CINEMA, SERIE E TV – “CHAMBERS”

Secondo sabato a parlare di SERIE NETFLIX. La nostra Federica introduce…

CHAMBERS

Sasha Yazzie è una comune diciassettenne americana. Ha un fidanzato e quella particolare notte è speciale: loro due faranno l’amore per la prima volta e lei è eccitata e impaurita insieme, nervosa e trepidante. Si incontrano, si baciano, si toccano – seppur con qualche tremore – e poi… Sasha smette di respirare, si regge il petto, apre la bocca in una strana fame d’aria. Poi perde conoscenza. Il suo ragazzo si spaventa a morte, la porta in braccio a chiedere aiuto, approda a un pronto soccorso. Viene salvata in tempo, la povera Sasha, ma il respiro le tornerà solo grazie a una disgrazia accaduta solo qualche ora prima.

Rebecca – Becky – Lefrevre, pupilla di una ricca famiglia che da fuori sembra perfettamente normale – e quando mai non è così –, stava facendo la doccia quando, abituata ad ascoltare musica da una vecchia radio attaccata alla corrente elettrica, l’aggeggio antico è finito tra i suoi piedi bagnati. E nulla si è potuto fare tranne che dichiararla cerebralmente morta e predisporre la donazione per l’unico organo intatto: il cuore.

Sasha con il cuore di Backy. Sasha salva. Becky morta. Non dev’essere semplice sentire addosso a te un organo che è appartenuto a una ragazza che è sotto terra, saperlo funzionante, sentirne il rumore posandoci una mano sopra. E non deve essere facile nemmeno dall’altra parte, per due genitori che hanno seppellito la propria figlia, pensare che il suo cuore sia ancora integro e batte.

Bum, bum, bum.

Ma tutto cambia, irrimediabilmente aggiungerei, quando Sasha inizia a sentirsi strana. No, non parlo solo di cambi di abitudini o gusti improvvisi – anche se mi ha sempre affascinata la credenza per la quale chi riceve un organo tenda a manifestare qualche tratto, più o meno marcato, del suo donatore, che so, un gusto per le fragole mai avuto o la tendenza ad essere più frettolosi – ma di sensazioni paranormali.

Becky, o almeno così pare, è lì, nel proprio cuore, e sbuca ogni tanto e sempre tramite Sasha. Come se volesse dire qualcosa. Chiarire qualche punto. Riguardo la sua vita, sì, ma anche riguardo la sua morte.

È così che inizia una storia che mi è piaciuta, seppur con riserva. Gli episodi, solo 10, ci aprono tutto un mondo. Non è così come si dice che la bella diciassettenne bionda di buona famiglia è morta. Non è stato un incidente. Ma cosa è accaduto? In che modo si è stati capaci di insabbiare tutto?

Tinte horror, per questa mini serie. Becky possiede Sasha, questo appare chiaro sin dai primi istanti, e non lo fa in modo sereno – be’, quale possessione sa essere serena, del resto? – ma in modo tormentato, rischiando di far perdere alla trapiantata il senno. I suoi capelli neri che diventano chiari. Gli occhi che si tingono di un azzurro innaturale. E le visioni? Ma sì, quelle visioni… quelle terrificanti allucinazioni che mostrano a Sasha gli ultimi istanti della vita di chi, seppur in modo involontario, le ha salvato la vita.

I genitori di Becky sembrano normali, ma talvolta in loro c’è qualcosa che stona, che non è giusto, che non appare molto armonioso. E il fratello che sostiene di essere stato aggredito da Becky poco prima della sua morte?

A chiarire tutto, solo Sasha. Sasha che prega che l’altra se ne vada, che la lasci in pace. Perché va bene scoprire la verità su una morte, è buono e giusto aprire il cassetto della giustizia, ma a che prezzo?

Mi è piaciuta ma con riserva… Perché, direte voi? Per il finale, che ovviamente non posso spoilerare. In certi punti poco verosimile, riesce comunque a tenere gli spettatori attaccati alla tivù fino alla fine: pur non simpatizzando molto per la ragazza morta, si vuole comunque capire il perché della sua prematura dipartita. Del resto, non si può morire a diciassette anni per cause violente, di qualsiasi tipo siano. Alcune scene sono particolarmente ad effetto, soprattutto le visioni di Sasha – che suscitano curiosità e paura insieme.

Nel complesso, promossa – anche se non con un voto pieno. Menzione d’onore alla mamma di Becky, Nancy – interpretata magistralmente da Uma Thurman –, che riesce a mostrare il dolore di una donna che seppellisce l’amata figlia. Nel suo sguardo, la tristezza sembra reale. Molto brava anche Sivan Alyra Rose – nei panni di Sasha.

Da riguardare? No, ma attendo una ipotetica seconda stagione per sbilanciarmi. 

PUNTEGGIO: QUATTRO LIBRI SU CINQUE

Federica

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