Recensione: “MIA AMATA DUCHESSA” di Maya Banks – ed. Mondadori, collana I Romanzi

Mia amata duchessa di Maya Banks è il primo romanzo – autoconclusivo – della serie Vault Collection. Edito Mondadori, per la collana I Romanzi, lo trovate in digitale su tutte le piattaforme digitali e in edicola ancora per tutto il mese. Un romanzo che vi consiglio… andate a leggere la recensione!

Trama

Per avere un futuro,
lui dovrà salvarla dal suo passato

Il matrimonio di Jillian, contessa di Penroth, è stato un incubo a causa del marito violento, pertanto la notizia della sua morte in mare viene accolta con gioia e sollievo. Finalmente libera, Jillian ignora il lutto partecipando a tutti gli eventi di Londra. Al suo fianco vi è il fidato amico Case, fratello del duca di Whittington, l’unico a conoscere la verità. Per difendere il buon nome della famiglia, il duca di Whittington, Justin, decide di affrontare Jillian, ma scopre che non è il nemico che si aspettava: la contessa è sensuale e caparbia e Justin non ha mai incontrato una come lei. Ben presto la passione travolgerà entrambi, ma Jillian scoprirà che il suo passato non ha ancora smesso di tormentarla…

Note:

MIA AMATA DUCHESSA (Duchess of My Heart) è il romanzo d’apertura della serie ‘Vault Collection’.

La serie proseguirà con “Her Majesty, My Love”, di prossima pubblicazione.

Tra le opere di Maya Banks già pubblicate da Mondadori nella collana I Romanzi, ricordiamo FEBBRE (Rush), FIAMMA (Fever), FURIA (Burn), NEL LETTO DI UN HIGHLANDER (In Bed with a Highlander), LA SEDUZIONE DI UN HIGHLANDER (Seduction of a Highland Lass), LA PASSIONE DI UN HIGHLANDER (Never Love a Highlander), INCONTROLLABILE SEDUZIONE (Never Seduce a Scot) e DESIDERARE UN HIGHLANDER (Highlander Most Wanted).

Ambientazione: Inghilterra, 1818 (periodo regency)

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta

Londra, novembre 1818

Justin Devlin, ottavo duca di Whittington, appena rientrato dall’India si ritrova a che fare con le beghe di famiglia: mettere a tacere le chiacchiere che riguardano il fratello minore.

A quanto pare, Case si è impelagato in una turbinosa – ma soprattutto presunta – relazione con una vedova ben più che allegra. Tale situazione rischia di mettere in serio pericolo il nome della famiglia e futura unione del maggiore dei fratelli; sebbene Justin aspiri a un matrimonio d’amore come quello dei suoi genitori – anche se non ve n’è ancora traccia  – non vorrebbe che un’eventuale scelta futura gli venga preclusa da certi comportamenti sconsiderati… d’altronde è un Duca, perdiana!

Tuttavia, per qualche istante, i cattivi pensieri si infrangono di fronte a una celestiale visione…

“Sedeva lì e guardava i cigni, la posa malinconica, il mento poggiato sul palmo della mano. […] Neppure il più talentuoso dei pittori sarebbe stato in grado di catturare appieno la sua grazie. Quei capelli corvini, quegli occhi di smeraldo, quelle labbra piene e sensuali: chi era?”

Già, chi era colei che in pochi istanti di risa, spavento e passione repressa, gli si è stampata nella testa, scordando ciò che era andato a dimenticare lì – in un attimo di divagazione –, a Hyde Park?

Ma la Londra dei salotti, del ton è estremamente piccola e ignobile quando si prefigge di scagliare tiri mancini… e durante il primo ballo dal rientro in città, il sogno e l’incubo, per Justin, si incarnano in una sola persona: la contessa di Penroth.

Giovane e bellissima, non è come si immaginava una vedova; ma soprattutto così sfacciata, nel vestire e nell’ostentare la sua condizione… La particolare amicizia di Case e quell’insensata attrazione che egli stesso prova per la contessa non possono giovare al bene della famiglia, continua a ripetersi il duca! Tra insulti, battibecchi e l’irresistibile voglia di baciarla, Justin si trova sempre più spesso in contatto con la donna, grazie alle disavventure in cui è incappata e dalle quali Case sente di doverla proteggere.

Due fratelli che in maniera diversa amano la stessa donna; una lady in continua fuga dal passato, che lotta con un fantasma che non sembra più tale. Sappiamo già a chi Jillian è destinata, ma non conosciamo a quali compromessi dovrà sottostare, quanti patimenti ancora le aspettano per il tanto agognato lieto fine. Vi consiglio di mettervi comodi per questo viaggio intenso, in un intreccio di inganni, malintesi e amore.

Nel breve riassunto ho nominato appena la protagonista, dandole solo una stereotipata descrizione in una giornata triste a Hyde Park. Ma Jillian è davvero tanto altro oltre l’apparenza che la condanna, che le ha appiccicato addosso un’etichetta che non le appartiene; se da un verso è stata la vendetta a spingerla verso certe decisioni, dall’altro vorrebbe essere, in qualche modo, compresa per le stesse. La contessa, perlopiù, indossa una maschera, scalfita solo da tre eccezionali personaggi: i fratelli Devlin e la contessa madre di Winthtrop. Con l’esempio di lady Bea abbiamo la conferma di quanto conti di più il buon nome di chi ti spalleggia che il comportamento tenuto; basteranno poche parole a rinfrancare il buon nome di Jillian.

La forza, la complicità e l’affetto di due donne. La temerarietà di Justin e Case dei quali abbiamo ampliamente parlato; anche questi ultimi sono ben costruiti e agiranno, a un certo punto, seguendo il cuore. Il Duca, infine, potrà davvero vantare di aver seguito l’esempio dei genitori!

A dei personaggi positivi si antepone l’antagonista che farà penare il lettore all’infinito, ma di cui non posso dirvi altro. Tuttavia vi troverete a riflettere, per l’ennesima volta, sulle condizioni della donna e su quali stratagemmi era costretta ad adattarsi per avere il rispetto dovuto. È vero che adoriamo immergersi in queste finzioni, ma dietro c’è la storia che racconta di abusi con cui ancora, in maniera diversa, ci troviamo a fare i conti. Una riflessione che mi spinge ad amare ancor di più questo genere di romanzi. Maya Banks ha ricostruito una delle tante verità, con arguzia, sapienza e anche una certa freschezza, oltre a cotanta passione; rimarrete colpiti dall’immediata attrazione tra Justin e Jillian, apparendo quasi surreali… ma sapete, le anime affini si riconoscono al primo sguardo, l’importante è far capire loro che sarà un “per sempre”.

— Ma se non riuscite a immaginare di stare lontana da un uomo, se il pensiero di rimanere sena di lui vi causa un’angoscia incommensurabile… allora mia cara, siete innamorata.

Secondo me l’autrice, con semplicità, c’è riuscita a far arrivare questo romanzo nel cuore dei lettori.

Proprio per tutto ciò, vi consiglio “Mia amata duchessa” ricordandovi che è il primo volume (autoconclusivo) della serie “Vault Collection”. Sono certa che, come me, sarete curiosi di incontrare i prossimi protagonisti. Buona lettura!

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