Recensione: “SABRAMAELIN” di Gianmario Mattei – ed. PubMe, collana Segreti in giallo edizioni

Simona La Corte fa un’attenta analisi di Sabramaelin di Gianmario Mattei, ed. Segreti in Giallo. Un romanzo che vi consiglia, partendo dal primo volume. Andate a leggere la recensione!

  • Titolo: Sabramaelin
  • Autore: Gianmario Mattei
  • Serie: Van Helsing vol 2
  • Editore: Pubme
  • Collana: Segreti in giallo
  • Genere: vampiri
  • Pagine: 197
  • Ebook: 2.99
  • Disponibile su kindle unlimited
  • Cartaceo: 16
  • Data di uscita: 29 marzo 2021

Trama

6 settembre 1890.

Stephan Van Helsing è ormai certo che a spingere suo padre Abraham a lasciare la città non vi sia alcun male soprannaturale, solo un’alienazione senza freno. Deciderà di partire per trovarlo al più presto e sottoporlo a cure adatte a riportarlo alla sanità mentale che tanto lo ha contraddistinto nel corso della sua vita e brillante carriera da medico. L’ora però è tarda, la notte stranamente gelida e inclemente, Stephan rimanderà la partenza per l’Inghilterra alle prime luci dell’alba. Nell’attesa, continuerà la lettura delle memorie dei suoi antenati, che lo attirano magneticamente a loro.

1452.

Un tono di voce che colpì profondamente Boudjiewin, che senza rispondere si limitò a chiudere gli occhi lasciandosi sopraffare dalla vergogna. «Ora sapete, Leda, conoscete il mio segreto» disse melanconico Boudjiewin. «Lo spregevole prezzo che ho pagato per aver posato gli occhi sulla Porta Rossa, per aver camminato nel fiume di sangue che fluiva dalla sua sottile soglia.»

Sono passati ben otto anni dalle vicende narrate da Boudjiewin Van Helsing nel suo diario. Amsterdam è cambiata, Boudjiewin è cambiato. Dell’uomo che era un tempo rimane solo la ferrea forza di volontà e alcune certezze maturate durante il suo errare di cui parla mal volentieri.

Le forze oscure nel loro eterno operare e persino Gonnarath, la morte personificata, lo piegheranno ad affrontare il suo destino.

È il 1890 quando Stephan Van Helsing legge il diario del suo antenato Boudjiewin. Nella sua villa ad Amsterdam, il giovane medico è terrorizzato da quei racconti fantasiosi, frutto di una mente irrequieta e instabile (secondo il suo parere), ma ciò che lo disturba parecchio è il contenuto delle ultime lettere del padre che riportano storie simili a quelle appena lette nelle memorie di Boudjiewn. Stephan teme che il padre possa essere caduto nelle grinfie di quel male che aveva curato per anni… quella stessa follia che aveva distrutto anche la mente della moglie. Ancor più sconvolgente, però, è la lettera che ritrova tra quelle pagine – scritta dalla madre di Stephan – nella quale si rivela l’esistenza di altri diari del loro antenato.

Da questo momento, si torna indietro di quattrocento anni, ovvero nel periodo in cui Boudjiewn Van Helsing, posseduto da un potere oscuro e brutale, combatte contro una forza malefica che ha attaccato la Congrega delle Maegi: sacerdotesse dei Signori della Foresta e reggenti che proteggono l’Equilibrium nel mondo magico. Quest’essere malefico, più temuto dei vampiri e di tutte le altre creature soprannaturali, vuole destabilizzare l’equilibrio e per fermarlo bisogna coalizzarsi persino con il nemico.

L’intreccio si svolge su più livelli narrativi: da una parte la storia segue le vicende delle Maegi che si intrecciano con quelle di Boudjiewn Van Helsing, dall’altra ci sono quelle di Gabriel e degli altri personaggi che i lettori hanno conosciuto nel precedente volume della serie (Il richiamo del sangue). C’è un nuovo personaggio, Flip Rouet: lo conosciamo nei primissimi capitoli del romanzo, ma successivamente di lui non c’è più alcuna traccia. Credo che lo incontreremo di nuovo nel prossimo sequel; tuttavia, non nego che avrei preferito vederlo di più in azione − soprattutto dopo ciò che gli accade! − e capire la connessione che sussiste tra lui e Boudjiewn.

Non vi svelerò altro della trama perché essa è molto complessa e rischierei di rivelarvi più del dovuto per cui, dato che si tratta di un volume di “transizione” tra il precedente e il prossimo che uscirà, vi avverto già che è assolutamente necessario conoscere la storia dall’inizio per poter comprendere le dinamiche di questa parte.   

Prima di concludere, comunque, vorrei soffermarmi su alcune osservazioni personali.

A parte la figura di Flip che mi ha lasciata perplessa e qualche refuso che mi ha disturbata durante la lettura, ammetto di aver avuto non poca difficoltà a seguire il corso degli eventi. Avrei preferito una cronologia più accurata che scandisse meglio il tempo e mi permettesse di passare da un episodio a un altro – e da un gruppo di personaggi all’altro – senza confondermi, invece ho avuto la sensazione che la storia si svolgesse troppo velocemente.

Nonostante queste incertezze che, ripeto, sono solo delle mie considerazioni personali, sono sicura che gli appassionati del genere si lasceranno coinvolgere con piacere dalle avventure di Boudjiewn Van Helsing.

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