Recensione: “L’AMORE NON HA MEMORIA” di Belle Landa

Con entusiasmo la nostra Federica Cabras ci parla, in anteprima, di L’AMORE NON HA MEMORIA di Belle Landa.

Trama

Sara, una giovane donna come tante, in una sera autunnale si ritrova a scappare, ferita e terrorizzata. Vittima di amnesia, non ricorda nulla dell’aggressione subita né dei giorni precedenti. Nel tentativo di recuperare i tasselli mancanti della sua storia, si scoprirà coinvolta in un fatto di cronaca nera. Insieme all’amica Lisa e al tenente dei carabinieri Roberto Castelli, incaricato delle indagini, cercherà di discolparsi dalle pesanti accuse. Riuscirà a fare luce sulle ombre della sua memoria?

Dicono del romanzo

È un libro che si legge d’un fiato!
Una volta iniziato diventa difficile smettere, soprattutto perchè l’immedesimazione è totale; siamo spinti a seguire Sara nelle sue peripezie, nei suoi pensieri, tra corteggiatori e sospettati, e inevitabilmente finiamo per affezionarci.

Bella Landa è una scrittrice di romance chick-lit, in questo suo primo romanzo d’esordio la ritroviamo però in una versione inedita. Un incrocio tra un romanzo rosa e un thriller noir.

I suoi romanzi Amore e Popcorn e Ciak! ti amo! hanno raggiunto più di 6.000 lettori.

Instagram @bellelandawriter
Facebook @bellelanda
email belle.landa@libero.it

Sara, cinefila e aspirante scrittrice, vive una vita semplice, fatta di film, citazioni, lavoro – che odia – e poco svago. Non ha tanti amici, ma non perché non riesca a stringere con le persone; molto semplicemente, non dà fiducia a tanti. Preferisce circondarsi di “pochi ma buoni”, come si suol dire. La sua famiglia è un disastro. La madre, bigotta e generalmente tendente ai drammi, la considera una poco di buono incapace di conformarsi alle regole della famiglia mentre il padre, plagiato dalla consorte, si limita a darle contro quando lo decide la matrona. E la sorella? Cambia fidanzato a ritmi incessanti, vive un’esistenza scialba e non dà mai manforte alla consanguinea incompresa, ma almeno va a messa. Della serie, perdonami oh Signore perché ho peccato… Ho tanto peccato a essere un’inetta. E ‘stica.

Mentre sogna segretamente di tornare insieme al suo ex fidanzato Marco – che si fece trovare più di un anno prima a letto con un’altra –, le capita l’immane sfortuna di incontrare, durante un evento legato al cinema, Giorgio che è… Come descriverlo? Un po’ nerd, un po’ inquietante, un po’ ossessivo, un po’ strano. Sì, un po’ tutto. ‘Nsomma, uno che farebbe accapponare la pelle a Jack lo Squartatore.

Ma abbiamo detto che ha delle tinte thriller, questo romance malcelato, quindi… Cosa accade a Sara?

Belle Landa ce lo spiega sin dall’inizio, facendo crescere la nostra brama di immergerci nelle righe. Inizia proprio così, “L’amore non ha memoria”. Con una parte che crea in noi disagio. Impotenza. Bruciante curiosità.

Sara è sanguinante e vaga, mezza nuda, per le strade della città. È confusa, dolorante. Quel che è successo nei giorni precedenti non lo ricorda, quasi la sua memoria fosse una lavagna scritta e qualcuno l’avesse cancellata a suon di cancellino. Ha una ferita profonda sull’addome.

Chi è stato ad aggredirla? E perché nella nostra mente aleggia Giorgio, il tizio che è un po’ dappertutto e che non riesce a incassare un no deciso? E dov’è il suo Marco?

Conosciamo la Belle Landa dei chick-lit – che hanno spopolato, oltretutto – ma ancora non l’avevamo letta in abiti un po’ thriller. O meglio, poiché “L’amore non ha memoria” è un Romantic Suspance, in veste di scrittrice di romance conditi con una bella dose di sangue.

E paura. E dubbi.

E incertezza, beh, soprattutto incertezza visto che la protagonista è affetta da amnesia post traumatica.

Succede spesso, di dimenticare qualcosa di molto doloroso. È accaduto, pare, in molti casi di cronaca nera italiana più o meno recente e accade anche in questo romanzo, che unisce elementi macabri a piccole parentesi di vita e d’amore.

Quindi, adesso, Sara deve ricostruire, tassello dopo tassello, tutto quel che è avvenuto nei giorni precedenti, per capire chi c’è dietro a quella sua (terribile) avventura.

La scrittura della Landa è frizzante, accesa. Il testo, pur avendo delle tinte cupe, è a tratti anche ironico e romantico. Ci sembra di avere davanti la penna di King, Re del miscuglio di generi. Le battute al vetriolo di Sara, il suo sarcasmo e la tendenza a essere pratica: tutti elementi che ce la fanno sembrare simpatica. Sì, insomma, qualcuno verso cui provare empatia.

Inoltre, sin da subito capiamo che le è accaduto qualcosa di terribile.

Sì, ma cosa? Questa domanda aleggia tutto il tempo. Chi ha tentato di ucciderla? Era premeditato?

E così, tutto quel che pensiamo di sapere viene buttato giù, capovolto, oscurato. E ci troviamo a desiderare di finirlo, ‘sto romanzo, per riempire i buchi.

Ok, e abbiamo anche detto che c’è anche del romanticismo, vero? Che Sara, durante questa folle corsa verso la verità, possa trovare l’amore è una cosa buona, no?

Bello, si legge d’un fiato, ben scritto e interessante. Promossa, Belle!

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