Recensione in anteprima: COME UNA SINFONIA di Mathilda Blake – ed. Mondadori

Un immenso onore potervi parlare in anteprima di COME UNA SINFONIA di Mathilda Blake, edito Mondadori. Un romanzo tra annoverare tra gli indimenticabili, grazie a una serie infinita di motivi che lascio a voi scoprire attraverso le mie parole… e alla conseguente lettura. Disponibile da domani 5 dicembre!

  • Titolo: Come una sinfonia
  • Autore: Mathilda Blake
  • Editore: Mondadori – Collana I Romanzi
  • Genere: Romance storico
  • Data pubblicazione: 5 dicembre 2020
  • Pagine: 236
  • Prezzo: 2.99

Sinossi

San Pietroburgo, 1877. È inconcepibile che una ragazza si dedichi alla musica e possa accedere al Conservatorio, soprattutto se orfana e priva di lignaggio. Eppure grazie all’anziano conte Dashkov, proprietario della tenuta dove presta servizio, il sogno di Tchandra sembra avverarsi, ma ciò provoca verso di lei il risentimento dell’affascinante Dmitr, che la crede l’amante del padre. Il giovane tuttavia non può reprimere l’attrazione che prova per lei e, quando si vede costretto a partire per la guerra, si accorge di non aver fatto pace né con se stesso né con Tchandra. Riuscirà una musica lontana ad accarezzargli l’anima accendendo i suoi sensi?

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta

Erano appena dei bambini quando si sono incontrati la prima volta: due anime da salvare. Dmitr gettava un sogno alle ortiche, Tchandra con sapienza l’ha saputo raccogliere, coltivare… sfruttandolo con passione e rettitudine, spodestando così agli occhi del Conte Dashkov la figura del figlio, soppiantata da quella giovinetta che, invece, non avrebbe avuto altre alternative se non vivere in strada.

Ma come può un’umile servetta appropriarsi di tutto ciò che appartiene al figlio del Conte, oscurandolo agli occhi del padre? Qualcuno insinua che ci sia di più di un rapporto puramente lavorativo. Sarà per questo che il rampollo prova tutto quest’odio verso la giovane?

– Noi due abbiamo un conto in sospeso, se non sbaglio – le disse infatti, accarezzandole il viso con gli occhi, freddi e trasparenti come il ghiaccio della Neva in inverno. Ma la carezza durò solo un attimo, perché poi quello sguardo scese verso il seno, con sfrontata lentezza. Indisponente come era sempre stato tutto di lui.

Eppure, è palese la buona condotta di Tchandra, che si divide tra il lavoro di domestica e lo studio al piano. Ha un talento naturale, quando suona diventa un tutt’uno con la musica… sembra quasi una fusione di note e sentimenti. Una dote che il Conte mette in luce e porta nei salotti ove presiedono artisti del calibro di Strauss e Tchaikovsky. La ragazza verrà notata, ricordata da molti, anche se la società non è ancora pronta ad accettare una “concertista”: la “donna” può suonare solo per il sollazzo degli ospiti, niente più!

Tutto ciò continua a fomentare invidia, brama di vendetta… fino a insinuare dubbi che con perfidia vanno a intossicare il cuore puro di Dima.

«Spero che i vostri pregiudizi non vi spingano a commettere errori più grandi del dolore che vi portate dentro»

«Pregiudizi? Dolore che mi porto dentro? Di che diavolo parli, Moska?»

Le cicatrici del passato, la distanza da casa, il ruolo che riveste nell’esercito e un letto caldo al bisogno, hanno dato al maggiore Dashkov il giusto battito, necessario a “sopravvivere”. Ma il cuore si risveglia – forse aizzato dalla rabbia – solo difronte all’azzurro degli occhi di Tchandra. Quest’ultima – che dovrebbe provare solo risentimento e paura – sente l’intero corpo liquefarsi ogni qualvolta ne percepisce la vicinanza. Entrambi, a loro modo, combattono una guerra: c’è chi insegue e chi scappa; c’è chi cerca di acciuffare una preda, la quale spera di essere presa!

– Soprattutto, voglio che tu ti strugga per me. E so che lo farai.

Minacce, allusioni, sfioramenti, gesti seducenti… inganni, imprevisti e disgrazie, sembrano voler mettere alla prova un amore consapevole ma ormai troppo “distante”.

“Come una sinfonia” ha rappresentato per me uno scrigno di ricordi: aprirlo ha risvegliato una serie di emozioni da troppo sopite. Sono stata avvolta da una musica soave, per una come me che ha collezionato vinili di musica classica; valzer e polka – perlopiù – sono stati nutrimento fino ai sedici anni, quando si è presentato il principe azzurro (su di un calesse!) e ho fatto scelte azzardate, tipo abbandonare la pista da ballo. Il mio sogno non era suonare, ma alzare qualche coppa sì, sfoggiando figure sempre diverse…

Con questa premessa non aspettatevi serate di gala, ricevimenti o eventi simili. Siamo lontani dal classico romance storico nei salottini londinesi; d’altronde Mathilda Blake sa distinguersi soprattutto per questo, nel non ripetersi, per non cadere nel “trito e ritrito”, sorprendendoci con scenari particolari, mettendoci sempre un pezzo di esperienza personale. Altro punto a favore dell’autrice sono le note finali, corredate di cenni storici esplicativi: noterete come non lascia mai nulla al caso, perché i dettagli sono importanti, e non lasciateveli sfuggire!

Ma parliamo dei protagonisti, che si muovono tra San Pietroburgo e Vienna, dove non mancheranno piccole perle che vanno a impreziosire l’ambientazione, per rendere il tutto sempre più reale agli occhi del lettore.  

Due personaggi agli antipodi, ricco e nobile Dima, orfana e senza prospettive di futuro Tchandra. Non sono felici, ognuno sente che alla propria vita manca un tassello importante: l’amore in senso ampio. Entrambi vivono in uno stato di insoddisfazione che sentono placarsi quando si incontrano. Due anime gemelle, due predestinati che dovranno affrontare un lungo percorso per averne piena coscienza.

«Ora, però, sapeva di essere profondamente diverso e l’empatia – di cui, fino a qualche mese prima, nemmeno conosceva l’esistenza – lo faceva sentire connesso alle persone che lo circondavano, al loro dolore»

Li amo profondamente, per ogni debolezza e punto di forza. Chi appare forte e colui che meno lo è; la giovane serva si presenta caparbia, risoluta perché non ha niente da perdere. La vita le ha tolto tanto, restituendole tutto con gli interessi.

Non vi ho parlato dell’antagonista, colei che si presenta come vittima, mentre nasconde una serpe in seno. Non aggiungerò altro, tranne che vi darà da fare fino in fondo. Un plauso al Conte, un uomo con cui sarei stata ore e ore a conversare.

Mathilda ci ha donato un’altra storia davvero indimenticabile, di classe, con un tocco di sensualità, ma soprattutto piena di buoni sentimenti. Un romanzo con quel di più, che merita assolutamente un libro aperto.

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