Recensione: “MERCI, MONSIEUR DIOR” di Agnès Gabriel – ed. Giunti

Chi non ha mai sognato di conoscere Dior? Io, personalmente, sì… e dall’entusiasmo della recensione, credo sia del mio parere anche Simona La Corte che ci racconta di Célestine, fedele servitrice e amica del grande stilista. Insomma, correte a leggere MERCI, MONSIEUR DIOR di Agnès Gabriel, ed. Giunti.

  • Titolo: MERCI, MONSIEUR DIOR
  • Autore: Agnès Gabriel
  • Editore: Giunti
  • Data pubblicazione: 28 ottobre 2020
  • Pagine: 432

Trama

1947. In fuga da un fidanzamento infelice, Célestine lascia la Normandia per cercare fortuna a Parigi. Qui è accolta dall’amica Marie, che fa la domestica e la guida attraverso la città che sta risorgendo dagli orrori della guerra. Fingendo di fare shopping nelle lussuose Galeries Lafayette, le due sognano una vita diversa. Finché Célestine si imbatte in un annuncio per un posto da segretaria: non immagina certo che si ritroverà nella sontuosa villa di Christian Dior, in crisi per la presentazione della sua prima collezione. La naturale grazia di Célestine incanta Dior, dandogli l’ispirazione per la sua nuova linea. Ben presto la ragazza diventa la sua più stretta collaboratrice e intima confidente. Ma qualcuno trama nell’ombra per danneggiare Dior e il suo legame con Célestine…

Célestine Dufour lascia il villaggio in cui è nata e cresciuta per traferirsi a Parigi, dove ad attenderla c’è la sua migliore amica Marie. Qui spera di poter voltare pagina e lasciarsi finalmente alle spalle il dolore per la perdita della sua famiglia e, con la sua qualifica di dattilografa e stenografa, crede che non sarà difficile trovare un impiego a Parigi. In effetti, non trascorrono molti giorni che la giovane legge per caso un annuncio sul giornale per un posto di segretaria ma, quando si presenta al colloquio nell’elegante appartamento sito al numero 10 di rue Royale, scopre che, a causa di un disguido, era stato pubblicato l’annuncio sbagliato: il padrone di casa, infatti, non cerca una segretaria bensì una domestica. Célestine approfitta al volo dell’occasione − dato che le tre candidate che la precedono rifiutano subito l’incarico – intrigata sia dalla raffinatezza dell’appartamento sia dall’uomo di media statura con il viso rotondo e una stempiatura evidente. Il completo antracite, sicuramente cucito su misura, sottolineava il fisico snello. Il portamento fiero e i modi gentili appartengono all’uomo che tutti noi conosciamo come il più celebre stilista del secondo dopoguerra: Monsieur Christian Dior.
La vita di Célestine cambia radicalmente. Dapprima è solo una dipendente che svolge le comuni mansioni domestiche, poi però il suo ruolo in casa di Monsiuer si afferma a tal punto da essere nominata governante. Ma non solo: cambia anche il rapporto che intercorre tra la giovane e lo stilista, tra i quali si stabilisce un’affinità che li rende presto amici.
Ben presto, però, un vecchio sogno riposto in fondo al cassetto dei desideri, torna a bussare all’uscio del cuore di Célestine per chiederle di aprirgli e di farlo uscire.

Senza togliersi il cappotto, si sedette alla macchina da scrivere. Le dita volarono sulla tastiera come se avessero una volontà propria. La protagonista della storia continuava ciò a cui Célestine aveva appena messo fine, precipitando in un vortice di desiderio e passione.

Attraverso le pagine scritte, la giovane dà spazio alla fantasia, scrivendo di un’eroina molto diversa da lei nella quale riversa sogni e passioni celate. Célestine è una donna razionale quando si tratta di gestire le questioni sentimentali e ha imparato a farlo poco prima del suo trasferimento a Parigi, ma quando conosce Jean-Luc Pellier, un giornalista de Le Figaro, lascia che sia la parte più romantica del suo animo a guidare le proprie scelte. La fiducia in Jean-Luc, però, viene ripagata con l’inganno e le conseguenze per le azioni dell’uomo potrebbero costarle il posto di lavoro e l’amicizia di Monsieur Dior.

Cosa accadrà alla nostra protagonista, a questo punto? Non ve lo racconterò, naturalmente, ma sappiate che la “svolta” inizia proprio a partire da qui, nel momento in cui la fortuna sembra averle voltato le spalle.

Cèlestine scoprirà cosa sono l’amicizia e la stima reciproca grazie a Monsieur Dior, ma imparerà anche a distinguere la passione effimera dall’amore autentico, dolce, che non chiede nulla in cambio se non l’accesso al cuore della persona amata… un amore che ha il volto di Monsieur Gardel (chi è costui lo scoprirete solo leggendo!)

Alzandosi in punta di piedi, Célestine gli restituì il bacio […] Chiuse gli occhi per un attimo, intuendo che era accaduto qualcosa di imprevisto.
Si era innamorata.

Ho apprezzato moltissimo questo romanzo non solo per la storia della giovane Mademoiselle Dufour, bensì per la caratterizzazione di un altro personaggio. L’autrice è stata sensazionale nel dare vita e personalità a Christian Dior, il signore dell’alta moda, colui che vestiva le donne di bellezza ed eleganza, un uomo determinato a realizzare il suo più grande sogno, ma anche una persona fragile che talvolta vorrebbe essere solo Christian. Un uomo dalla mente acuta e dall’animo sensibile che ha trovato nel fascino naturale di una provinciale della Normandia la sua fonte di ispirazione… una giovane donna che ha accolto in casa inizialmente come domestica e diventata poi una cara amica.

Aprì la porta e subito percepì il familiare profumo di bergamotto, gelsomino e sandalo. Chiuse gli occhi, inspirò a fondo e capì di essere arrivata a casa.

Con un’ultima citazione, vi invito a prendere in mano questo piccolo capolavoro fatto di pagine composte non solo di carta e inchiostro, ma intrise di ricerca e passione per la storia di uno dei più grandi stilisti del secolo scorso.

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