Recensione: “FIABE DELLA NOTTE OSCURA” a cura di Alessandro Iascy e Giorgio Smojver – ed. Delos Digital

Il nostro Enrico Pedace ha letto, per A libro aperto, FIABE DELLA NOTTE OSCURA a cura di Alessandro Iascy e Giorgio Smojver, ed. Delos Digital.

  • Genere Fantasy 
  • Lunghezza romanzo, 192 pagine
  • Collana Heroic Fantasy Italia n. 37 A cura di Alessandro Iascy e Giorgio Smojver
  • ISBN ebook9788825415131
  • Prezzo ebook€ 4,99
  • Data di uscita23 marzo 2021
  • Copertina di Silvia Perosino
  • A cura di Giorgio Smojver e Alessandro Iascy
  • Illustrazioni di Silvia Perosino

Trama

Da Biancaneve a Cenerentola, da Cappuccetto Rosso a Barbablù: La fiabe famose reinventate tra avventura, orrore, humor nero, sullo sfondo delle cosmogonie di H.P. Lovecraft e Clark Ashton Smith.

C’era una volta… l’orrore cosmico, che s’agitava inquieto, in agguato nella notte profonda e senza fine.

Le fiabe, quelle vere, popolari, fanno paura. Sono state scritte per insegnare che l’oscurità è più antica della luce e che la morte attende gli incauti, nella foresta o nelle segrete di un castello. E se le fiabe sono crudeli, i racconti dell’orrore sono spesso fiabeschi. Basta pensare a Sheridan Le Fanu, Lord Dunsany, Arthur Machen, Clark Ashton Smith e soprattutto Howard Phillips Lovecraft, il Lovecraft de I gatti di UltharLa chiave d’argentoLa ricerca in sogno dello sconosciuto KadathL’estraneo.

Da un’idea di Alessandro Iascy, undici autori riscrivono le fiabe famose con toni dal romanticismo gotico all’umorismo nero, dalla pura avventura all’horror lovecraftiano, e le reinventano sullo sfondo dei miti di orrore. Storie di Andrea Berneschi, Angelo Berti, Francesco Corigliano, Enzo Conti, Lorenzo Davia, Cristiano Fighera, Nicola Lombardi, Laura Silvestri, Giorgio Smojver, Mala Spina, Yuri Zanelli

Copia digitale gentilmente fornita dalle CE in cambio di una recensione onesta

C’era una volta…

Conosciamo tutti questa magica frase. Una frase che ci porta in dietro nel tempo, a quando abbiamo per la prima volta letto o ascoltato le più famose fiabe della nostra storia. Racconti stupendi nati dalle penne e dalle menti di scrittori assolutamente geniali come Perrault, i Fratelli Grimm e Andersen. Le loro storie raccontavano di Cenerentola, di Biancaneve, del Gatto con gli Stivali, di Barbablù.

Noi abbiamo conosciuto queste fiabe come storie bellissime e tutte con uno stupendo lieto fine, ma nella realtà quelle fiabe non erano così dolci e tenere. Tutt’altro. Erano storie dotate di una certa crudezza e non sempre con il lieto fine certo. Erano nate così perché avevano un messaggio ben preciso: quello di educare alla vita e alla quotidianità, perché non sempre le cose vanno come vorremmo.

Ed ecco che da un’idea, geniale mi viene da dire, di Alessandro Isacsy nasce una piccola raccolta delle fiabe più famose in una chiave “insolitamente” rivisitata.

“Undici autori riscrivono le fiabe famose con toni dal romanticismo gotico all’umorismo nero, dalla pura avventura all’horror lovecraftiano e le reinventano sullo sfondo dei miti dell’orrore”

Undici racconti. Undici famosissime fiabe rivisitate, reinventate con una chiave oscura e inquietante, allo scopo di far emergere il lato terrificante, malefico e perverso di cui a volte la mente umana si macchia. E allora ecco che si narra di: La Sirenetta, Biancaneve, Cenerentola, Il Gatto con gli Stivali, Cappuccetto Rosso, La Bella addormentata nel Bosco, Barbablù, Raperonzolo, Pinocchio, I tre Capelli d’oro del Diavolo e Aladino.

Leggendo questi titoli, in molti potrebbero risultare contrariati e turbati all’idea di vedere le fiabe più belle del panorama letterario “rovinate” dal semplice gusto di alterarne le dinamiche e le storie, ma come ho già scritto prima, le fiabe vere e originali si discostano ampiamente dalla realtà fantasiosa con cui ci sono state raccontate.

Forse non tutti sanno che nella vera fiaba di Andersen, La Sirenetta ha tutt’altro che uno splendido lieto fine con il principe e oltre a questo, non è per nulla benevola nei confronti di colui che ha salvato e che la rifiuta preferendo un’umana. Nella raccolta di Isacsy troviamo una sirenetta, nel racconto “Lei” in veste horror, che è una creatura quasi ripugnante, ma che pretende quell’amore dovutole da parte di un umano a cui ha ridato la vita.

“Lei si arrampicava quasi senza sforzo, in un serpeggiare di membra sinuose. Com’era possibile?

I suoi occhi mostruosi brillavano nell’oscurità, ma anche il suo viso pareva differente, più umano”

Biancaneve, invece, diventa “Biancalapide”, una novella tetra tinta da un umorismo raccapricciante che inverte totalmente le vicende di questa bambina tanto odiata dalla matrigna. In “Biancalapide” l’autore mette in risalto l’arduo compito del ruolo materno che viene assegnato a una persona con l’onere di prendersi cura di una bambina rimasta orfana. È un arduo compito perché tante sono le “distrazioni” e le “tentazioni” che possono deviare una giovane ragazzina nel fiore dei suoi anni, ovvero, quell’età in cui chi ha il compito di proteggerla, diviene ai suoi occhi come un nemico che le impedisce di vivere a pieno il vero divertimento, la trasgressione.

“-Biancalapide ti scongiuro, lascia questa follia. Sei ancora in tempo per…

La piccola strega si alzò in piedi.

-Per cosa? Per tornare da te e fare la brava bambina? Ormai sono andata troppo avanti

Se la fiaba di Biancaneve viene invertita, la fiaba di Cappuccetto Rosso rimane fedele al messaggio della fiaba originale che nulla ha a che vedere con la storiella che conosciamo noi.

Il racconto prende il nome di “Cappuccetto di Sangue” e la rivisitazione è d’obbligo. Ciò che ne esce fuori è raccapricciante e macabro. Tuttavia non c’è da meravigliarsi se andiamo a leggere con attenzione la fiaba originale. Ma tornando a noi, seppure con uno stravolgimento della storia, in “Cappuccetto Rosso Sangue” rimangono ben saldi i messaggi di Perrault e dei fratelli Grimm. Unico grande assente è il lupo, ma potete stare tranquilli (si fa per dire), perché il lupo è un animale nobile, che vive di caccia, ma non di cattiveria, quella cattiveria di cui purtroppo sempre più frequentemente il genere umano si sporca. E quindi ecco che al posto del lupo compare la creatura più malefica per eccellenza, l’uomo. Maschio o femmina che sia, l’essere umano sa essere protagonista di vicende indicibili che troppo spesso hanno come vittime i bambini.

“Nessuno, nemmeno il genitore peggiore avrebbe mai permesso a una bambina della sua età di attraversare il bosco di notte”

Tuttavia, c’è anche del romanticismo in questa raccolta di fiabe oscure, un romanticismo puro, forte dell’amore che possono provare reciprocamente due persone, senza note macabre o inquietanti ed è la storia della Bella Addormentata nel Bosco, che in questa raccolta troviamo con il nome “L’arcolaio”. Una storia d’amore struggente, ricca di passione e non comunque priva di eventi tragici.

Queste sono le fiabe che io ho apprezzato di più. Ovviamente sono degne di nota anche tutte le altre, scritte in maniera impeccabile, con uno stile che richiama quell’essenza gotica, utile a far fiorire un velo di inquietudine, l’ingrediente perfetto per leggere e lasciarsi rapire da una lettura oscura e travolgente.

Tra tutte le fiabe quella che ho trovato più inquietante è “Il pupazzo”, chiaro riferimento a Pinocchio, una storia tanto triste quanto terrificante che mi ha suscitato un po’ di angoscia. Curiosa e divertente, con aspetti molto bizzarri, invece, è stata “Gatto di spada”, rivisitazione del “Gatto con gli Stivali”.

Infine, la fiaba rimasta più fedele alla sua versione originale mantenendo il suo fascino maledetto e orripilante è stata “Fuori dal Coro”, che si rifà al racconto di Barbablù.

Super consigliato per una lettura diversa dalle solite.

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