Recensione: “LA RAGAZZA RESILIENTE” di Lucia Maitino – ed. Elison Publishing

Una recensione toccante che dice molto di “LA RAGAZZA RESILIENTE” senza svelarne la trama. La nostra Alessia, sul finale, vi regalerà più di una lacrima e vi indurrà a scoprire qualcosa di più della vita di Bea. Complimenti a Lucia Maitino, grazie a Elison Publishing.

La ragazza resiliente
  • Genere: E-book EPUB
  • Lingua: Italiano
  • Editore: Elison Publishing
  • Pubblicazione: 02/2021

TRAMA

Bea è nata invisibile, nascosta al mondo e alla sua famiglia dalla durezza della vita rurale lucana degli anni ‘40. Ultima di sei figli, trascorre la sua esistenza incasellata nello stringente e silenzioso sistema sociale del Sud Italia, in attesa di un matrimonio combinato, con un ragazzo che non la ama e che lei non vuole ma con cui costruirà un’amicizia destinata a durare nel tempo. L’unico sollievo ad una vita di frustrazioni sono i fugaci incontri con la bisnonna Nena e l’amore per Amedeo, l’uomo sposato con cui fuggirà alla ricerca di una vita nuova, senza costrizioni. Finalmente insieme, sullo sfondo della Torino degli anni ‘60, incontreranno il degrado delle periferie ma anche lo sfarzo e lo splendore del centro cittadino, sognato da dietro una vetrina, la fame ma anche volti amici, passione e tanta povertà, provando a costruire il loro futuro e fuggendo da un passato scomodo, che ritornerà a bussare alla loro porta. Un racconto duro, a tratti spietato, la biografia di una donna in cui emergono diversi temi sociali e la forza di restare sempre aggrappati alla vita.

Copia digitale fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta.

Ho letto questo libro e ho faticato a pensare a quanto il mondo, per certi aspetti, sia rimasto fermo. Immutato.
Bea nasce alla fine degli anni ’30, a cavallo tra 2 guerre, in un paesino del Mezzogiorno e da lì ha inizio la sua assurda, tormentata e difficile esistenza.

“L’ultima di sei e allo stesso tempo figlia unica”

Non è impossibile dedurre lo stile di vita di una bambina, ragazza, donna di quell’epoca: a partire dalla non istruzione per giungere all’accordo tra famiglie per ottenere un marito per la propria figlia.

“Orgogliosa com’ero non avrei mai potuto sopportare
di non scegliere nemmeno l’amore”

E fu proprio il desiderio di un amore scelto autonomamente che la condusse a dormire un’ultima notte in quella casa familiare, ma che di familiare non aveva molto, e a lasciarsi tutto alle spalle correndo veloce verso la stazione. Verso la libertà. Verso l’amore.

“Torino mi spaventava ma non quanto restare”

Un’Italia intera si frapponeva tra ciò che aveva abbandonato e ciò che di nuovo stava per iniziare, una nuova vita con Amedeo, il suo uomo, ma per la legge non solo suo, poiché anche lui aveva corso verso la stazione lasciandosi però alle spalle una casa abitata da sua moglie.

È Torino che accoglie questa coppia anomala per quel tempo storico, ma che li vede felici e poveri prima, distrutti e sempre poveri poi. Aumentano le bocche da sfamare e anche quelle che alcuni siglerebbero come “sfighe”.

“Il sentimento del distacco lo provai tante volte in futuro,
diventò parte della mia vita”

In questo susseguirsi di sfortunati episodi ci rivedo l’attualità di questo romanzo, la violenza che quotidianamente i media ci raccontano, la debolezza derivata dall’egoismo e dalla disparità di genere che esisteva 80 anni fa e purtroppo anche negli anni 2000.

Non voglio appositamente svelarvi nulla della vita faticosa di questa donna resiliente appunto, vi invito a leggere i suoi silenzi, a farli vostri.

Ti voglio bene Bea, sei una donna come me, come tante. Sii forte e bella.
E felice.

2 pensieri riguardo “Recensione: “LA RAGAZZA RESILIENTE” di Lucia Maitino – ed. Elison Publishing

  1. Non riesci a smettere di leggere! Bellissimo.

    "Mi piace"

  2. Roberta Lo Grasso 23 Maggio 2021 — 15:39

    Quella di Bea è una storia come tante, purtroppo, c’è né sono state, c’è né sono e c’è né saranno sempre. Mi viene da dire: “cambia l’orchestra ma la musica è sempre uguale”.
    Bea nasce nel l’invisibilità di una famiglia che ha tante bocche da sfamare, che si accorgerà della sua esistenza solo quando di disonore ne avrebbe macchiato il buon nome.
    Bea scappa lontano da quella famiglia e quel contesto che niente avrebbe potuto offrirle, credendo di correre incontro alla libertà, ma la vita non le da tregua.
    È in un crescendo sempre più acuto di responsabilità, violenza, dolore e infelicità che Bea mette da parte ogni aspirazione per tamponare l’emorragia dilagante che stava colpendo la sua famiglia.
    Incredibile la capacità di resistere e rigenerarsi di cui gli esseri viventi sono dotati.

    Più di una volta mi sono immedesimata in Bea e ho avuto la sensazione di vivere un dejavu, come se attraverso la sua storia fosse filtrato in me il sacrificio e il dolore di secoli di lotta per l’affermazione e l’emancipazione.
    Vi consiglio di lasciarvi trascinare l’oscillante emotività di questo breve romanzo.

    "Mi piace"

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