Recensione: “UN PERFETTO COLPEVOLE” di Sarah A. Denzil – ed. Newton Compton

La nostra Ilaria Mossa ha letto, per A libro aperto, UN PERFETTO COLPEVOLE di Sarah A. Denzil, edito Newton Compton.

  • Titolo: Un perfetto colpevole
  • Autore: Sarah A. Denzil
  • Editore: Newton Compton
  • Data pubblicazione: 7 gennaio 2021
  • Pagine: 209
  • Prezzo: 4.99 ebook; 9.40 cartaceo

Trama

Dall’autrice del bestseller Il bambino silenzioso
Un grande thriller
«Impossibile smettere di leggerlo.»
«Ti tiene con il fiato sospeso.»
«Saprai presto chi sono». Un sussurro roco nel cuore del­la notte, che proviene dalla stanza accanto.

È la voce di uno sconosciuto riprodot­ta dal registratore ambientale che So­phie ha fatto installare, perché ha la terribile sensazione che qualcuno la stia stalkerando. Solitaria per natura, Sophie passa le giornate nella scuola elementare dove insegna o in casa a prendersi cura della madre, amma­latasi precocemente di Alzheimer. È una routine impegnativa, che le lascia poco tempo per sé stessa. Ma il gior­no in cui Sophie decide finalmente di andare a un appuntamento galante, cominciano ad accadere cose strane. Trova un bottone in giardino. Un’im­pronta sulla parte esterna di una fine­stra. Inoltre la madre è piena di lividi e, in stato confusionale, continua a dare la colpa a un’ombra.
E poi c’è quella voce…
Con alle spalle un’infanzia turbolenta, Sophie comincia a chiedersi se sua madre stia solo fingendo di essere malata per continuare a torturarla… Ma che razza di madre farebbe una cosa del genere a una figlia? E che dire dell’uomo che ha incontrato onli­ne? Per scoprire la verità, Sophie do­vrà indagare sul suo passato, ma la verità a volte è più pericolosa della menzogna…
Autrice del bestseller Il bambino silenzioso 
1 milione di copie vendute
Un’autrice da 100.000 copie solo in Italia
Qualcuno è entrato in casa sua. Qualcuno che la conosce. 

«Davvero entusiasmante. Pervaso da un senso di mistero e di suspense, questo thriller psicologico è in grado di sconvolgerti.»
«Ti tiene incollato fino all’ultima pagina, a elaborare ipotesi puntualmente smentite. Sarah Denzil sa come si scrive un thriller.»
Hanno scritto dei suoi romanzi:
«Una storia che fa presa sulle paure più ataviche delle donne.»
Libero
«Autrice donna, protagonista femminile: una storia in vetta alle classifiche.» 
Corriere della Sera

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta


Vorrei solo che il dolore andasse via. 

Più di ogni altra cosa al mondo – più che sapere la verità sul mio passato – vorrei sentirmi completa.

È quello che prova Sophie Howland, una trentacinquenne insicura e trascurata che vive senza amore ed entusiasmo in una cittadina inglese. Divisa tra il lavoro come maestra elementare e badante della madre malata di Alzheimer, sente di non avere alcuna possibilità di essere felice. Anche se l’insegnamento le dà soddisfazione, non è questa la vita che avrebbe voluto: desiderava dei figli, un marito, una casa tutta sua. Insomma, un’esistenza normale. Ma con la madre di torno “serenità” è una parola inesistente nel suo vocabolario. 

Aprire il mio cuore a mia madre era un’idea fin troppo aliena per me.

La signora Maureen è sempre stata una donna severa, altezzosa, critica e anaffettiva. Sophie, sin da bambina, ha vissuto nella sua ombra e con un’ombra. L’infanzia l’ha passata così, senza amore, in compagnia della sua unica amica. Ma sua madre le priva ogni cosa, di staccarsi dal suo grembo, della sua indipendenza, di essere se stessa. E soprattutto, di essere felice.

Vorrei essere una persona migliore, ma il risentimento che sento verso questa donna non scemerà mai e non posso farci niente.

La Sophie adulta, nonostante il dolore subito negli anni, si prende cura di sua madre con pazienza e premura. Continua a subire, a ingoiare disprezzo e rifiuto, come una martire in continua ricerca di approvazione. Tuttavia, il passato è sempre dietro l’angolo a ricordarle cosa ha dovuto patire per quella viscida donna. 

Allora perché continua a starle accanto? Un’altra persona, al suo posto, l’avrebbe mandata in una struttura. O almeno, è quello che continua a consigliarle la sua amica e collega di lavoro, la cui vita è così perfetta che Sophie ne è invidiosa.

È doloroso stare accanto a chiunque sia felice, perché mi rendo conto di come io sia capace di risucchiare tutta la felicità della stanza.

La vita di Sophie è difficile, monotona, priva di relazioni stabili. Le uniche persone a lei più vicine verranno pian piano allontanate per far spazio a una madre sempre più ingombrante che la porterà sulla via dell’esaurimento nervoso. Ma soprattutto verso la pazzia.

Sì, perché la routine di quella vita ormai spenta viene scombussolata di punto in bianco. Un appuntamento al buio che si rivela un buco nell’acqua dà il via a una serie di avvenimenti strani e destabilizzanti. Un’ombra è tornata a seguirla, un po’ come accadeva da bambina. E poi ci sono gli incubi che la svegliano madida di sudore e con un ciuffo di capelli tra le dita. Strane presenze in casa, chiamate anonime, sua madre che tenta il suicidio. Sophie diventa paranoica, installa delle telecamere in casa, sospetta di chiunque. Persino della madre stessa, come se il suo fosse uno scherzo di cattivo gusto. Come se, nonostante la malattia, continuasse a darle il tormento. 

Per tutta la vita ho provato un senso di disagio, come se non appartenessi al mio corpo, come se non fossi davvero chi dico di essere. È questa la vera ragione per cui la gente mi evita e quasi tutte le mie amicizie e i miei amori sono scappati.

Sophie, non solo deve scoprire l’identità del possibile stalker, ma anche se stessa. Avverte una mancanza, non capisce però da cosa derivi. È come se avesse un vuoto che non riesce più a colmare. Sua madre è la risposta, lo sente, e così cerca di scavare nella sua mente offuscata e nel suo cuore velenoso. Ma quando meno se l’aspetta, sarà il passato stesso a mostrarle le carte della verità. Niente rimane sepolto per sempre e quello che scoprirà vi lascerà interdetti.

Un thriller psicologico interessante, una protagonista complessa, una storia dolorosa. Il personaggio di Sophie non l’ho amato a fondo, considerato il suo vittimismo e la sua apatia nei confronti della vita. Ma col proseguire della lettura, ho compreso le sue ragioni e provato compassione. Belli anche i salti temporali nel passato. L’ultima parte del libro mi ha sorpresa e angosciata allo stesso tempo. Un perfetto colpevole è un romanzo scorrevole e coinvolgente che consiglio volentieri. 

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