Recensione: “FROM ROME TO PARIS” di Monica Gelli

Un viaggio fisico e nel tempo, grazie ai ricordi della zia di Olly… che si intrecciano alla vita della nipote con Alberto. Due storie d’amore, lontane nel tempo, capaci di acchiappare il lettore e trattenerlo nelle pagine. Abbiamo la testimonianza di Stefy Sciama, lasciatevi convincere da lei su FROM ROME TO PARIS di Monica Gelli.

  • Titolo: FROM ROME TO PARIS
  • Autore: Monica Gelli
  • Editore: self publishing
  • Prezzo: 2.62
  • Pagine: 363

Trama

Olivia è una ragazza romantica, che conduce una vita metodica e ordinata, fino a quando le sue certezze sono sconvolte dalla morte della amata zia Flaminia e dall’inaspettato lascito di una casa a Parigi dal portone verde. Durante il viaggio in aereo Olivia conosce Alberto, un uomo d’affari taciturno e scontroso, ma anche tremendamente affascinante, fidanzato con una bellissima modella francese. Tra i romantici tetti di Parigi e le pittoresche viuzze di Montmartre, Alberto e Olivia, per uno strano gioco di coincidenze, trascorrono molto tempo insieme, mentre un diario ingiallito letto in un giardino segreto fa rivivere il passato. Tra i ricordi di un mondo perduto i protagonisti vivono un inaspettato presente. In un ritmo incessante di salti temporali trascorrono i giorni a Parigi, quando arriva il momento di tornare a Roma e riprendere ognuno la propria vita. Ma qual è il destino di Olivia e Alberto? E se il passato fosse stato ricordato per scrivere il futuro? Potranno dimenticare la casa dal portoncino verde e i suoi segreti?

Copia digitale gentilmente fornita dall’autrice in cambio di una recensione onesta.

Ho adorato questo romanzo e non solo perché condivido la stessa passione dell’autrice per Parigi. L’ho adorato nonostante sia scritto in terza persona ed io, per i contemporanei, abbia una predilezione per la prima persona.

L’ho adorato perché è un romanzo dolceamaro, empatico, intriso di poesia, malinconia e fa da cornice a due personaggi femminili bellissimi.

Da una parte abbiamo Olivia Ferraris detta Olly, quella che potremmo definire la ragazza della porta accanto: non è la classica pin up alta, magra e bella, bensì una trentenne un po’ in carne, amante della musica anni sessanta, dell’uncinetto e delle riviste shabby chic, in crisi perché lasciata dal fidanzato. Dall’altra abbiamo Flaminia, la vecchia zia di Olly, professoressa di francese in pensione, una vita da single, senza mai innamorarsi, dispensatrice di pillole di saggezza, che condivide con la nipote gli stessi interessi.

Il romanzo parte proprio dalla morte dell’anziana Flaminia, che lascia a Olly una misteriosa casa a Parigi al numero 8 di Rue Norvins, nel quartiere di Montmartre. In questa casa a due piani, con un portoncino verde e un giardino segreto nel seminterrato, Olly conoscerà una parte sconvolgente e nascosta della vita della zia, che la turberà non poco. Scopre che quella casa è stata teatro di un Grande Amore, l’amore proibito tra Flaminia e Pierre, un uomo che, pur amandola infinitamente, non ha mai potuto renderla la sua compagna alla luce del sole. Olly nel fare questa scoperta non è sola: nel viaggio aereo da Roma a Parigi ha conosciuto Alberto Di Giacomo, un giovane imprenditore italiano, fidanzato con una bellissima modella parigina, Sophie. Per una serie di scherzi del Destino i due finiscono per diventare amici e Alberto aiuta Olly a comprendere il passato di Flaminia.  Tra i numerosi flashback di Olly e le pagine del vecchio diario ingiallito di Pierre rinvenuto nella casa parigina, abbiamo un continuo sovrapporsi di presente e passato. Nel frattempo l’amicizia tra Olly e Alberto inizia a trasformarsi, forse Alberto non è più “un amico, solo un amico”. Lui però entro un mese si sposerà con Sophie e Olly non è disposta a vivere un amore proibito, come quello tra Flaminia e Pierre. Sarà proprio il passato, attraverso il diario di Pierre e una lettera di Flaminia, a guidare le scelte di Olly e a permetterle di capire i suoi sentimenti e ciò che realmente desidera.

L’amore descritto in questo romanzo non è focoso, carnale o peccaminoso, nonostante Flaminia e Olly rappresentino l’”altra donna”.  In entrambe le storie d’amore si tratta di un sentimento puro, sincero, duraturo, che vince anche ostacoli insormontabili come la guerra e la lontananza (Flaminia e Pierre) o un matrimonio imminente e due diverse estrazioni sociali (Olly e Alberto).

Assieme alle due storie d’amore, è la casa in Rue de Norvins a essere la protagonista di questo lungo racconto e sono proprio le parole di Flaminia, in uno dei tanti ricordi di Olly, che ci fanno capire quanto sia importante: anche quando chi ci ha vissuto se ne va, la casa dove ha trascorso la sua esistenza continua a raccontarci di lui, trattenendone l’essenza.

«Lo sai, vero? […] Non sono le case ad appartenere a noi, siamo noi che in qualche modo e per un tempo limitato apparteniamo a loro. Una casa […] sopravvive sempre al proprietario e ne conserva i profumi, i sentimenti, l’amore e la passione».

Da amante della ville lumière quale sono, ho assolutamente adorato le descrizioni minuziose e accurate che riempiono le pagine di questo romanzo: dalle pittoresche viuzze di Montmartre, al meraviglioso Museo d’Orsay, al romantico paesaggio notturno frastagliato dagli inconfondibili tetti parigini.

«Osservata dall’alto Parigi era fatta di tasselli di grigio cangiante, un vero tappeto di colori, […]: i tetti ora grigi ora scuri si sarebbero argentati alla luce della luna in modo seducente, per poi tingersi in altre ore del giorno di un azzurro violaceo e di un prugna intenso, il tono cromatico di quelle lastre sottili era inscindibilmente legato al mutare del tempo»

L’autrice è stata così brava da rendere Parigi credibile e nostalgica agli occhi di chi già la conosce, e da far desiderare a chi non c’è mai stato di immergersi al più presto nelle sue forme, nei suoi colori e nei suoi profumi.

Particolarità di questo romanzo sono i brani che introducono ogni capitolo: perlopiù musica italiana e straniera degli anni sessanta – si va da Rita Pavone e Sergio Endrigo ai Platters e Frank Sinatra – che ha ispirato o accompagnato l’autrice nella stesura del romanzo e che l’autrice stessa nella nota introduttiva consiglia di ascoltare durante la lettura dei capitoli.

Il linguaggio utilizzato è molto curato, con un lessico ricco ed elegante ed un’ottima padronanza della lingua italiana.

Lettura fresca e scorrevole, consigliata per tutti.

2 pensieri riguardo “Recensione: “FROM ROME TO PARIS” di Monica Gelli

  1. Grazie di cuore, ogni parola di questa recensione mi ha commosso. È sempre un onore essere letta e apprezzata. Monica

    Piace a 1 persona

    1. Grazie a te, riferirò a Stefy ❤️

      "Mi piace"

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