Recensione:”DEL PRIMO AMORE” di Manuel Sgarella (Ode Edizioni)

Toccante versione romanzata sulla vita e carriera di Giuditta Pasta, voce meravigliosa della lirica dei primi decenni dell’800 e sul compositore Vincenzo Bellini. Dalle premesse non ho potuto a fare a meno di leggerlo. Ecco cosa ne penso…

  • Titolo: Del primo amore
  • Autore: Manuel Sgarella
  • Editore: Ode Edizioni
  • Autoconclusivo: sì
  • Genere: Romance storico
  • Ebook: 1,50
  • Kindle unlimited: sì
  • cartaceo: 13,99
  • Data di uscita: 4 aprile 2021

TRAMA

L’amore fra Giuditta e Vincenzo è un sentimento puro che resiste negli anni duri delle lotte per la
conquista della libertà. In un’Europa post-napoleonica, i due protagonisti vivono le medesime
passioni di spirito che accenderanno il Romanticismo. È in questo sfondo storico che emerge,
intensa e contrastata, la storia fra la cantante Giuditta Pasta e il compositore Vincenzo Bellini.

Un amore intenso, ingabbiato, impossibile.

Se si parla di opere, è inevitabile che io mi senta a casa, ne sono appassionata sin da bimba. Manuel Sgarella mi ha fatto conoscere una piccola parte della storia della lirica che io non conoscevo, incorniciato in un periodo storico agitato in Italia.

Napoleone è appena un ricordo e la penisola italiana torna perlopiù sotto al giogo degli austriaci. Sono gli anni in cui scoppia il Romanticismo – in letteratura, nella musica e nelle arti in generale – e non si parla solo di sentimenti amorosi ma anche dell’amor di patria, della voglia impellente di libertà ed espressione. Ideali che in seguito porteranno al Risorgimento. Durante la Restaurazione, in mezzo ai primi moti rivoluzionari della carboneria, percorriamo la vita dell’astro della lirica Giuditta Pasta – personaggio realmente esistito e che l’autore omaggia con questa versione romanzata, composta da verità e fantasia – e della sua relazione platonica – penso si possa definire tale, date le circostanze – soprattutto a distanza, con il noto compositore di Vincenzo Bellini, creatore di bellissime opere quali Norma (Casta Diva), la Sonnambula, Capuleti e Montecchi, Il Pirata…

Giuditta nasce a Saronno, trascorre in seguito la sua esistenza a Blevio, vicino a Como, in seguito a Milano, Napoli, Parigi, Londra e dove il bel canto la conduce. Sin da ragazzina la natura le ha donato una bellissima voce da soprano e questo suo talento è sempre valorizzato dallo zio Filippo, sempre in prima linea nello spingere la nipote verso chi la può rendere famosa, piuttosto che dai genitori, rimasti abbastanza indifferenti in apparenza. La ragazza comincia la sua carriera cantando in teatri e in opere mediocri, non di certo alla sua altezza, ed ecco, comunque, che riesce ad attirare l’attenzione di impresari e addirittura di un notissimo compositore di quegli anni, ovvero Gioachino Rossini, e in particolare di un musicista alle prime armi, Vincenzo Bellini.

Il giovanissimo Vincenzo rimane estasiato dalla giovane Giuditta Negri, se ne innamora perdutamente durante un fuggevole primo incontro pieno di timidezza, un sentimento dei più puri che lo accompagna e tortura negli anni a seguire. Un legame fatto di lettere senza risposta, che si trascina nel tempo sebbene i due siano distanti, e Giuditta si sia maritata con Giuseppe Pasta, un uomo – si può dire inutile? – che non ha mai amato e sposato per colpa dei genitori. Un opportunista e incapace di sentimenti e tenerezze, da cui però nasce l’amata figlia, Clelia.

Nonostante un matrimonio assai infelice, Giuditta non rinuncia né alla sua predilezione verso il canto né al ruolo di madre e riesce a ottiene successi che mai avrebbe sperato, soprattutto stando lontana da Giuseppe. Stringe rare e fruttuose amicizie, sebbene Giuditta non si dimostri mai di carattere aperto, non si conceda mai agli ammiratori, spesso appare fredda e poco disponibile.

Invece questa donna non è insensibile, è innamorata di un giovane che non incontra da anni, non gli risponde alle lettere per non soffrire di un amore impossibile, poiché intrappolata in un matrimonio sterile e che purtroppo la tiene legata agli occhi della società. Giuditta è una donna che si lascia travolgere dalle passioni solamente sul palcoscenico, la protagonista della sua vita non è lei stessa ma lo sono personaggi che interpreta con ardore.

Dall’altra parte troviamo un Vincenzo sempre più famoso e in ascesa, impaziente di comporre delle opere solo per la sua Giuditta, della quale non ha mai perso le tracce, spasimando per lei a chilometri di distanza. Finché… Dovrete leggerlo per scoprire che ne sarà dei due amanti platonici.

Del primo amore è un romanzo sì d’amore, di sentimento, ma contornato da un pezzo di storia molto importante. Intorno alla vicenda di Giuditta e Vincenzo c’è molta agitazione, vi sono i primi scontri tra giovani italiani e gli austriaci a servizio dell’imperatore. Cambiano i modi di vedere le cose, l’amore e l’amore di patria sono al centro dell’attenzione. Questo contesto è evidente nel romanzo, che non appesantisce affatto la storia, anzi la rende più ricca e coinvolgente. Sono rimasta entusiasta della lettura e non lo nego, lo stile è molto scorrevole e non vi sono parti che lo appesantiscono. Ben delineate le figure di due personaggi esistiti, non mi sto a chiedere quali siano le parti vere o romanzate, ma son certa che l’autore abbia azzeccato nel descriverli.

Toccante e commovente, ancora non avevo letto un romanzo che affrontasse questi argomenti. Grazie Manuel per questa storia bellissima e sofisticata.

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