Recensione: “CHI È IL RAGAZZO NELLA FOTO?” di Nicole Trope – ed. Newton Compton

Federica Cabras ha letto, per A libro aperto, CHI È IL RAGAZZO NELLA FOTO? di Nicole Trope, ed. Newton Compton.

“Un libro che tiene incollati alle pagine dall’inizio alla fine. La tensione è crescente e nulla è lasciato al caso. Il sistema dei flashback permette al lettore di andare indietro nel tempo, di capire cosa è accaduto e perché mano a mano, senza forzature.”

  • Titolo: CHI È IL RAGAZZO NELLA FOTO?
  • Autore: Nicole Trope
  • Editore: Newton Compton
  • Genere: thriller
  • Data pubblicazione: 8 aprile 2021
  • Pagine: 292
  • Prezzo: 4.99

Trama

Un grande thriller
Sei anni fa il figlio di Megan è stato rapito. Adesso è tornato. Ma non è più lui.
«Un inquietante viaggio nella psiche umana, con un finale imprevedibile.»

Megan sta aspettando fuori dai cancelli della scuola suo figlio Daniel. Ma quando il cortile comincia a svuotarsi, una sensazione di panico si impadronisce di lei. Daniel è scomparso.
Dopo sei anni di notti insonni e un dolore straziante per l’assenza del figlio, Megan riceve la chiamata in cui non osava quasi più sperare: Daniel si trova in una stazione di polizia a qualche ora di macchina. Suo figlio sta finalmente tornando a casa. Megan ha conservato la sua stanza intatta, con i poster e i giocattoli in perfetto ordine. Ma c’è qualcosa di diverso in Daniel… Secondo la polizia, è stato rapito da suo padre. Nel disperato tentativo di scoprire ciò che è veramente accaduto, Megan cerca di parlare con Daniel, ma lui risponde a malapena alle domande. Per farlo sentire finalmente al sicuro, Megan prova di tutto: il suo milkshake preferito, un pomeriggio con il suo migliore amico, un regalo per ogni compleanno mancato… Ma Daniel è comunque distante. 
Entrare in contatto con suo figlio sembra un’impresa impossibile e Megan comincia a temere che ci sia qualcosa di più di quello che la polizia è riuscita a ricostruire. Daniel potrebbe nascondere un segreto. Un segreto molto pericoloso…
Thriller rivelazione dell’anno 
Bestseller in Inghilterra
A volte gli incubi non svaniscono al mattino

«Un libro che fa trattenere il respiro fino allo scioccante finale. Si rimane incollati alle pagine, impossibile staccarsi!» 
«Assolutamente uno dei migliori libri dell’anno: commovente, duro e indimenticabile.» 
«Ritmo veloce, emozioni fortissime dall’inizio alla fine. L’autrice ha un talento incredibile nel
trascinare il lettore all’interno della storia.»

È un’autrice bestseller di «USA Today». Ha pubblicato cinque romanzi, che hanno ottenuto un grande successo, portandola in cima alle classifiche. Vive a Sydney con il marito e i tre figli.

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE

Divorziare, affrancarsi da una vita di maltrattamenti e provare a voltare pagina non sempre è facile e non lo è nemmeno per Megan. Dopo anni di angherie da parte dell’ormai ex marito Greg, ha preso una decisione: il “sì, lo voglio” non può funzionare quando c’è di mezzo la violenza fisica e psicologica. Deve brillare, Megan, e lo farà con l’aiuto del suo unico figlio, il suo diamante, il suo respiro… Daniel. E soprattutto lo farà lontana da Greg.

L’uomo, narcisista e manipolatore, dovrà mettersi il cuore in pace. La relazione è finita, non c’è carburante al mondo che possa alimentare un rapporto così malato.

Ma… se lui non lo accettasse? Se lui volesse punirla? Quale sarebbe il modo più sadico di farlo?

È una giornata come tante altre, quella in cui Megan perde tutto. Simile alla precedente. Nessun segno nel cielo, nessuna premonizione. Solo… Il nulla. È giunta l’ora di andare a prendere Daniel a scuola. Lui è iscritto alla prima elementare ed è un bambino intelligente e sensibile e, nonostante il padre stia cercando di instillargli dei pensieri negativi, ama follemente sua madre. Megan si avvia al plesso scolastico senza timore alcuno. Finalmente ha avuto coraggio, si è separata da un marito che la stava uccidendo giorno dopo giorno e il sole brilla alto nel cielo. Ma a un certo punto, quando tutti i bambini escono e suo figlio non si vede, un campanello d’allarme si accende dentro di lei. Quando è ben chiaro che Daniel non ci sia, corre e grida e prega che sia solo un falso allarme.

Poi, la rivelazione. Suo figlio è già uscito da scuola, è con suo padre. E allora vai di chiamate a vuoto a Greg, di chiamate ai suoi genitori all’estero, di chiamate a tutti ma nessuno sa rispondere al quesito fondamentale: dov’è Daniel?

Per Megan quello è il primo giorno di sei lunghi anni dove non saprà dov’è finito suo figlio, se sta bene, se la cerca e se – soprattutto – è vivo. Si augura che Greg lo stringa a sé nelle notti buie e che lo sappia confortare, spera che lui sia in grado di supplire alla sua assenza e piange, piange per una perdita che non si sa che sapore abbia, se il sapore amaro dell’addio o l’odore dolce della speranza. Non smette mai di pregare che torni, che si riunisca a lei. Anno dopo anno, lacrima dopo lacrima.

Improvvisamente, un bambino che dice di essere lui ricompare, proprio mentre lei è alle prese con una nuova vita. Parla di un incendio in cui è morto Greg, della fuga scalzo, del tentativo di trovare sua madre. 

Torna a casa con lei ma è strano, distante, freddo… Nonostante i tentativi di farlo sentire a suo agio, di dimostrargli quanto grande fosse la sofferenza di saperlo lontano. Nonostante la vicinanza con Megan. Nonostante il clima, finalmente sereno, che può respirare. 

È veramente Daniel? Qualcosa non quadra o è solo una sensazione?

Un libro che tiene incollati alle pagine dall’inizio alla fine. La tensione è crescente e nulla è lasciato al caso. Il sistema dei flashback permette al lettore di andare indietro nel tempo, di capire cosa è accaduto e perché mano a mano, senza forzature. Si soffre con la protagonista, si spera che tutto si sistemi e si sente la puzza di bruciato a un certo punto, quando le cose sono dubbie e le situazioni ambigue. L’impazienza di arrivare alla parola fine è incontrollabile. Si ha paura, d’altronde, perché quello che sembra un miracolo nasconde dei retroscena particolari e non si vede l’ora di sbrogliare la matassa. Ma si assapora anche, questo libro, come una tazza di buon tè.

Bello!

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