Doppia Recensione: “IL DUCA TRADITO” di Jess Michaels (Traduzione Isabella Nanni)

Intense e approfondite le recensioni di Daniela Tess e Mariadora Vizza, sono sicura che vi convincerà. Non siete curiosi di conoscere IL DUCA TRADITO di Jess Michaels, tradotto da Isabella Nanni?

Trama

Ecco il terzo libro della serie Il Club del 1797 Club di Jess Michaels, autrice bestseller di USA Today.

Adelaide Longford è la zitella intellettualoide meno considerata di Londra e a lei va bene così. Essere ignorata le dà la possibilità di uscire di casa di nascosto e assumere segretamente le vesti dell’attrice più famosa del momento, Lydia Ford. Recitare su un palcoscenico e sentire gli applausi di chi la guarda è l’esperienza più emozionante della sua vita.

Fino a quando non entra nella sua vita Graham Everly, Duca di Northfield. Il duca è un uomo distrutto dopo l’umiliante perdita della sua fidanzata di lunga data per colpa del suo presunto migliore amico e iniziano una relazione carnale che le accende la passione in corpo. Graham non capisce perché sia così attratto sia dall’occhialuta e salace Adelaide sia dall’appassionata Lydia, ma ben presto si ritrova emotivamente coinvolto con entrambe e indeciso su quale futuro perseguire.

Quando Graham scoprirà l’identità segreta di Adelaide, sarà in grado di accettare entrambe le parti della giovane donna? E riuscirà a salvarla da un pericolo in agguato che nessuno dei due avrebbe mai potuto prevedere?

Lunghezza: Romanzo autoconclusivo in versione integrale (70.000 parole)
Grado di sensualità: da restare a bocca aperta

Il duca tradito è il terzo romanzo della serie “Il club del 1797”, di Jess Michaels. Una serie dove i protagonisti sono dei duchi, amici tra loro; in ogni volume si dipana la storia di uno di loro. Conoscevo già questa autrice per precedenti letture, alcune delle quali mi sono piaciute molto. È una delle autrici del panorama americano che scrivono storico con sfumature hot. I suoi libri sono sempre coinvolgenti, con cura dei particolari e precisa corrispondenza storica. Questo non fa eccezione, anche aiutato dall’ eccellente traduzione di Isabella Nanni.

Il romanzo, nonostante sia collegato ad altri due, può essere letto da solo; la storia di Graham inizia nel precedente libro quando uno dei suoi migliori amici, Simon, si innamora della sua fidanzata, Meg. Anche lei lo ricambia e il povero Graham non potrà far altro che arrendersi all’evidenza dei fatti; anche se quello con Meg sarebbe stato un matrimonio di convenienza, lui non può perdonare il tradimento di quello che per lui è stato come un fratello. Questo dramma porterà tutta una serie di conseguenze: all’inizio di questo romanzo il duca tradito è ombroso, solitario e schivo. Grazie ad alcuni altri amici del club dei duchi cerca faticosamente di tornare in società ma è un uomo distrutto nell’animo; la vita non ha più sapore, tutto ha perso interesse e colore. Finché una sera, a teatro, i suoi occhi non incrociano quelli della famosa attrice Lidya Ford. Improvvisamente si riaccende un desiderio potentissimo per una donna bellissima e carismatica che vorrà assolutamente conquistare.

Graham si sporse in avanti quando l’attrice iniziò a parlare. Era bellissima, con capelli ondulati biondo miele che le ricadevano morbidi sulle spalle. Aveva una bella voce limpida che arrivava fino al soffitto. Ma quello che spiccava di più era la sua sicurezza. Mentre calcava il palco, era impossibile non osservarne ogni mossa.
Accanto a lui, sapeva che Ewan e Tyndale si erano scambiati uno sguardo, ma non gli importava. Per la prima volta da quella che sembrava un’eternità, gli si era acceso in petto un vivo interesse. Il bisogno di una donna. Di questa donna. Lydia Ford.
 E voleva incontrarla, per vedere se quel desiderio sarebbe durato più a lungo dello spettacolo.

Anche Lydia, appena conoscerà il bel duca, si troverà inesorabilmente attratta da lui ma la sua situazione è molto complicata. Lydia non è chi dice di essere ma Adelaide Longford, la zitella intellettualoide meno considerata di Londra.

«Il duca di Northfield, Lydia, mio ​​Dio! Sai chi è, vero?» Non aspettò la risposta prima di continuare: «Prima di tutto è bello da svenire, ed è giovane. E ricco. Era fidanzato con una tipa e il suo migliore amico gli ha fregato la donna da sotto il naso. Da allora se n’è rimasto in disparte.»

Adelaide vide il Duca di Northfield abbassare la testa per passare sotto lo stipite della porta ed entrare nel suo camerino. All’improvviso la camera sembrò minuscola. Il duca riempiva completamente lo spazio. Era… bellissimo. Non c’era altro modo per descrivere l’uomo prestante che le si parò di fronte. Un Adone alto, dalle spalle larghe, i capelli biondi tirati indietro e legati insieme in un codino perché troppo lunghi per la moda in voga, una mascella ben definita ricoperta di peluria dovuta a ricrescita incolta e occhi azzurri del colore di un cielo senza nuvole.

Lei e Graham si incontrano agli eventi dell’alta società ma l’uomo non sembra riconoscerla; se da una parte ciò la rende felice, perché le permette di continuare a essere libera di sgattaiolare e prendersi quella libertà lecita che una zia bigotta e severa vuole toglierle, dall’altra è dispiaciuta di essere trasparente, come se stessa, proprio agli occhi di un uomo che sta imparando ad apprezzare e forse ad amare.
Il duca sollevò l’angolo della bocca in un mezzo sorriso e le palpitò il cuore. Quello era lo stesso sguardo seducente che le aveva rivolto qualche sera prima, quando era Lydia. Quando la voleva. Naturalmente, era del tutto impossibile in quella situazione, ma Adelaide ne avvertì comunque le conseguenze.

Se Lydia può andar bene come amante, Adelaide può essere solo una moglie. Ma Graham non vuole sposarsi, non crede più a nulla se non all’effimero piacere. Non svelerò altro per non rovinarvi il gusto della sorpresa.

Un’emozione persistente dominava la mente di Graham mentre scortava Lady Adelaide sulla veranda, ed era una sensazione di assoluta confusione. Aveva passato le ultime ventiquattr’ore a rimuginare e fantasticare su Lydia Ford. E ora si ritrovava incuriosito da questa giovane timida e occhialuta che non avrebbe potuto essere più diversa dall’attrice sensuale e sicura di sé che aveva incontrato a teatro

La trama, come avete potuto leggere, è molto intrigante; ho adorato tutta la storia della doppia vita della protagonista, anche se ovviamente tifavo più per Adelaide, un bel personaggio: apparentemente fragile in realtà è forte, sincera, altruista. Si innamora quasi subito del bel gigante biondo, non solo dell’aspetto da adone ma delle sue ferite e della sua sensibilità.

Dio, era stato così difficile stare a guardare. Avrebbe voluto correre da Northfield e confortarlo, in qualche modo. Per allontanarlo dal dolore che quella maledetta situazione gli stava di sicuro causando. Ovviamente non l’aveva fatto, perché non stava a lei farlo. Northfield non la voleva, voleva un’illusione. Voleva Lydia. E lei non voleva confondere i confini tra la sua vera identità e il personaggio che aveva creato.

Adelaide lotta per non soccombere, in una società che voleva le donne asservite a padri-padroni e a tutori. A un certo punto si inventa un’altra vita per poter vivere appieno la possibilità che il destino le ha dato. Un personaggio femminile ben caratterizzato che sono certa che amerete, così come il duca, l’eroe romantico e sofferente che chiunque di noi vorrebbe consolare. Lo stile dell’autrice è semplice ma scorrevole; ottima la ricostruzione storica; le scene passionali non sono affatto volgari e più delicate rispetto ad altre pubblicazioni. La “villain” della storia, che non svelerò perché è un colpo di scena, è davvero notevole; ben caratterizzati anche gli altri personaggi. Se quello che ho scritto non vi basta come invito alla lettura, per convincervi vi basti sapere che conoscerete altri tre duchi belli, altezzosi, coraggiosi e virili. Nuove avventure ci attendono e il prossimo della serie promette di essere ancora più affascinante! Insomma, per le amanti del genere un romanzo, e una serie, straconsigliati! Aspetto ansiosamente il duca “silenzioso”, certa che non deluderà. Complimenti all’autrice e alla traduttrice, che ha saputo rendere perfettamente ogni sfumatura.

«Solchiamo tutti questo mondo come ombre, fantasmi. Alcuni di noi sono solo più bravi a nasconderlo.»


Terzo romanzo della serie de “Il club del 1797”, primo in assoluto che leggo di Jess Michaels e devo ammettere che mi sono trovata di fronte a una piacevole scoperta.

Sebbene i romanzi siano collegati tra loro e ci siano dei riferimenti ai due precedenti, il libro si può tranquillamente leggere senza aver letto gli altri due, soprattutto per la grande capacità dell’autrice di riportare, in breve, fatti e caratterizzazione dei precedenti protagonisti, in modo da riuscire a dare al lettore un’idea dell’insieme, pur non avendo approfondito le storie narrate nei precedenti episodi.

Graham Everly, Duca di Northfield è un uomo distrutto, non tanto per lo scioglimento di un legame con una donna, Meg, mai amata, ma per tutto quello che da questa rottura è derivato: disonore, umiliazione e, soprattutto, il tradimento da parte di uno tra i suoi più cari amici, Simon, che le ha portato via la sposa promessa.

Per cercare di tirargli su il morale, Ewan Hoffstead e Matthew Cornwallis, rispettivamente Duca di Donburrow e Duca di Tyndale, da veri amici quali si reputano, spingono Graham a cercare futili diversivi, utili a rallegrarlo, ma soprattutto a distrarlo dalla sua situazione.

Poiché il Duca non si sente ancora pronto a presentarsi a ricevimenti pubblici, decide di assecondare i due amici, optando per una serata di svago a teatro.

Non sa che questa scelta sarà quella che darà una svolta al proprio destino.

Lydia Ford è la stella più fulgida del panorama teatrale londinese. Così brava e talmente ambita da avere la possibilità di scegliere le date in cui esibirsi. Una fortuna per lei, poiché Lydia non esiste, se non per quelle poche ore in cui il suo cuore palpita sul palcoscenico.

Il resto del tempo, invece, non è altri che Lady Adelaide Longford, famosa solo per essere la zitella meno considerata della città.

Quando il Duca e l’Attrice si incontrano, la chimica scatta dopo pochi minuti.

Graham si spinge subito, con Lydia, su un piano puramente fisico. Quella donna lo attrae, desta in lui delle sensazioni che non erano sopite, in realtà non erano probabilmente mai esistite.

Lydia, dal canto suo, per la prima volta veste i panni dell’attrice anche una volta scesa dal palco. Non lo fa perché è costretta a recitare, lo fa perché intuisce che solo Lydia potrebbe avere Graham nel modo in cui lei lo vuole.

Adelaide è invischiata nel suo ruolo di Lady, di donna invisibile, ma Lydia no. Lydia è una stella che può brillare e prendersi ciò che vuole, senza rimpianti.

È un rischio, e Adelaide lo capisce ancora di più nel momento in cui i due si rincontrano in luoghi e circostanze completamente differenti.

Nessun trucco di scena, i capelli castigati in un rigido chignon e gli occhi nascosti dietro un severo paio di occhiali.

Graham non la riconosce, e per Adelaide, che pure tira un sospiro di sollievo, è un duro colpo.

Ma la chimica dei corpi va oltre i sensi. Lì dove il senso della vista ha fallito, impedendo a Graham di riconoscere, in quella ordinaria Lady, l’attrice che gli ha acceso i sensi, il cuore ha riconosciuto un’anima affine.

Questo romanzo mi ha coinvolto molto, e dalle prime pagine.

Non si discosta dal regency puro, tuttavia l’introduzione dell’elemento del teatro, concepito come una fuga per evadere da parte della protagonista, tinge la storia di una nota di modernità e di rivendicazione dei propri diritti, che dona al romanzo una marcia in più.

La costruzione dei due protagonisti è ben definita, e assistiamo alla loro crescita ed evoluzione.

Non è solo Adelaide a risultare un’eroina alquanto moderna, anche Graham abbandona lo stereotipo del duca legato alle tradizioni, a favore di una più ampia larghezza di vedute.

I personaggi secondari, che come già detto sono per lo più i protagonisti dei precedenti volumi, sono di sostegno ai due protagonisti, soprattutto nelle battute finali.

Sono proprio queste ultime che mi hanno lasciato con il fiato un po’ sospeso, per l’evoluzione di uno dei personaggi che è davvero un colpo di scena. Un’ ennesimo punto a favore di questa lettura, perché l’autrice è riuscita a inserire un elemento da brivido che non guasta, anzi tiene alta l’attenzione fino alla fine.

Definirei impeccabile il lavoro di traduzione da parte di Isabella Nanni. Inutile dire che tradurre non è un mero esercizio di vocabolario, bisogna in qualche modo far proprio il testo, per poter rendere al meglio ciò che l’autore vuole trasmettere. In questo caso l’intento è pienamente riuscito, e ci ha regalato davvero un bellissimo viaggio.

Consiglio questo libro agli appassionati del genere e anche a chi cerca dell’erotismo sensuale e mai vogare: Jess Michaels non vi deluderà.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close