conti con la passione e due occhi color cenere che guardano in faccia e senza paura la morte.
Può una donna arginare la tempesta?
“Sta all’acqua decidere se lasciare il segno o adattarsi.”

Call Shadow sta arrivando e lui che scelta farà?

Autoconclusivo. Romanzo collegato alla dilogia Mia, si possono leggere separatamente.

«Io e l’ombra siamo un tutt’uno. Non mi fa paura. È il mio mantello e la mia sicurezza. È la mia complice.»

Io e l’ombra. Call e l’altro uomo. L’ombra e il fantasma di uomo che si fondono creando un’unica identità, indistruttibile nel corpo ma con un’anima fragile – già ricostruita – che rischia di andare di nuovo in frantumi. Una parte di lui inizia a vacillare di fronte a un paio di occhi grigi, una “S” sibilante che addolcisce ancor di più la figura di donna indifesa che nasconde una tigre. Annie lavora in una caffetteria. Call in quel luogo consuma – in un tempo piccolissimo – una miriade di sentimenti contrastanti. Stima, ammirazione, attrazione; odio e frustrazione verso ciò che NON le può offrire, spengono gli istinti e rimandano quell’avvicinamento a cui entrambi auspicano.

«Sì, sarà assurdo, ma è vero. Con te non riesco a controllarmi. Le mie emozioni mi devastano. Sono un’apocalisse che fanno terra bruciata nel mio animo. Non so starti lontano, non so mettere un argine a come mi fai sentire e soprattutto mi fai desiderare di essere normale. […] Per la prima volta in vita mia conosco realmente il valore, il senso e l’intensità di questo sentimento. Ho paura e waan ku jeclahay!»

Una dichiarazione in piena regola, che mette in luce – nell’uomo ombra – sentimenti sopiti da troppi anni, seppur di natura diversa da quelli che sta provando per la giovane cameriera. Call usa la testa, la ragione è il caposaldo per non commettere errori nella sfera lavorativa, e per non perdersi tra le cosce di un rapporto occasionale; lo stesso uomo che si avvale della forza per abbattere gli ostacoli e fare giustizia. Con Annie dovrà affrontare la guerra più dura di tutta una vita: non lasciarsi uccidere dall’amore.

Per Annie portare Call fuori da quella gabbia fatta di mistero diventa una vera sfida, perché l’uomo che ama sembra mettere il lavoro davanti a tutto. L’unica apparente ragione di vita, fino all’inevitabile… dopodiché tutto cambia per poi riprecipitare!

Un abisso che lo condurrà in Abruzzo. L’Aquila l’avvicinerà a Davide Dragonetti e vi condurrà dritti a MIA.

Proprio “Mia” e “Incredibilmente Tua” mi hanno fatto conoscere la penna di Cristina Rotoloni, che risulta essere sempre su quel gradino in più. Storie toccanti, che sono strettamente legate e che vanno necessariamente lette in successione. In tanti – leggendo questa dilogia – hanno sentito l’esigenza di conoscere il passato del misterioso Call Shadow, di cui non si sa davvero il nome, ma di “striscio” si percepiscono le sofferenze cui il destino l’ha messo di fronte. Ovviamente se li avete letti e, come me, non avevate ancora recuperato CALL SHADOW, il momento giusto è arrivato, per terminare con il seguito in uscita il 30 novembre, IO SONO OMBRA (pre-order Amazon).

Fin qui mi sentirei di dire: “tutt’altra storia rispetto allo scenario prospettato tra l’Aquila e l’America da David, Fabrizio e Sara.” Diversa l’ambientazione, a tratti avventurosa, con i sentimenti che risultano ancora essere l’arma vincente, seppur… con un finale inaspettato!

È difficile non sbilanciarsi, ma sembra davvero un peccato dover tenere dentro tanta bellezza. Avevo apprezzato la dilogia di Mia per gli argomenti toccati – profondi, devastanti, appaganti – e nonostante la Rotoloni con questa sorta di “spionaggio” abbia rischiato di perdersi tra le tante storie presenti nel mercato, è riuscita ancora a emergere, e come Call, a cadere sempre in piedi. A rimettersi in piedi, per essere precisi… dovete leggere per capire e rimanerne devastati! Non vedo l’ora di iniziare il secondo tempo di Call, quello che sicuramente segnerà la rinascita, come una vera fenice. Io l’aspetto con ansia, e voi?

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