CHICCHE DALL’ORIENTE, Japan Edition: Auguri ad Hayao Miyazaki

Tanti auguri al Maestro Hayao Miyazaki che ha da poco compiuto 80 anni

Tappa imponente per il maestro dell’animazione giapponese più naturalista che ci sia. Chi è già un suo fan sa bene di cosa sto parlando, ma per chi non sa chi sia è giusto scrivere delle precisazioni e percorrere in breve la sua brillante vita e carriera.

Hayao Miyazaki è il più famoso regista e sceneggiatore dell’animazione giapponese, ha compiuto 80 anni lo scorso 5 Gennaio. Che occasione ghiotta omaggiarlo tramite la mia rubrica dedicata al Sol Levante.

Nasce nel ’41 in uno dei quartieri di Tokyo, il padre è un ingegnere dell’aereonautica militare, ed ecco spiegata la sua innata passione per gli aerei e il volo, elementi che il regista non manca mai di inserire nelle sue opere. Un ingegnere sarà appunto il protagonista indiscusso del suo ultimo film: “Si alza il vento“. La quotidianità di Hayao giovane gira intorno alla costruzione di aerei, anche quelli che verranno usati nella seconda guerra mondiale. La sua famiglia è vissuta nell’agiatezza e spensieratezza fino alla malattia della madre: tubercolosi. La vita di Hayao è stata d’ispirazione per i suoi stessi film. Oltre gli aerei e le macchine volanti, non è un caso che la madre di Satsuki e Mei de Il mio vicino Totoro trascorresse le giornate in un sanatorio. Lo stesso vale per la dolce Nahoko di Si alza il vento.

Disegnatore di manga oltre che animatore, nel ’63 entra a far parte di un gruppo di disegnatori della Toei, importante casa di produzione, dove incontrerà sua moglie. Nel ’78 Miyazaki produce Conan, ragazzo del futuro, anche in Italia ha avuto seguito. Nel ’79 è il turno del lungometraggio Lupin III- Il castello di Cagliostro, sul personaggio di Monkey Punch, e in seguito due episodi della seconda serie di Lupin. Nell’82 pubblica come manga il bellissimo Nausicaa nella valle del vento. Un ambiente post apocalittico, dove il mondo è stato semi distrutto dal nucleare, sconvolto da una letale foresta tossica, trasposto poi nelle versione animata.

Nel 1985 -per caso è anche il mio anno di nascita – fonda lo Studio Ghibli, studio d’animazione che ha come simbolo lo spirito Totoro, insieme all’amico Isao Takahata, autore di Heidi, e un viavai di artisti che hanno lasciato la loro impronta. Le loro opere hanno ottenuto un successo mondiale e sono stati riconosciuti come capolavori. L’86 è l’anno di Laputa- Castello nel cielo, che narra di due ragazzi alla ricerca di una città perduta, fluttuante. Come in Nausicaa, anche qui appaiono macchine volanti. Nell’88 tocca a Il mio vicino Totoro, in cui due bambine incontrano uno spirito dalla forma molto buffa. Non mancano riferimenti al mondo naturale. Nell’89 spunta Kiki consegne a domicilio, una chicca deliziosa, la vicenda di una streghetta che si prepara al suo addestramento e finisce per consegnare a domicilio le ordinazioni della panetteria.

Nel ’92 esce Porco Rosso, grande prova dell’autore: la storia di un aviatore sopravvissuto alla guerra, ma il suo volto è stato trasformato in quello di un maiale. Non vi fate influenzare dal titolo, è davvero bello e poetico. Il ’97 è l’anno del fantasy storico Mononoke Hime- Principessa Mononoke, campione di incassi. Il film si incentra sul difficile rapporto tra uomo e la natura, soprattutto quella del regno animale. Un principe maledetto e una ragazza allevata dagli spiriti lupo.

Segue un altro capolavoro, La città incantata, una storia molto giapponese che tratta di spiriti, un centro benessere tutto dedicato a loro, in cui una ragazzina è costretta a lavorarci per riportare i genitori -tramutati in maiaili – allo stato originale. Come dimenticare il Senza volto? inquietante. Il castello errante di Howl approda nel 2004. L’affascinante mago Howl e la cappellaia Sophie, trasformata in una vecchia dalla strega gelosa. Ma Howl lo preferite biondo o moro? Tratto dal romanzo di Diana Wynn Jones, personalmente ho preferito la versione Miyazaki. Nel 2008 è il turno di Ponyo sulla scogliera, una diversa versione, delicata, della Sirenetta. Nel 2011 esce Arrietty- il mondo sotto il pavimento. Le vicende dei prendinprestito, piccoli esseri che racattano tutto ciò che può essere utile.

Chiude la carriera con Si alza il vento, un film da lacrime nel vero senso della parola.

Non inferiore alla Disney, – è infatti soprannominato il Walt Disney giapponese – Hayao ha anche vinto l’Orso d’oro e l’Oscar all’Academy per il miglior film di animazione “La città incantata”, pur meritandolo anche per altri bellissimi titoli. In saccoccia ha pure un’ororeficenza conferitagli alla carriera.

Ma lo studio Ghibli non ha chiuso. Oltre ai collaboratori, vi è anche il figlio di Hayao, Goro. Autore de I racconti di Terramare e La collina dei papaveri.

Mi sono lasciata prendere la mano e ho scritto un po’ tanto. Gomenesai!

Sayonara!

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