Recensione: “LE STELLE DELLE HIGHLANDS” di Linda Kent

“Le stelle delle Highlands” di Linda Kent è tra le prime letture di questo 2021, da annotare tra le indimenticabili!

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Trama

Chi sei tu, che avanzando nel buio della notte inciampi nei miei più segreti pensieri?” (William Shakespeare)

Highlands, 1745

Malcolm Sinclair ha sempre ignorato la verità sul proprio padre, Bruce. La scoperta del suo diario gli svela una lunga storia d’amore, di odio e di riscatto, così per onorarne la memoria Malcolm decide di diventare a sua volta un Cavaliere dell’Unicorno e di mettersi al seguito del principe Charles Stuart, di cui la Scozia attende l’arrivo. Malcolm è audace e leale proprio come lo era Bruce, ma non intende commettere l’errore che ha segnato la vita di suo padre, dunque è risoluto a non innamorarsi e a respingere la folle attrazione che prova per l’incantevole Leslie di Clanranald.

Dal canto suo, la ragazza ha sofferto troppo per la causa giacobita: ha chiuso a chiave il proprio cuore ed è decisa a non cambiare idea. Neppure per l’uomo più affascinante che abbia mai incontrato o per tutte le stelle del cielo…

Malcom fa ritorno a casa senza soddisfare le aspettative di Lady Sinclair; Kirstine avrebbe voluto un figlio impegnato nella vita politica, vederlo volteggiare tra un salotto e l’altro con intraprendenza, fino a convolare a giuste nozze. Ma Malcom è un figlio tutt’altro che degenere, con una laurea sottobraccio e “radici” da recuperare.

«Un dannato cavaliere dell’Unicorno, ecco chi era Bruce Sinclair. Amicizia, coraggio, lealtà. Onestà di pensiero e azione. La fedeltà più pura al suo Paese. Solo queste cose contavano per lui.» […] Suo padre era stato uno di loro? Aveva combattuto per la restaurazione degli Stuart, ed era stato imprigionato?

È proprio per la voglia di abbracciare il passato e la figura sconosciuta del padre che affiorano segreti e inganni. Malcom ripercorre a ritroso la vita del defunto Bruce e trova una seconda famiglia ad accoglierlo: i McDonald.

I ricordi di chi è stato vicino al “Leale” e le parole scritte lasciate da costui, hanno condotto Malcom a imbracciare la missione dei cavalieri dell’Unicorno: per il giovane sarà solo un onore camminare sulle orme del padre, ricoprendone lo stesso posto. Tutto ciò, ne è convinto, va fatto con la mente e il cuore sgombri, nessuno deve attenderlo a casa temendo la sua dipartita. Auspici che si sfaldano in un secondo…

«… Gli occhi blu-viola, la carnagione candida e perfetta, gli zigomi pronunciati, le labbra morbide. […] Leslie di Clanranald. Una ragazza difficile da capire, la contraddizione più intrigante di tutte. Bella, senza dubbio, educata, elegante. E colta, come gli aveva rivelato l’edizione in miniatura dei sonetti di Shakespeare, sfuggitale dalla tasca dell’abito durante la riverenza. Eppure, non una di queste qualità era in lei ostentata o messa in evidenza […] Malcom mai aveva incontrato una donna come quella, che si mostrava esattamente qual era, come se non avesse alcun desiderio di piacere o suscitare ammirazione.»

Palesemente intrigato dalla giovane, mentalmente attratto e, niente meno, eccitato da ogni particolare del suo aspetto; Malcom per la prima volta sente vacillare le certezze, man mano che si avvicina sempre più alla conoscenza. Leslie, per la stessa paura di soffrire, rifugge ai sentimenti, specialmente da quelli ostentati da un uomo che non può offrirle un futuro, quasi destinato al fronte. Entrambi hanno perso qualcosa di prezioso in guerra: in quel marciume Malcom cerca risposte; Leslie, invece, vi cerca un riparo per il cuore.

Gli eventi storici, la voglia di supremazia della Scozia in terra inglese, la sete di potere di Bonnie Charlie, portano all’azione i cavalieri dell’Unicorno; dopo un avvicinamento “letale” per le loro anime, Leslie e Malcom si dividono inevitabilmente. Sono molto diversi, incompatibili ma infinitamente innamorati. La guerra tra ragione e cuore è più forte dei venti di conquista degli scozzesi. Riusciranno i protagonisti a gettare la corazza e amarsi per l’eternità?

«Non basterà una lunga, lunghissima vita insieme per esplorare il cielo delle Highlands»

Terzo volume della serie I custodi di Scozia, che si ricollega ai precedenti per la comparsa di personaggi già conosciuti, ma che non precluderà in alcun modo la vostra lettura. Piccolo preambolo doveroso, come il fatto di consigliarvi la lettura degli altri perché Linda Kent è certezza assoluta ed emozione allo stato puro.

Torniamo tra “Le stelle delle Highlands”, dove si incontrano due giovani con le stesse passioni: i libri e l’astronomia. Vi ho detto che Leslie e Malcom sono molto diversi, ma non è esattamente così. Se considerate che sono due menti “eccelse”, per nulla frivoli, attaccati alle origini, ligi al dovere, con dei trascorsi dolorosi che li hanno privati degli affetti… allora sono altamente compatibili! Ma hanno paura e questo sentimento li tengono inizialmente a distanza. Tutta colpa della guerra, nella fattispecie dell’ordine dei “Cavalieri dell’Unicorno” che dà la vita per l’ideale di libertà. Seppur l’uno a favore e l’altra contraria agli ideali giacobiti, entrambi auspicano l’amore eterno. Ma la parola guerra incarna morte, no eternità; e genera insicurezza, mettendo a repentaglio – per la seconda volta – il loro amore.

Ma l’amore, la Kent, ce lo mostra sotto tanti punti di vista: quello tra una coppia âgé (già conosciuta 😉); in una coppia “ritrovata”; nel rapporto genitori/figli e nonni/nipoti. Il romanzo, inoltre, ricorda che in ogni circostanza non si è mai soli, perché ciò che si vuol nascondere è palese agli occhi di chi ci vuol bene.

Questo romanzo è “il Capolavoro” che racchiude – in un contesto storico così preciso e dettagliato – avventura, intrighi, problemi familiari – sempre attuali – e amore. Le incomprensioni fanno parte della vita, ma se non vanno chiarite, rischiano di modificarne il percorso, rendendola infelice e piena di rimpianti. Il dialogo rende complici e rafforza l’amore… fino a renderlo eterno.

Cosa aggiungere… vi aspetterà l’epilogo con il botto, con altrettante emozioni, proprio quando pensavate di aver lasciato andare anche l’ultima lacrima.

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