Recensione: “LA SPOSA DEL CAVALIERE” di Daniela Serpotta – ed. Dri Editore

La nostra Mariadora Vizza condivide con tutti noi la sua lettura: LA SPOSA DEL CAVALIERE di Daniela Serpotta, edito Dri Editore.

Titolo: La sposa del cavaliere
Autore: Daniela Serpotta
Editore: Dri Editore
Genere: Storico
Collana: Historical Romance
Pagine: 375
Data di uscita: 27 ottobre 2020
Formati disponibili: ebook 2.99/ cartaceo 16,99 € circa
Info: ufficiostampa.drieditore@gmail.com

Trama

Un cavaliere spietato.
Una donna di cui vendicarsi.
Una trappola irresistibile. 

Pavia, 1183

La nipote dell’imperatore, Eleonora di Welfen, ha lasciato il suo Paese e sogna la libertà, ma sa che una donna ha solo un modo per ottenerla: rimanere vedova (o almeno fingersi tale). 
Così, dopo aver sposato con l’inganno il cavaliere Guido Landriani, fugge nella notte, facendo perdere ogni traccia di sé. 
Quando le loro strade si incrociano di nuovo, sette anni dopo, lui ha tutta l’intenzione di vendicarsi e decide di farlo sposandola, per la seconda volta. 
L’inganno però è destinato a ritorcersi contro di lui. 
Non sa che Eleonora gli ha nascosto un segreto. 
E quel segreto potrebbe essere la sua rovina…

Bisognerebbe ringraziare Bridgertone e Netflix per aver riportato un po’ in auge il genere del romance storico, ma quello di cui oggi andrò a parlarvi ha poco a che vedere con i pizzi e i merletti dell’epoca vittoriana.

Oggi si rimane nella nostra amata Italia e ce ne andiamo a spasso nella Lombardia del 1100, con l’ombra oscura e minacciosa del Barbarossa che incombe sul popolo e, soprattutto, sulla vita dei protagonisti dello splendido romanzo nato dalla mente brillante di Daniela Serpotta.

Eleonora di Welfen è la figlia del nobile Jacopo della Torre e di Beatrice, non una semplice nobile tedesca, ma la figlia dell’imperatore Barbarossa in persona.

Adottata e amata come una figlia legittima dal conte di Welfen, che Beatrice è stata costretta a sposare per salvare la vita al proprio amato che il padre non avrebbe esitato a uccidere, Eleonora scopre la verità sui suoi natali e sulla sua scomoda parentela col Barbarossa soltanto quando il conte di Welfen, in punto di morte, decide di rivelargliela. È lui stesso a spingerla a cercare il proprio padre biologico, nella speranza di salvarla dalle grinfie del nonno, che, così come aveva fatto con Beatrice, non avrebbe sicuramente perso tempo, utilizzandola come una pedina su una scacchiera e costringendola a un matrimonio d’interesse, mirato ad ampliare il suo potere.

Eleonora, però, già da giovanissima, sente forte la volontà di essere padrona del proprio destino, ed è proprio nel corso del viaggio che la porterà a ricongiungersi con il padre che darà prova di essere un’abile stratega… del resto rimane pur sempre la nipote di Federico Barbarossa.

A farne le spese sarà il cavaliere Guido Landriani, poiché la fanciulla, per sfuggire al destino di ogni donna dell’epoca, ossia quello di oggetto, merce di scambio per arricchire il patrimonio di famiglia, decide, con l’inganno, di incastrare il cavaliere costringendolo a sposarla. Ma il suo intento non è ovviamente quello di rimanere accanto a lui, infatti, il giorno seguente alle nozze riparatrici, Eleonora si darà alla fuga per raggiungere infine il padre in Valsassina, ma lo farà da donna sposata e, a suo dire, vedova, in modo tale da non dover adempiere ai doveri che una figlia dovrebbe compiere per compiacere la volontà paterna.

Il suo piano sembra funzionare a gonfie vele per anni, fino a che il passato non ritornerà a bussare alla sua porta.

La storia che Daniela Serpotta ci propone non è solo una storia d’amore. È una storia d’onore, di rispetto, di valori.

Daniela ci fa immergere in un periodo storico particolare, riesce, grazie al suo linguaggio limpido e diretto, a guidarci dentro la narrazione e, attraverso la storia d’amore di Guido e Nora, ci rende partecipi degli avvenimenti storici di quel periodo. Riesce a farlo così bene da spingere il lettore ad approfondire le tematiche storiche toccate. C’è riuscita persino con me, che non sono affatto un’appassionata di storia!

Guido e Nora sono due protagonisti forti.

Ce lo aspettiamo probabilmente per quel che riguarda Guido e le attese non vengono assolutamente disattese.

«I miei unici affetti sono Dio e il mio popolo. Tu sei il mio migliore amico e l’unico amore della mia vita è Nora.»

Guido è bello e valoroso, l’onore e la patria sono tutto per lui. È leale, perfetto con le armi, rude quel tanto che basta a renderlo praticamente irresistibile. In questa citazione Daniela ce lo descrive alla perfezione: devoto al popolo, amico leale e uomo perdutamente innamorato.

Eleonora rappresenta probabilmente la sua unica debolezza, quella che potrebbe fargli compiere passi falsi. L’amore per lei è talmente grande che persino la parentela col Barbarossa, che Eleonora inizialmente gli tiene nascosta, passa in secondo piano.

«Non aveva intenzione di possederla ma solo di prestarle conforto. Era insolito per lui. La sua vita era sempre stata fatta di cose concrete come il dovere, la guerra e la responsabilità della sua gente. Non era in grado di comprendere sentimenti delicati come la premura, la pietà e il rimpianto, tuttavia per lei avrebbe fatto uno sforzo. L’avrebbe circondata di tenere attenzioni per donarle appoggio e conforto, senza pretendere niente in cambio.»

Trovarsi come moglie una donna in grado di tenergli testa, che ragiona con il proprio cervello, pronta a rischiare e a combattere in prima linea, spinge Guido a interessarsi a lei, non solo per la sua indiscutibile avvenenza, ma forse, soprattutto, per la sua bellissima anima indomita.

«Il mio cuore, che credevo inesistente, ti appartiene come tutto ciò che possiedo.»

È sicuramente Eleonora che lascia il lettore a bocca aperta perché, al di là dell’aspetto angelico e indifeso, la nostra protagonista non rappresenta sicuramente lo stereotipo della fanciulla vissuta in epoca medievale. Ma la realtà è proprio che quello della fanciulla indifesa è davvero, in alcuni casi, solo uno stereotipo e l’autrice, da buona conoscitrice e amante della storia, ne è ben consapevole. È vero, certo, che la condizione della donna non era tra le migliori e che sicuramente non vi furono molte fanciulle dotate della grinta e della diplomazia necessarie per poter sfuggire a una vita di obbedienza, ma seppure poche, vissero realmente, in quel periodo, delle donne in grado non solo di ribellarsi, ma anche di avere un certo peso nella vita politica ed economica dell’epoca.

Eleonora sembra ispirarsi proprio a loro, con la sua mente arguta e il coraggio che non le viene mai meno.

La storia d’amore tra i due, descritta con dovizia di particolari, si intreccia ben presto con un altro tipo di amore: quello verso la propria patria e il popolo. Guido e Nora non si tireranno indietro, ma affronteranno i nemici che gli si pareranno davanti, ben intenzionati a dividerli, fino ad arrivare allo scontro finale con il Barbarossa, che ancora tenta di allungare i suoi tentacoli sulla nipote per poterla usare a suo piacimento.

La tematica della battaglia, della sofferenza per il raggiungimento di un obiettivo, arricchisce il romanzo di sentimenti quali l’onore e il patriottismo, che di certo danno quel tocco in più, coronando un lavoro svolto in maniera eccellente.

Onore, rispetto e devozione, sono elementi che contraddistinguono i protagonisti, ma anche i personaggi secondari, come Filippo, il servitore fedele e grande amico di Eleonora, che sarà sua spalla e consigliere nei momenti di sconforto.

Impossibile non immedesimarsi nella storia, l’autrice non lascia nulla al caso, anzi ci guida con maestria nei sentieri più nascosti tra i boschi, o, di contro nelle sontuose camere dei palazzi nobiliari.

Daniela ci ha regalato una bellissima storia d’amore, con dei personaggi che trasmettono positività e che ci lasciano nostalgici di quei tempi in cui l’onore aveva un significato profondo e si era pronti a morire pur di supportare i propri ideali.

Un bellissimo lavoro per Daniela Serpotta, un romanzo che ho trovato scorrevole e originale, i cui protagonisti mi sono rimasti dentro. L’aspetto presto per un nuovo tuffo nel passato o… ovunque deciderà di portarmi!  

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