Recensione: “LA MIA UNICA DISTRAZIONE” di Sara Ney – ed. Newton Compton

Daniela Tess ha letto, per A libro aperto, “La mia unica distrazione” di Sara Ney, edito Newton Compton.

  • TItolo: La mia unica distrazione
  • Autore: Sara Ney
  • Editore: Newton Compton
  • Data pubblicazione: 9 dicembre
  • Pagine: 272
  • Prezzo: 5,99

Trama

Jock Hard Series
Dall’autrice bestseller di USA Today

Mangia. Dormi. Gioca a football. Questo è il mantra di Jackson Jen­nings. Una vita da atleta trascorsa con un solo obiettivo: diventare un professionista. Niente ragazze. Niente feste. Niente alcol. Man­gia. Dormi. Gioca a football. Ripeti. Ogni venerdì sera, Jackson attra­versa i vialetti del campus, annoiato, solo e determinato a non unirsi a nessuna festa. Ma la sera in cui incontra Charlotte Edmonds sul suo cammino, si chiede se il suo mantra riuscirà a resistere.
Stu­pide regole. Charlie non ha tempo per le sciocchezze di Jackson. Continua a rubarle il cibo e a prenderla in giro tutto il tempo, pro­vocandola e facendola fremere. Semmai dovesse decidere di avere un ragazzo, sceglierà qualcuno che non sia un parente stretto dei Neanderthal. Uno con delle buone maniere, e tempo da trascorrere con lei. Non un bambinone gigante che girovaga da solo di notte.

La mia unica distrazione è il terzo volume della Jock Hard series.

I protagonisti di questo romanzo sono Jackson e Charlotte, due ragazzi che non potrebbero essere più diversi per stili di vita, gusti, aspirazioni. Jackson Jennings Junior, detto tre J, non è un semplice giocatore di football. Il football rappresenta la sua vita, una scommessa sul futuro, la sua identità. Figlio di genitori separati e di un padre-padrone che lo manipola e condiziona da sempre, non ha tempo né voglia di distrazioni. Soprattutto evita le ragazze e di conseguenza le feste. È uno stacanovista, un perfezionista. Pensa che dedicandosi solo alla sua passione riuscirà a dare il meglio di sé. Il suo incontro-scontro con Charlotte, detta Charlie, è esilarante e originale. Teatro della conoscenza sarà una strada del campus, che diverrà il luogo preferito dei loro incontri e delle loro schermaglie amorose.

Ignoro la scintilla schizzata in direzione del mio cuore, tento di scacciarla via finché è ancora nell’aria, mentre Savannah si trova in mezzo al fuoco incrociato delle nostre battute.
Dio mi sta punendo? Perché continuo a imbattermi in questo idiota? Dico sul serio. A questo punto sta diventando una farsa, e non lo sopporto. Sono stufa di vedere la sua faccia stupida, compiaciuta, arrogante.
La sua faccia attraente, idiota.

Charlie a Jackson  apparirà bella ma strana, forse troppo dura e precisina. Lui invece alla ragazza sembrerà il solito giocatore affascinante, bambinone e con un grande ego. Nulla di più lontano dalla realtà.

«Stai imitando di nuovo il mio accento». Sorride, il braccio poggiato sul finestrino aperto. «Non sei poi così gentile, eh?».
Certo che non lo sono. Soprattutto non quando è un venerdì sera e mi trovo qui, in mezzo alla strada, a sbraitare contro il ragazzo più insolente che abbia mai incontrato.
«Come osi starmi incollato in quel modo? Come ti permetti! Stai cercando di farmi ammazzare?».
I suoi occhi sono così azzurri e, alla luce del traffico di passaggio, colgo chiaramente l’intensità del loro colore – anche se non hanno affatto bisogno di un faro puntato addosso per splendere in tutta la loro bellezza.
Lo osservo con attenzione, cosa che non ho fatto la scorsa settimana all’unione studentesca. Abbronzato. Biondo.
Barba ispida. Capelli ancora troppo lunghi.
Il mio sguardo si sposta sulla mano che penzola pigramente fuori dal finestrino; è grande e forte. Lui se ne accorge e flette le dita.
Incurva le labbra in un sorriso smaliziato.
Bastardo presuntuoso.

I due, dopo il rocambolesco primo incontro, si rivedranno all’interno del campus e cominceranno a provocarsi, a stuzzicarsi, a studiarsi da lontano. Ma una ragazza che aspira all’amore vero e un ragazzo che non sa cosa sia, potranno mai stare insieme?


«Sei carina».
Incrocia le braccia. «Non osare insultarmi».
Dirle che è carina è un insulto? Questa è nuova. «Da quando è un insulto dire a una che è carina?»
«È un insulto quando chi ti fa il complimento è uno stronzo».
«Tesoro, ti è appena saltata la mosca al naso, ma io non c’entro niente».
Ora il viso grazioso è compiaciuto. «Io non c’entro niente? Oh mio dio, dove sei cresciuto?»
«In Texas». E non provare a sfottere.
Rotea gli occhi.
Sono azzurri, brillanti.
«Sono stata in Texas, e lì nessuno parla così».
Sto per spazzolare via l’intero petto di pollo. «Parla così come?»
«Come un bifolco».
Un bifolco? Porca putt… «Perché, insultare è raffinato?»
«Inzultare» ripete, prendendomi in giro. Ora chi è lo stronzo?

La storia è molto carina, a tratti originale, nel perfetto stile dell’autrice. Uno stile leggero, piacevole, ironico e divertente. Le scene d’amore sono abbastanza hot ma senza diventare eccessive. La trama è lineare. Nessun colpo di scena particolare, nessuna azione mozzafiato ma la semplice maturazione di due giovani e del loro rapporto. Nato con il più classico dei cliché, un amore-odio da parte di Charlie soprattutto, porterà due anime a conoscersi profondamente, a coltivare un sentimento sincero, puro, che li farà crescere e darà loro la forza di affrontare i   problemi.

«Mi credi?». Scruta i miei occhi.
Non lo so. Onestamente non so se posso fidarmi di lei, soprattutto perché non ho permesso ai miei pensieri di spingersi a tanto. Fidarmi di lei vorrebbe dire farla diventare parte della mia vita.
Puoi fidarti solo di qualcuno che conosci e con il quale hai un rapporto – e io non ho un rapporto con lei… per ora.

Mi sono piaciuti entrambi i protagonisti, anche se riconosco che Jackson ha avuto un percorso di maturazione più originale e interessante. Non posso rivelarvi troppo ma è un personaggio maschile davvero atipico: leggendo il libro scoprirete perché. Non è solo bello, ha dentro anche una profondità e sensibilità che conquisteranno irrimediabilmente Charlie. Bellissimo e commovente l’incontro con il padre, forse la scena migliore del romanzo.

Se proprio devo trovare un piccolo difetto, penso all’eccessiva “linearità” dell’intreccio: semplice, coinvolgente ma con poche sorprese. Un libro comunque consigliato  se volete passare ore serene, piacevoli, se amate i NA e gli sport romance, l’introspezione psicologica più che i colpi di scena. Se avete apprezzato i precedenti della serie non resterete delusi. Ho letto che rappresenta la conclusione della serie ma spero non sia così: l’autrice è stata abile anche a tratteggiare i personaggi secondari, Savannah, Rodrigo e gli altri, creando la giusta curiosità per eventuali sequel. Sara, se ci leggi, noi ti aspettiamo impazientemente!

È come una droga, una sostanza potente che mina la mia volontà. Questo bacio è tutto, mi fa sentire viva, e sospetto che stia avendo lo stesso effetto su Jackson.
Profondo e significativo. Colmo di emozione.
Splendido.

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