Recensione: “L’HIGHLANDER” di Kerrigan Byrne – ed. Mondadori, collana I Romanzi

Adoro la potenza dell’autrice capace di portare il lettore sulla scena; amo questa serie meravigliosa (i volumi sono autoconclusivi). Soprattutto i personaggi sono ogni volta così… sorprendenti. Cosa aspettate, inoltratevi nelle Highlands in compagnia di Philomena e Liam, protagonisti di L’HIGHLANDER di Kerrigan Byrne! Vi ricordo che è edito Mondadori, collana I Romanzi, disponibile in edicola e in tutte le piattaforme digitali.

  • Titolo: L’HIGHLANDER
  • Autore: Kerrigan Byrne
  • Editore: Mondadori, collana I Romanzi
  • Genere: Romance storico
  • Data pubblicazione: 3 aprile
  • Pagine: 327
  • Prezzo: 2.99

Trama

Il più feroce dei guerrieri
saprà conquistare il cuore di una donna?

Il marchese Liam Mackenzie, il Demonio delle Highlands, è noto per la ferocia sul campo di battaglia. Ma quando giunge al suo castello un’istitutrice inglese per prendersi cura dei suoi figli, il marchese si trova ad affrontare un avversario ben più scaltro di lui nel gioco dell’amore. Bellissima, Mena scatena nell’highlander un desiderio inatteso e travolgente. Per nulla intimidita dal piglio rude dell’uomo, la testarda ragazza riesce a domarlo insieme ai suoi figli ribelli. Intanto l’attrazione tra i due diventa irrefrenabile, ma qual è l’oscuro segreto che ha condotto la giovane fin laggiù? E come potrà Liam conquistare il suo cuore, senza prima arrendersi al proprio?

Note: L’HIGHLANDER ( The Highlander ) è il terzo romanzo della serie ‘Victorian Rebels’.

I precedenti romanzi della serie, IL MIO CUORE NERO ( The Highwayman ) e UN VOLTO PIENO DI OMBRE ( The Hunter ), sono già stati pubblicati rispettivamente nella collana I Romanzi Classic – nr. 184 e I Romanzi Passione – nr. 190.

La serie proseguirà con “The Duke”, di prossima pubblicazione.

Ambientazione: Inghilterra + Scozia, 1878 (epoca vittoriana)

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta

Di Philomena rimane solo un nome stropicciato, raffazzonato, falsificato dagli eventi della vita; era una ragazza come tante, con l’auspicio di un matrimonio e dei figli. In parte il sogno si concretizza e tutto è come una favola, all’inizio; poi l’incubo. È proprio quando tutto sembra perduto, che la richiesta accorata di aiuto viene accolta, e la donna viene salvata e messa al riparo dai suoi aguzzini, per ben due volte. Delle amicizie speciali le trovano rifugio lontano da Londra, impossibile da rintracciare nelle lontane e selvagge Highlands scozzesi; ma finire in casa di Liam McKenzie – meglio conosciuto come il demonio delle Highlands – non sarà come cadere dalla padella alla brace? Pensando poi che dovrà recitare la parte dell’istitutrice…

— Avevo chiesto a lady Northwalk di mandarmi un’istitutrice capace, esperta e colta, e mi ha mandato voi, signorina Lockhart. Cosa mi dite? — Malgrado il tono incolore, quelle parole la riempirono di timore. […] — Le vostre referenze sono impeccabili. Tuttavia le necessità dei miei figli sono ben diverse da quelle dei Whitehall, capite? Loro sono dei commercianti, io sono un marchese, se adesso ci credete.

Più che preparata, dalla lingua sciolta seppur educata – un po’ meno all’occorrenza –, Mena entra quasi immediatamente in sintonia con i figli del marchese, coprendo anche qualche marachella al minore Adrew; tuttavia, non si può dire che una sorta di legame non l’abbia percepito anche con il tenebroso datore di lavoro. Liam non nega l’attrazione, ma mette sul piatto della bilancia anche la propria anima dannata; per la prima volta si troverà a fare confidenze a una perfetta sconosciuta. L’attrazione fisica eguaglia l’ammirazione per i progressi dei figli Rhianna e Andrew; Liam è ammaliato da tutto ciò che Mena rappresenta e che si è conquistata nella sua famiglia, fino a diventarne ossessionato, da tener lontano anche il conte di Thorne, troppo dedito a ronzarle attorno.

Poi, alla festa della fertilità, basta un possessivo a scatenare i corpi, i sensi…

— Mi concedete questo ballo, mia signora?

… le gelosie e le paure; fino a che un paio di occhi rossi emergono dall’oscurità, nel momento meno opportuno. Sarà il lato oscuro del demonio? Si tratterà di quei personaggi dal nome impronunciabile, che in casa proteggono ma per strada condannano?

Nel bosco, in piena notte, iniziano a delinearsi i buoni e i cattivi; lo stesso luogo che vedrà sbocciare la passione… l’amore! I protagonisti si troveranno avvinghiati in una spirale fatta di corpi e bugie, da cui dovranno uscire indenni, ma soprattutto insieme.

Vi ho lasciati ben oltre la metà di un romanzo strutturalmente perfetto. Due situazioni differenti e al limite, due persone sole che si incontrano con i rispettivi fardelli. Per chi già conosce Karrigan Byrne e questa serie, nell’udire McKenzie drizzerà le antenne. So che è un nome comune nelle Highlands, ma io mi riferisco al temibile Anima Nera di Ben More; pensateci bene, quale legame vi viene in mente? Beh, non temete se qualche particolare vi sfugge; neppure se questo è il primo romanzo dell’autrice in cui vi imbattete. Le informazioni necessarie vi verranno date al momento opportuno, con molta sapienza e senza spoilerare troppo, dosate per condurvi al sorprendente finale. Protagonisti ben caratterizzati, che emergono dai dialoghi e da ciò che “si dice” di entrambi. Ogni personaggio ha il proprio peso nella storia, pronto a sfoderare l’asso nella manica. Vedrete che il formarsi di nuove sinergie, tra i protagonisti di tutti e tre i romanzi vi donerà un’empatia incredibile, sentendovi in qualche modo parte della famiglia. Tutto ciò avviene grazie alla capacità della Byrne di catapultare il lettore sulla scena, mostrando luoghi, dinamiche e sentimenti che producono una corsa forsennata tra le pagine. Mi sono fermata più volte a pensare, cercando il mio preferito tra “Il mio cuore nero”, “Un volto pieno di ombre” e quest’ultimo; sono arrivata alla conclusione che innamorarsi del primo volume significa non restare immuni dagli altri, con una leggera preferenza che può starci…

L’anima Nera aleggia ogni dove, facendo da filo conduttore tra le varie storie; Argent e le spose dei precedenti protagonisti avranno sempre un ruolo determinante, per improntare la storia quanto per chiuderla. Attinente al contesto storico, con meno etichette e più momenti di “svago” – data l’ambientazione –, la trama racconta di abusi a cui le donne dovevano sottostare, fatte passare per bugiarde, pazze e poco di buono. Molto bello il rapporto intessuto da Mena con i giovani McKenzie, che si è guadagnata rendendoli complici anche nelle piccole cose; l’istitutrice donerà al laird nuove consapevolezze, oltre la certezza assodata da quest’ultimo che dopo la morte della moglie, sarà disposto a dare la vita per Rhianna e Andrew. Non mancherà la tanto agognata suspense e i colpi di scena; vi imbatterete in qualcosa di sovrannaturale, mentre…

Basta, altrimenti rischierei di fare qualche danno; non resta che avvicinarvi alla lettura. Vi avviso che ci saranno scene forti, di ilarità, di scoperta… di passione travolgente; un mix così sapientemente dosato da indurvi a volerne di più, e a tornare indietro se vi siete persi i precedenti volumi.

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