Cara Autrice ti scrivo… ROBERTA MARCACCIO

Ho appena terminato la lettura di “IL CACTUS NON HA COLPA” di Roberta Marcaccio, scoprendo tanti spunti nella mia vita o di chi mi è vicino. Tra poco capirete il perché, visto che su A libro aperto abbiamo ospite proprio questa meravigliosa autrice.

Benvenuta Roberta in questo piccolo spazio. Ho curiosato quanto basta per lasciarmi sorprendere da te e farti conoscere ai lettori. Ci fai una presentazione lampo, prima del temibile interrogatorio? 😉

Aiuto! Parlare di me è sempre difficile, non so mai da dove iniziare. Ci provo. Ho 55 anni (sulla copertina del romanzo ne ho rubato uno 😉 ), sono impiegata, mamma e da un anno anche studentessa di naturopatia (una delle mie tante passioni). Da 25 anni circa scrivo con l’obiettivo di regalare emozioni agli altri, ma in modo più disordinato e personale lo faccio da sempre. Le mie passioni, oltre a queste, sono: la tavola, i libri, le passeggiate al mare o in montagna, i libriii, le pietre dure, le borse giganti, I LIBRIIIII e la buona compagnia. Non ho grosse pretese e non faccio una vita particolarmente mondana. Preferisco la solitudine e la tranquillità al caos e al rumore. Se dovessi trovare una frase che mi contraddistingue, citerei questa: Toglietemi tutto ma non i libri 😊

Leggendo IL CACTUS NON HA COLPA ho immaginato che non fosse stato facile l’approccio con questa storia e ne ho avuto la conferma negli approfondimenti finali, correlati ai ringraziamenti. Vorresti raccontarci come e quando è nata la stesura di questo romanzo?

Dopo 28 anni di carriera, sono stata costretta a fare delle scelte diverse e abbandonare qualcosa che amavo più di me stessa. Quando succede e non l’hai voluto tu, l’anima si spezza, all’improvviso ti senti sbagliata, incapace, inetta e perdi tutto quello in cui credevi. Ti convinci di non avere costruito o fatto nulla che meriti di essere ricordato nella tua vita o per cui valesse la pena impegnarsi e dare l’anima. È traumatico e distruttivo. Io sono un esempio ma ho tanti amici che hanno vissuto vicende anche peggiori della mia e ti assicuro che se la guardi da fuori, da un luogo protetto in cui sei certa non ti capiterà mai nulla del genere, non puoi rimanere indifferente comunque.
Quando ho deciso di raccontare questa storia ho solo pensato che valesse la pena farlo, anche se inizialmente è nata come uno sfogo. Per la prima volta ho iniziato a scrivere senza una meta, con pochi dettagli su trama, personaggi e obiettivo finale. La prima stesura era qualcosa di completamente diverso da quello che Triskell ha pubblicato.
Fu Ilaria a incitarmi a lavorarci, a non lasciarlo una mezza bozza simile più a un diario che a un romanzo con un messaggio importante da diffondere. L’ho riscritto tre volte prima di arrivare a una versione che potesse essere presentata a un editore. Devo dire che Barbara Cinelli di Triskell e tutta la redazione sono stati entusiasti del “cactus” (come lo chiamiamo in gergo) e io felicissima di averli incontrati sul mio cammino. Un’esperienza con persone meravigliose, una famiglia.

Quanto c’è di Roberta, in Rebecca? E in generale, quanto spende di sé, l’autore, nella stesura di un romanzo?

Di Roberta in Rebecca c’è pochissimo, credo quasi nulla. Ha caratteristiche che mi rappresentano ma fondamentalmente è molto diversa da me. Se poi parli con mia mamma, lei ti risponderà che piange ogni volta che rilegge il cactus (forse l’ha fatto almeno quattro volte negli ultimi due anni alle varie versioni.)
Un autore spende tanto, tantissimo. Mette cuore, anima, passione, soffre, ride, si esalta, a volte si incazza, partecipa, si estranea ma poi i personaggi lo prendono per la manica e lo ritirano dentro la storia. Racconto sempre che quando sono in periodo di stesura, mi “assento” costantemente, mi rendo conto che le persone mi stanno parlando perché all’improvviso mi sento osservata, e quando lo realizzo mi ritrovo con alcune paia di occhi che mi guardano, in silenzio e in attesa. E io, con l’espressione più angelica che riesco a interpretare, dico: «Ma state parlando con me?» Questo giusto per raccontarti che l’autore vive nella storia sempre. Io vedo immagini, scrivo frasi, traccio caratteristiche, ascolto dialoghi, tutto questo nella mia testa mentre faccio altro. Di solito mi vengono in mente dettagli importanti in bagno la mattina mentre mi lavo. E ti ho detto tutto.

Andiamo più nello specifico, ma senza spoilerare: hai trattato temi importanti e, mi permetto di dire, l’hai fatto con una delicatezza… volta a far riflettere. Il ruolo scomodo della donna al “potere”, il mobbing, le relazioni pericolose sul posto di lavoro; quanto è difficile per una donna emergere e rimanere a galla in un mondo perlopiù fatto di uomini?

È difficilissssimo! Io non ho mai desiderato il potere e non sono mai arrivata ai massimi livelli ma sono stata manager per parecchi anni e ho gestito molte persone durante la mia carriera, sia come responsabile sia come project e product manager. Ho lavorato con uomini unici e meravigliosi che sono miei amici nel cuore ancora oggi e amano lavorare con le donne, e ho conosciuto uomini che invece fanno di tutto per eliminarle dal potere e dal loro orticello.
Non voglio spendermi a favore delle donne perché credo esistano ottimi professionisti in entrambi i sessi. È sicuramente vero che noi abbiamo bisogno di dimostrare a noi stesse e agli altri che “siamo capaci”. Credo sia una sorta di necessità innata. Come se sentissimo il peso di ciò che la società ci chiede: dimostrare che abbiamo le palle!
Quando incontro donne determinate e tenaci provo sempre una invidia sana e benevola e mi sento orgogliosa di quella forza interiore che ci caratterizza. Ce l’abbiamo tutte, dobbiamo solo tirarla fuori, magari con grandi manager maschili a fianco che possano evidenziare le nostre qualità.

Non ti chiedo che fine ha fatto uno dei “maschietti”, perché automaticamente sveleremmo la scelta di Rebi. Hai mai pensato di non finirla qui, di dare una storia – romanzata – a Ilaria, per esempio (che ho appurato esiste “dav’vero” 😉)?

No, non ho mai preso in considerazione un seguito di Rebecca, neanche per parlare di un altro personaggio, e sì che ce ne sarebbero di interessanti per dav’vero 😉
Per mia natura nelle cose che faccio ho bisogno di divertirmi, la noia mi uccide, ho bisogno di stimoli, di cambiamenti, di novità, di essere sorpresa. La mia mente macina sempre nuove idee in ogni campo, compresa la scrittura. Ho alcuni lavori in corso, di cui ti parlerò nell’ultima domanda e per i quali credo di essere pronta e che non lasciano il tempo di pensare a un sequel o a una storia parallela del cactus. Ma nella vita non si sa mai! Il futuro è misterioso e non è detto che non ci sorprenderà.
Sì, Ilaria esiste davvero
😉si chiama Ilaria Vitali ed è una splendida scrittrice oltre a essere una delle mie più care amiche 😊

A fine recensione ho scritto, vista la vicinanza, che vorrei portare un Cactus – aggiungo, approfittando per una tisana – a Rebecca. Ho messo giù questa frase con la consapevolezza che Rebecca c’è da qualche parte perché, ispirata o no, l’hai resa VERA! Che effetto fa sapere di essere arrivata così al cuore dei lettori?

Il cactus non ha colpa è uscito da due settimane e da due settimane sto vivendo un’avventura pazzesca. Il sogno di ogni autore è quello di pubblicare e farsi leggere, chi dice il contrario mente! Chi pubblica desidera ottenere qualcosa dal suo lavoro: soldi, notorietà, successo, il premio Strega o varie ed eventuali. Io ho sempre desiderato vedere il mio nome in copertina, scoprire che le mie storie suscitano emozioni e i personaggi diventano parte della vita dei miei lettori. Però ti assicuro che mai avrei immaginato che così tante persone che fino a qualche giorno fa neanche sapevano che esistesse una Roberta Marcaccio qualunque sulla faccia della terra, si riconoscessero in Rebecca, nelle sue assurde o sensate scelte, nella sua cocciutaggine sentimentale e nel suo amore forsennato per una professione e un’azienda che non è neanche la sua.

Tutto l’entusiasmo che leggo nelle recensioni, nei commenti e questa frenesia che percepisco nel leggermi mi emoziona dav’vero.
Ma l’ho spiegata da qualche parte questa storia della parola “dav’vero” scritta così?
😉

Cambiando appena discorso: come è approdato IL CACTUS NON HA COLPA in casa Triskell?

Per puro caso o per una fortunata coincidenza astrale. Ho iniziato a scrivere il cactus a febbraio 2019 e l’ho terminato (con tanto di revisioni ed editing a febbraio 2020). A marzo 2020, in pieno lockdown, ho iniziato a cercare case editrici che fossero adatte alla storia di Rebecca e ho iniziato a spedirlo. A Triskell l’ho inviato il 7 marzo e ho ricevuto risposta il 22 maggio, una gestazione durata il tempo esatto del lockdown: caduta all’inferno, cambiamento e rinascita. Ti dice qualcosa??

Colgo l’occasione per ringraziare l’editore Barbara Cinelli (è sua la bellissima copertina del cactus), la mia editor Silvia e Federica D’Ascani che mi hanno aiutato a migliorare e impreziosire il testo. Ringrazio anche Silvia, Emanuela e Cristina per l’aiuto e l’impegno nel promuovere il libro. Rebecca è capitata in buone mani e, giusto per restare in tema, mani femminili. Sempre senza nulla togliere agli uomini e alle loro capacità. 

Prima di chiudere, piccolo spoilerino tra i “lavori in corso”, ce lo concedi?

Come potrei negarvelo!!
Allora. Ho un’antologia pressoché terminata con un titolo stupendo che vorrei pubblicare entro il 2021, sono racconti brevi di vario genere e rappresentano per la maggior parte la mia palestra di scrittura, non tutti amano i racconti ma io li considero delle potenti pennellate di parole. Una tra tutte mi viene in mente la Munro, una stupenda scrittrice di narrativa breve. Oltre all’antologia sto lavorando alla revisione di un romanzo già pubblicato (di cui non svelo il titolo) e che vorrei rilanciare magari in una nuova veste. Quest’estate ho riscritto di sana pianta il primo romanzo (nome in codice Rosa e Michele) che scrissi anni e anni fa e che stavo quasi pensando di cestinare: l’ho rispolverato, gli ho dato una nuova veste e uno stile simile a il cactus; il romanzo non è finito, avrà bisogno di altre mani di vernice prima di passare all’editore.

Infine ho due progetti avviati, per i quali esistono la storia, i personaggi, la trama, l’ambientazione… due romanzi particolari: uno storico fuori dai generi (nome in codice Via dell’inferno) e un’antologia crime (nome in codice Grimilde).

Ringraziamenti, saluti o tutto ciò che vuoi.

Intanto grazie a te per la splendida recensione, per il tempo che hai dedicato alla mia Rebecca e per le belle parole che hai avuto.
Se me lo concedi, ne approfitto per dire una cosa. Alla fine del libro ci sono dei ringraziamenti particolari, scritti con il cuore in mano e purtroppo non sufficienti. Non ho potuto citare i nomi di tutti i colleghi e degli amici che mi hanno accompagnata o sono stati al mio fianco, anche da lontano, durante i miei 28 anni e mezzo di carriera, altrimenti avrei dovuto scrivere un altro romanzo solo per questo.
Un pensiero particolare e molto speciale però lo devo alla mia amica LAURA OTTAVIANI, amica dal 1993, conosciuta durante un corso di formazione in cui io ero docente e lei discente e da quel momento presente nella mia vita e in ogni momento difficile, fino a oggi.

Infine vorrei ringraziare tutti coloro che leggeranno Il cactus non ha colpa, sperando che vogliano condividere con me critiche e commenti (anche scrivendomi in privato). E poi vorrei ricordare l’indirizzo del mio sito www.robertamarcaccio.com: ho in serbo una sorpresa, che pubblicherò nelle prossime settimane.

Grazie infinite Roberta, per la disponibilità e la ventata di freschezza che hai portato qui A libro aperto.

Grazie Maika per l’intervista e la recensione e le belle parole che hai avuto per la mia Rebecca 😊

Ne abbiamo tanto parlato, ma è ora di passare ai fatti 😉. Ecco IL CACTUS NON HA COLPA. Cliccando sulla cover potrete visualizzare la recensione e in fondo il link d’acquisto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close