Recensione: “IL PORTIERE” di Amy Daws – ed. Hope Edizioni

La nostra Alice Bruno ha letto, per A libro aperto, IL PORTIERE di Amy Daws, ed. Hope Edizioni.

Titolo: Il Portiere
Autore: Amy Daws
Serie: Harris brothers #3
Autoconclusivo
Genere: Sport romance
Traduzione: Matilde Piccinini
Editing: Done & Tail
Data di uscita: 19 marzo
Cover: Franlu

Trama

Erano migliori amici finché non sono diventati coinquilini.
Negli ultimi sei anni, Booker Harris ha convogliato tutti i suoi sforzi nell’obiettivo di diventare il miglior portiere della Championship League. Stanco di vivere all’ombra dei fratelli, onnipresenti nei titoli di prima pagina delle principali testate sportive e scandalistiche, Booker ha finalmente tracciato un percorso tutto suo.
Da bambina, Poppy McAdams era felice nel suo piccolo mondo immaginario, fino a quando il ragazzo della porta accanto, tutto fossette e occhi tristi, non si era insediato nel suo fortino improvvisato, reclamando la sua completa attenzione.
Migliori amici per la maggior parte della loro vita, tutto era cambiato quando Poppy aveva lasciato improvvisamente Londra per l’Università.
Ora è tornata, ma la ragazzina goffa che Booker ricorda non esiste più. È stata sostituita da una donna meravigliosa, attraente, spigliata, che nasconde dei segreti. Segreti che Booker desidera disperatamente conoscere.
Condividere il muro di una camera da letto con il proprio migliore amico rischia, allora, di trasformarsi in qualcosa di tutt’altro che dolce e innocente.

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta

Poppy McAdams e Booker Harris sono migliori amici da sempre.

Il più giovane degli Harris, mitica famiglia di calciatori ai vertici delle classifiche e prediletti dai fans, è però molto diverso dai fratelli maggiori, in particolare dai gemelli Camden e Tanner (di cui già conosciamo le storie), talentuosi ed esuberanti sul campo quanto fuori, e non solo per il ruolo che rivestono nel gioco: attaccanti loro e portiere lui.

Booker portiere lo è nell’anima: e se nella famiglia Harris, provata dalla morte della madre, il calcio, è stato la forza in grado di trainarli fuori dal dolore, e Vi, la sorella più grande, il collante che li ha tenuti insieme, facendo praticamente da madre a tutti, lui è quello che del proteggere i suoi affetti ha fatto la propria ragione d’essere.

E quando Poppy dopo sei anni di assenza ritorna a Londra, è automatico per Booker preoccuparsi per lei, nonostante si siano lasciati in modo un po’ “strano”, e le propone di condividere il suo nuovo appartamento.

E così Poppy e Booker sono di nuovo assieme, come quando da piccoli, inseparabili, giocavano nel loro fortino nel parco al confine tra i propri giardini. Di nuovo loro: migliori amici, proprio come prima.

O così almeno crede Booker.

Perché così come è all’oscuro della vera ragione per cui la sua “migliore amica” se ne è andata anni prima, allo stesso modo fa non poca fatica ad accettare ciò che è cambiato in loro e nel loro rapporto, e che non può più essere accantonato tanto facilmente: l’attrazione, e soprattutto l’amore, quello vero.

Amy Daws, con la consueta verve ci trascina attraverso un romanzo che è insieme sport romance, storia d’amore e d’amicizia e crescita personale dei protagonisti: Poppy l’esuberante, talvolta pasticciona, ma ormai splendida donna e Booker il riflessivo, talvolta fin troppo, ma che quando finalmente capisce i propri sentimenti li abbraccia di slancio, superando tutte le proprie paure.

Divertente, tenero, appassionato, esilarante poi quando i due cercano (ovviamente riuscendoci pochissimo) di tenere a bada una tensione sessuale crescente, regalandoci delle belle scene coinvolgenti, ma mai volgari.

Ancora una volta non si può che essere conquistati dalla penna di Amy Daws e dalla sua leggerezza.

Ecco qui un piccolo assaggio di Booker, il nostro portiere: uno di cui ci vorrebbero centinaia di copie al mondo, come si dichiarano reciprocamente lui e Poppy a otto anni.

Credo che le cose vadano in un certo modo per una ragione. Per gran parte della mia vita, ho pensato di dover difendere la mia rete dagli altri, di doverla rendere invalicabile, per paura di farli entrare e perdere il controllo, ma poi ho capito che aprire il mio cuore e permettere a me stesso di amare Poppy è come essere circondato da una bellissima rete di protezione. L’amore è l’unico goal che non voglio parare.  

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