Recensione: “QUALCUNO DI CUI FIDARSI” di Mary Balogh – ed. Mondadori, collana I Romanzi

Quinto romanzo della serie dei Westcott, autoconclusivo, che vi condurrà tra le braccia di Colin ed Elizabeth. Un altro romanzo di Mary Balogh che sento di consigliarvi: QUALCUNO DI CUI FIDARSI, ed. Mondadori, collana I Romanzi.

  • Titolo: Qualcuno di cui fidarsi – Classic 1216
  • Autore: Mary Balogh
  • Editore: Mondadori, collana I Romanzi
  • Data pubblicazione: 6 marzo 2021
  • Pagine: 313
  • Prezzo: 2.99

Trama

Ormai vedova da anni, lady Elizabeth Overfield vorrebbe risposarsi, possibilmente con un uomo maturo, saggio e affidabile. Durante le vacanze natalizie fa ritorno a Brambledean Court, dove tutta la famiglia Westcott si è riunita. Qui Elizabeth prova una strana attrazione per il giovane Colin Handrich, lord Hodges, che a sua volta cerca moglie e pare apprezzare molto la sua compagnia, ma la differenza d’età sembra essere una barriera insormontabile tra loro. Dopo qualche tempo i due si ritrovano a Londra e decidono di concedersi un valzer insieme a ogni ballo a cui partecipano. Questo gioco apparentemente innocente sarà l’inizio di un amore che sconvolgerà le vite di entrambi. Ma cosa saranno disposti a sacrificare dinanzi ai pregiudizi del ton?

Note:

QUALCUNO DI CUI FIDARSI (Someone to Trust) è il quinto romanzo della serie dedicata alla famiglia Westcott.

I precedenti romanzi della serie, QUALCUNO DA AMARE ( Someone to Love ), LA MAGIA DI UN ABBRACCIO ( Someone to Hold ), LA MAGIA DI UN INCONTRO ( Someone to Wed ) e QUALCUNO DA DESIDERARE ( Someone to Care ), sono già stati pubblicati nella collana I Romanzi Classic – nr. 1176, 1186, 1192 e 1204 rispettivamente.

Copia gentilmente fornita dalle CE in cambio di una recensione onesta

“Per la prima volta dopo tanti anni la famiglia si riuniva a Brambledean Court, nel Wiltshire. Erano presenti tutti i Westcott…”

Una famiglia alquanto numerosa i cui componenti hanno già tenuto compagnia ai lettori nei romanzi precedenti. Se ricordate la coppia di “Qualcuno da desiderare” (romanzo antecedente e appartenente alla serie Westcott), in questo Natale si festeggia ancora il matrimonio – avvenuto il giorno della vigilia – tra Viola Kingsley ex contessa di Riverdale e Marcell Lamarr. Tra gli invitati possiamo scorgere i protagonisti di “Qualcuno di cui fidarsi”: Elizabeth Overfield e Colin Handrich. Lei è la sorella di Alexander Westcott, ma viene presentata con il nome acquisito dal marito defunto. Una storia travagliata alle spalle, fatta di amore e violenza; un sentimento che più volte l’ha riavvicinata al consorte seppur costui non la meritasse per qualche vizio di troppo. Colin è un giovane avvenente, con un ricco patrimonio, che vorrebbe imparare a metter radici: non sa come fare ma è il momento giusto per iniziare a fidarsi… ma non dovrebbe essere il contrario?

Il barone cerca moglie (mi verrebbe come alternativa) e inizia a scorgere l’identikit tra le giovani presenti a quel lungo soggiorno. Doveva, in verità, esser più breve, ma l’inclemenza del tempo ci ha messo lo zampino: bloccato dalla neve, approfitta per fare in compagnia tanti tipi di attività, oltre a prendersi a pallate l’un con l’altro. È istantanea l’attrazione per la vedova, sorella del cognato Alexander, con la quale trova un’affinità difficile da definire: gli risulta semplice confrontarsi con lei, nonostante i nove anni di differenza. Sa che dovrebbe volgere lo sguardo altrove, dove si era già appoggiato in precedenza – tra tre rispettabili signorine –, eppure sente la necessità di rubarle un bacio fugace, che Elizabeth non riesce a dimenticare.

“— Sapete cosa penso, Elizabeth? Forse dovremmo unire le nostre disgrazie e sposarci”

Uno scherzo, una semplice battuta che nasconde una grossa verità: Colin ha sì bisogno di sposarsi, ma è consapevole che una donna al suo fianco debba avere la forza necessaria per affrontare Lady Hodges, sua madre. Il giovane sente – non solo perché più matura di età e con più esperienza – che Lady Overfield ha carattere ed è ciò che lo intriga. Ha bisogno di lei per maturare, lei di lui per ritrovare la serenità.

Elizabeth prova gli stessi vuoti allo stomaco quando gli è vicino, e non perché il suo cuore è arrugginito; non può chiamarlo amore, è troppo presto, ma un qualcosa che gli assomiglia la spaventa e non le permette di guardarsi dentro, perciò decide di tenere le dovute distanze. Respinge quella proposta strampalata e non una sola volta, ma abbraccia con Colin una sorta di patto: anche se entrambi saranno alla ricerca del partner “adatto”, a qualunque ballo si sarebbero incontrati, il primo valzer l’avrebbero ballato insieme.

È proprio in uno di questi “incontri” che si genera il caos, quando sono passati mesi da quel Natale particolare e coinvolgente, e quando Elizabeth decide finalmente di cedere alle avances di Geoffrey Codaire.

Infamie si susseguono dopo quel ballo; bugie che mettono sempre in cattiva luce la donna in favore dell’ennesimo uomo privo di ritegno e rispetto. Un teatrino messo in piedi da un complotto, dalla sete di potere, da un amore troppo grande che rasenta l’odio… come è possibile? Lo capirete: amare troppo, certe volte, porta alla distruzione, come la vergogna. Già, la strega non si nasconde solo tra le fiabe…

Ma arriva il momento di mostrare il carattere per entrambi, quella forza che l’uno trae dall’altra e viceversa. Forza che non vogliono ancora definire amore, ma capace di sovvertire le macchinazioni.

Quale sarà la soluzione non sarò io a dirvela, vi invito a leggere anche questa storia della Balogh per poi poterci confrontare, mentre proverò ad anticiparvi il mio pensiero.

Il romanzo inizia con reunion che si mostra come una matassa difficile da districare per chi non ha letto i precedenti; non demoralizzatevi e tenete d’occhio gli attori principali: i protagonisti e i rispettivi fratelli per pian piano allargare l’orizzonte, iniziando dalla madre di Elizabeth. Chiaro è che quest’affastellamento di nomi potrebbe mostrarsi elemento “disturbante per la lettura”, che si affievolirà giocando tra la neve, grazie anche al primo bacio. La storia inizierà a destare l’interesse sperato coinvolgendovi davvero fino in là. La comparsa di Lady Hodges è destabilizzante tantoché non saprete se definirla una macchietta o un personaggio così surreale e indisponente… Io devo ancora capirlo, anche se alla fine penso che una donna che impiega ore e ore a ricostruirsi, giocando sulle luci per nascondere le rughe, ricorrendo a parrucche e veletta alla fine mi fa un po’ di pena (tenerezza sarebbe troppo gentile!). È pur vero che senza questo personaggio non si spiegherebbero tante cose, specialmente quelle del passato di Colin, che riguarda soprattutto Wren (La magia di un incontro – link amazon).

I personaggi mi sono piaciuti molto, segnati entrambi da dolori profondi; si riconoscono, si compensano, sono complici negli sguardi, nell’abbraccio di un ballo… si percepisce troppo l’amicizia e poco l’amore, ma arriverà il momento opportuno in cui il sentimento sfocerà!

Ricollegandomi a quanto detto, avrei preferito più spazio al cuore e meno al tutto il “parentado” che rallenta la storia, sull’inizio e alla fine, tantoché sembra che i novelli sposi non riescano a godersi il matrimonio. Lunga vita a Lady Ede (comprenderete poi!), per non averla più tra i piedi!

È stata una lettura piacevole ma non eccelsa come la precedente che ho amato alla follia; ne vale la pena per il coraggio mostrato dal giovane ventiseienne che ancor prima di dare un nome a certe sensazioni, aveva riconosciuto il vero amore, in barba alle convenzioni sociali e alle chiacchiere per aver scelto una “vecchia” di trentacinque anni! Chi saranno i prossimi? Aspetto di immergermi di nuovo in questa complicata e fuori dal comune “grande famiglia”: gli Westcott.

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