Recensione: “LA REGOLA DEL LEVIATANO” di Claudia Pellegrini (Collana Segreti in giallo)

Un intricato affresco della Roma settecentesca in cui si svolgono foschi omicidi di fanciulle. L’autrice ci proietta in un romanzo dall’intreccio esilarante… Cerco di spiegarvelo al meglio.

  • Titolo: La regola del Leviatano
  • Autore: Claudia Pellegrini
  • Editore: Pubme- collana Segreti in giallo
  • Genere: Thriller storico
  • Pagine: 456
  • E-book: 3,99- disponibile su Kindle unlimited
  • Cartaceo: –
  • Data di uscita: 30 gennaio 2021

Trama:

Roma, 1750. Anno del Giubileo.

Una serie di omicidi sconvolge il rione di Regola.

Le vittime, tutte donne, sembrano essere legate a uno strano e agghiacciante rituale che si consuma nelle varie chiese del quartiere.

La gravità degli accadimenti coinvolge la potente e pericolosa famiglia Corneto che a Regola spadroneggia e deve a tutti i costi scoprire chi si cela dietro questi orribili delitti.

Cassiopea, la nipote del capofamiglia, una donna intelligente, intraprendente e spietata, cercherà di venire a capo della intricata matassa.

Inizierà così un gioco letale tra potere e vendetta, ragione e male assoluto che la condurrà al cuore della Chiesa e all’incontro con Asmodeo Misericordia. Quest’ultimo getterà scompiglio nella sua mente e nelle indagini, fino al clamoroso epilogo.

Inquietanti movimenti si susseguono nel rione romano di Regola, un’ombra fosca si aggira tra chiese e gallerie sotterranee, cercando di farsi beffe della famiglia più potente risiedente in quel palazzo dal lusso ostentato. Nulla di ciò che accade a Regola può sfuggire ai Corneto, anche la notizia più banale. Tre persone ne fanno parte: nonno Vipsiano Agrippa e i suoi nipoti, i due cugini Adone e Cassiopea. Un trio di antieroi oltremodo particolare: temuti, odiati, invidiati. Sono senza pudore, usurai, non temono nulla e non tollerano chi tenta di metter loro i piedi in testa, inoltre al loro servizio è presente un discreto manipolo di uomini armati per proteggerli.

Tre canaglie agghindate da nobiluomini che non si perdono una festa, padroneggiano nel rione. Io li ho trovati adorabili. No, non sto scherzando. Protagonisti pieni di difetti e che commettono errori, quindi lontani dalla perfezione. Ma noi lettori non ricerchiamo sempre l’eroe immacolato, privo di scalfiture; qui non lo trovate. Ognuno dei Corneto merita di spenderci due parole.

Nonno Agrippa è un vecchio rozzo con l’imprecazione a portata di bocca, energico per la sua età, l’ho trovato molto divertente a suo modo. In fondo in fondo è un anziano tenero; si è preso cura dei nipoti dopo le discutibili morti dei suoi figli.

Poi abbiamo Adone. Non sempre il nome famoso si adatta veramente all’aspetto fisico. In questo caso Adone non è un fusto dalle spalle larghe e il viso dai lineamenti regolari, bensì un nano sempre ubriaco e dallo sproloquio esagerato, brutto come il peccato e deriso dalle persone. Possibilmente in silenzio visto che è un Corneto.

Infine Cassiopea. Meriterebbe un papiro per descriverla. Donna potente e dal carattere duro, dalla bellezza non classica ma affascinante; maschera la sua età con il belletto e indossa abiti fastosi. Cassiopea, a parte quando è da definirsi una colossale stronza – passatemi il termine rude – ha manie da primadonna, è un personaggio femminile atipico per quei tempi: rifiuta il matrimonio per mantenere la sua amata libertà, tanto da sacrificare i sentimenti di Raniero, il comandante delle sue guardie. Quest’uomo è soggiogato da lei e ne è innamorato da tanti anni. La donna è estremamente colta, cinica, additata come strega ammaliatrice dagli abitanti del rione. La vera mente dei Corneto.

Non a caso è a loro che un prete si rivolge affinchè risolvano un crimine avvenuto nella sua chiesa. A essere stata uccisa è una povera giovane, trovata rigida in una posizione sospetta, accanto a degli strani segni che conducono a una lingua estranea. Siccome il Governatore è un incompetente, non si è riusciti a scoprire l’identità della ragazza. Proprio Cassiopea riesce a trovare quasi subito un nesso che collega l’omicidio ad altre che avverranno nel medesimo modus operandi, grazie alla preziosa collaborazione di Tristan, un pittore francese di talento ma povero di tasche. Entrambi sospettano che il presunto assassino stia per evocare il Leviatano, una bestia biblica spaventosa.

Atti rituali di una mente malata o una sfida criminale di origine anti-religiosa?

La Corneto è dunque intenzionata a riportare l’ordine a Regola, sebbene la risoluzione del caso sia tutt’altro che una bazzecola. Una corsa contro il tempo tra i membri della famiglia più chiacchierata si sussegue tra le pagine.

A distruggere l’imperturbabile maschera della donna è l’arrivo di un uomo di nome Asmodeo Misericordia, il quale suscita in lei potenti sensazioni di disagio, terrore e un oscuro fascino. Ma chi è in realtà?

La storia è di grande portata, ben strutturata, l’autrice descrive con grazia e cura una Roma settecentesca citando monumenti e fatti storici senza essere prolissa. La parte thriller risulta convincente, con qualche punto interrogativo finale. Il gran punto di forza, come accennato, è la caratterizzazione dei personaggi, delineati nel profondo. Cassiopea la si ama e la si odia insieme, cela bene le sue fragilità ma persino lei ne cade vittima. Adone, il nano, mi piace molto, mi ricorda tanto Tyrion de Il trono di spade, spesso ubriaco e alla ricerca di un letto femminile facile.

Non lasciatevi scappare questo romanzo, vi terrà in ottima compagnia…

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