Recensione: WABI SABI – LA BELLEZZA DELLE COSE IMPERFETTE di Valentina Pangallo – ed. Triskell Edizioni

Un’altra bellissima lettura per Laura Baldo, che conferma la qualità a cui Triskell Edizioni ci ha abituati: WABI SABI – LA BELLEZZA DELLE COSE IMPERFETTE di Valentina Pangallo.

  • COLLANA: RAINBOW
  • Titolo: Wabi sabi – La bellezza delle cose imperfette
  • Autrice: Valentina Pangallo
  • ISBN EBOOK: 978-88-9312-867-4
  • ISBN CARTACEO: 978-88-9312-868-1
  • Genere: Storico
  • Lunghezza: 186 pagine

Sinossi

Nella ridente città di Edo del periodo Tokugawa, Ryuu vive nell’hanamachi del piacere, in una okiya, e si prostituisce per vivere. Il suo aspetto bellissimo nasconde un’anima tormentata e frammentata di emozioni negative che lo rendono apatico e apparentemente incurante di tutto, persino della crudeltà e della violenza che vengono riversate su di lui.

Ryuu sopporta in stoico silenzio gli abusi verbali della sua okaasan e il disprezzo delle sue compagne, nonché gli epiteti dei clienti, che gli vengono gettati addosso per nascondere le pulsioni che la sua procacità stimola in loro. Ma tutto cambia quando le attenzioni del suo cliente principale diventano morbose, annichilendolo e portandolo all’esasperazione e, soprattutto, quando una bambina traumatizzata e un samurai disonorato entrano nella sua vita. Chi è, poi, questo rōnin? E cosa vuole da lui? È, davvero, solo curioso?

Costretto a scegliere tra la vita che conosce e una dolorosa rinascita, Ryuu rischia di lasciarsi affogare nei rimpianti e nella solitudine, sebbene ci sia una mano grande e calda pronta ad afferrarlo. Riuscirà, un uomo così imperfetto, a trovare la pace?

Un’altra bella lettura targata Triskell, che ormai per me è una garanzia di storie curate, intense ed emozionanti. Wabi Sabi-La bellezza delle cose imperfette è un romance storico M/M, ambientato nel Giappone feudale, i cui dettagli sono resi con cura e precisione dall’autrice, che ne fa lo sfondo di questa bella storia d’amore.

Il giovane Ryuu è una yujo, una prostituta, in una casa di piacere cadente nel quartiere a luci rosse di Edo — l’antica Tokyo. Con lui convivono due ragazze e la vecchia padrona, con la quale Ryuu ha un pessimo rapporto, ma dal momento che è soprattutto lui a mandare a avanti la baracca, perché molto richiesto, la padrona del bordello non osa contraddirlo. Tra i suoi clienti c’è l’arrogante samurai Tenshi Jori, che lo considera quasi di sua proprietà.

Durante una cena offerta dal nobile, in cui è invitato come intrattenitore, o taikomochi, Ryuu conosce il ronin vagabondo Kuroda Kazu, che al momento è al servizio di Tenshi. Tra i due scatta subito qualcosa, Ryuu ne è incuriosito, ma mantiene salda la maschera compiacente che indossa ormai da tempo, che non fa mai trasparire i suoi veri sentimenti, né il suo carattere, così come tiene solo per sé il suo vero nome, lasciando che lo chiamino tutti con quello da prostituta: Maimi-san.

“«Le geisha sono artiste della bellezza che deliziano i loro ospiti dando mostra delle loro eccelse capacità. Per quanto mi riguarda, invece, temo che un taikomochi non sia nulla di più che una compiacente puttana.»”

Ma la sua apparente umiltà e l’accettazione della propria condizione sono smentite da piccoli indizi, che gli occhi acuti del ronin Kazu riescono a scorgere oltre la maschera perfetta.

L’uomo lo segue fuori dal locale, senza sapere bene perché. Ha intuito che Ryuu è stato un samurai, e il mistero di come si sia ridotto a fare l’intrattenitore lo confonde. Chiede a Ryuu il suo vero nome, ma lui si rifiuta di fornirlo. L’uomo ha riportato a galla ricordi e sentimenti del passato non voluti, che lo inducono a essere diffidente.

“«È questo il tuo modo di scappare dalla verità?» sibilò senza muoversi Kazu-san. «Vuoi così tanto nasconderla, persino a te stesso?»”

Nel frattempo alla casa di piacere arriva un nuovo acquisto: una bambina di dieci anni di nome Hana, venduta come apprendista. La bambina ha alle spalle una terribile storia di abusi, ed è sola e piena di ferite proprio come Ryuu, che per quanto si sforzi non riesce a restare indifferente e decide di occuparsi della piccola e proteggerla.

“«Qualsiasi cosa facciano al contenitore, il contenuto resta sempre uguale. Non importa quanto il contenitore venga sbattuto, spezzato.» La sua voce s’incrinò appena, ma lui si ricompose all’istante. «Ciò che hai dentro non verrà danneggiato.»”

Durante un’altra cena incontra di nuovo Kazu-san, e stavolta nemmeno Ryuu può negare l’attrazione quasi elettrica che c’è tra loro. Il nobile Tenshi però si accorge della cosa e, accecato dalla gelosia, diventa violento. Ryuu trova la forza di tagliare i rapporti con lui, rinunciando al suo denaro, ma l’uomo si vendica mandando Kazu-san lontano, a combattere per sedare una rivolta di cristiani. Ryuu e Kazu-san promettono di ritrovarsi, ma il destino mette loro i bastoni tra le ruote.

Quando Ryuu torna alla casa di piacere, la trova in fiamme, e la sua vita cambia per sempre un’altra volta.

Mi fermo qui per non fare spoiler, ma la trama è molto coinvolgente e non scontata. Il filo conduttore è dato dal titolo: i protagonisti di questa storia sono tutti imperfetti, hanno avuto un passato burrascoso, che li ha segnati per sempre, e devono imparare ad accettare i propri errori e le proprie cicatrici, e a portarle con orgoglio. Kazu-san, il ronin vagabondo, l’ha capito da tempo, e il suo amore incondizionato sarà la molla che alla fine indurrà Ryuu ad abbandonare le maschere e riappropriarsi della sua identità e del suo vero nome.

“«Sei tu che non comprendi, Ryuu» gli sorrise. «C’è bellezza nelle cose imperfette.»

Dietro alla storia d’amore, ricca di colpi di scena e con una buona dose di erotismo, c’è insomma un messaggio profondo, che mi ha fatto apprezzare ancora di più il romanzo.

Mi è piaciuta molto anche l’ambientazione. Da lettrice di manga ho apprezzato i dettagli precisi sulla cultura e la mentalità giapponese dell’epoca. I protagonisti sono ben delineati nel loro carattere e nelle loro emozioni, e mi sono piaciuti, così come lo stile, scorrevole e attento alle sfumature emotive.

In conclusione, una bellissima storia, che se amate il genere non potete assolutamente perdere.

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