Recensione: “ORGOGLIO SENZA PREGIUDIZIO – Le Ragazze di Jane Austen” di Cinzia Giorgio – ed. The Pink Factory Publishing

La nostra Simona ha letto “ORGOGLIO SENZA PREGIUDIZIO – Le Ragazze di Jane Austen” di Cinzia Giorgio, ed. The Pink Factory Publishing.

  • Titolo: ORGOGLIO SENZA PREGIUDIZIO – Le ragazze di Jane Austen
  • Autore: Cinzia Giorgio
  • Casa editrice: The Pink Factory Publishing
  • Collana: HerStory
  • Genere: Saggio
  • Formato: ebook e cartaceo
  • Prezzo: 3,99 ebook – 9,99 cartaceo
  • Store on line: Amazon e abbonamento KU
  • Data di uscita: 15 marzo 2021
  • NUOVISSIMA EDIZIONE AGGIORNATA

Trama

Che cosa si nasconde dietro al successo che ormai da duecento anni fa di Pride and Prejudice il romanzo d’amore per eccellenza? Jane Austen, mentre lo scriveva, sapeva che i suoi personaggi avrebbero travalicato i confini dello spazio e del tempo per giungere fino a noi con immutato fascino? Questo breve saggio indaga, con un pizzico di ironia, su ciò che si nasconde nelle pagine di tutti e sei i romanzi della Austen, attraverso un punto di vista nuovo: la necessità del matrimonio per una donna all’epoca della Reggenza.

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta

È una verità universalmente riconosciuta che uno scapolo, in possesso di un buon patrimonio, debba essere in cerca di moglie.

Con questa celebre citazione tratta da Orgoglio e Pregiudizio, Cinzia Giorgio introduce il suo saggio dedicato all’autrice che ha appassionato generazioni di lettrici. Jane Austen è riuscita a dare vita a dei personaggi – e a delle storie – che hanno ispirato tante scrittrici e fatto palpitare molti cuori romantici… Ma qual è il segreto di un così grande successo? Jane Austen immaginava un simile traguardo?

La nostra Cinzia risponde a queste domande partendo da un’analisi del personaggio che conquista l’attenzione delle donne sin dalle prime battute, nonostante sia un irresistibile farabutto: il “jerk” per eccellenza è proprio lui, Mr. Darcy, colui che possiede l’arroganza di definire l’assennata Elizabeth Bennet appena passabile, guadagnandosi con queste parole l’antipatia della giovane – e di tutte noi che lo abbiamo letto, ammettiamolo!

Orgoglio e Pregiudizio vanta diversi adattamenti cinematografici e gli attori che hanno interpretato Darcy sono ancora ricordati per quel ruolo (uno fra tutti, Colin Firth), per cui è veramente incredibile la traccia che questo romanzo – e il protagonista maschile, in particolare – ha lasciato nel corso dei secoli, cambiando persino il modo di pensare l’uomo ideale. Ma i romanzi di Jane Austen sono molto più che storie d’amore, e l’autrice del saggio scava a fondo per mettere in evidenza gli elementi ricorrenti in essi.

Il primo, e fondamentale, è la condizione sociale e le regole che vigono all’interno di ogni gerarchia. L’idea stessa di “povertà” è ciò che spinge flotte di madri a trovare un buon partito per le figlie, sperando addirittura di innalzare il loro livello sociale con un matrimonio superiore alle proprie aspettative, ma nella realtà non era affatto così semplice, soprattutto se consideriamo l’atteggiamento conservatore dell’aristocrazia che tendeva a mantenere ben saldi i propri privilegi.

Inoltre, la povertà era anche fonte di guai perché le giovani senza dote finivano spesso nelle mire di mascalzoni che andavano a caccia di dote.

La povertà non era affatto una virtù per la Austen quanto piuttosto – come nel caso di The Watsons – lo strumento per rendere deboli le ragazze dinanzi ai pericoli dei cacciatori di dote, i quali si sentivano come autorizzati a comportarsi in maniera disdicevole.

A una prima lettura, sembrerebbe che la Austen fosse favorevole ai matrimoni di convenienza – dopotutto, le sue ragazze espongono spesso il concetto che il benessere economico fosse la chiave per la buona riuscita di un matrimonio −, invece è proprio il “lieto fine” delle sue storie a smentire tale ipotesi e Cinzia Giorgio ce lo dimostra citando le testuali parole di uno studioso di Jane Austen:

[Jane Austen] È tutt’altro che cinica nei confronti dell’amore, e disprezza il matrimonio di convenienza; però ritiene che il decoro sia più importante della felicità […] Le doti indispensabili alla felicità sono l’equilibrio e il buon senso.

Le donne erano pronte a sacrificarsi in cambio della stabilità economica? Qual era dunque il fine del matrimonio per loro? I sentimenti potevano vincere sugli interessi economici?

Per conoscere queste risposte dovete leggere il saggio di Cinzia Giorgio e, sono sicura, apprezzerete la semplicità con cui l’autrice è riuscita ad affrontare degli argomenti di studio tanto complessi. Una lettura che, personalmente, ho trovato molto utile per chi, come me, è appassionata dei classici – e di Jane Austen, in particolare – e vuole approfondire in maniera diretta e senza troppe pretese accademiche la conoscenza di una delle tante scrittrici rese immortali da pagine intrise di inchiostro e di passione.

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