Recensione: “IL VINCOLO DEL RIFIUTATO” di Mariarosaria Guarino – ed. Triskell Edizioni

La nostra Stefy Sciama è rimasta molto colpita da IL VINCOLO DEL RIFIUTATO di Mariarosaria Guarino, ed. Triskell Edizioni. Vi consiglio vivamente di leggere la sua recensione.

  • COLLANA: RAINBOW
  • Titolo: Il vincolo del rifiutato
  • Autrice: Mariarosaria Guarino
  • ISBN EBOOK: 978-88-9312-978-7
  • ISBN CARTACEO: 978-88-9312-982-4
  • Genere: Urban Fantasy
  • Lunghezza: 225 pagine

Trama

C’è un filo sottile che separa il mondo delle fate da quello degli umani. Mondi diversi e inconciliabili. Devon non lo sa, ma lui è capace di vederli entrambi. Si è sempre sentito fuori posto, emarginato, non compreso dai suoi stessi genitori, e vive portandosi dietro il fardello di un senso di colpa che non lo abbandona.

Kaden appartiene all’altro mondo ed è un rifiutato, un essere sospeso tra bene e male che sopravvive grazie all’oscurità. Lui deve uccidere il veggente. E il veggente è Devon. Ne va della sua vita, della vita del suo mondo eppure, non appena incrocia il suo sguardo, sa di non poterlo fare, perché c’è qualcosa, negli occhi di quel ragazzo, che ribalta tutte le certezze su cui si è costruita la sua vita a metà. Per la prima volta, Kaden si sente intero e desideroso di un futuro.

Due anime a metà che si completano, ma l’una è destinata a distruggere l’altra per effetto di una profezia che non lascia loro scampo. I loro sentimenti sono sbagliati, inopportuni, ma inarrestabili. Come puoi innamorarti di una persona che sai che dovrai uccidere? Come puoi amare qualcuno che sei destinato ad annientare? In una corsa contro il tempo, sospesi tra il mondo umano e quello delle fate oscure, i due ragazzi dovranno trovare una strada, l’unica strada che forse potrebbe riportare la pace tra i due universi. E anche salvare le loro vite.

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta

Premetto che il fantasy, in particolar modo l’urban fantasy, è uno dei miei generi preferiti. Quindi sono stata felicissima di poter intraprendere questa lettura per il blog.

Arrivo subito al dunque e vi dico che il romanzo mi è piaciuto e anche parecchio.

A prescindere dal genere, prediligo le storie in cui si scava nella psicologia dei personaggi, in cui si riesce a captare ogni sfumatura dei loro pensieri, diventando quasi spettatori delle loro anime. E apprezzo ancor di più se tutto questo viene affrontato senza pesantezza perché la lettura deve comunque risultare scorrevole. Ecco, l’autrice a parer mio ha saputo coniugare perfettamente questi due aspetti.

La storia si svolge a Philadelphia, ma potrebbe essere ovunque perché non ci sono riferimenti precisi alla città. É molto più importante l’aspetto paesaggistico – i boschi e i laghi – ambientazione centrale di parte delle vicende.

È un fantasy MM, dunque i due protagonisti sono due ragazzi, entrambi appartenenti al mondo fatato. Da una parte abbiamo Devon, giovane professore universitario, rimasto orfano e con un fardello importante che pesa sulla sua coscienza. Per 24 anni conduce una vita da umano, senza sospettare nulla del mondo da cui proviene. Vive da umano sentendosi diverso e solo: è omosessuale e fatica ad accettare la sua natura, soprattutto perché si sente incompreso e abbandonato dalla sua famiglia. Per Devon è uno shock scoprire di essere in realtà un elfo, l’ultimo della sua specie, l’ultimo dei veggenti, una creatura speciale destinata ad avere un ruolo cruciale nella lotta tra il Bene e il Male. È in questo momento particolare della sua vita che Devon incontra Kaden, un altro solitario come lui. Kaden ha un fascino oscuro, è una fata esiliata alla nascita dalla corte Seelie perché imperfetta, rotta, è un rifiutato, condannato a vivere in solitudine e a morte certa. Viene raccolto e cresciuto da un elfo malvagio, che lo lega al potere delle tenebre e che gli inculca per tutta la vita una profezia, secondo la quale la sua sopravvivenza è legata all’ultimo dei veggenti, o meglio, secondo la quale lui guarirà quando l’ultimo dei veggenti soccomberà.

“Il suo cuore di fata sarà integro solo se l’unico dell’antica dinastia verrà sacrificato. Il primo battito come creatura nuova sarà scandito dall’ultimo respiro del veggente e l’inizio del loro legame sarà sancito dal sangue

A dispetto di quello che a volte sembra essere l’apparenza e l’ineluttabilità degli eventi, può capitare che due anime destinate a scontrarsi, odiarsi, essere l’una l’antitesi dell’altra, finiscano per stravolgere ogni evidenza e logica razionalità e che arrivino a costruirsi un destino diverso: è proprio ciò che succede a Devon e Kaden, che si innamorano perdutamente l’uno dell’altro, in un percorso non privo di difficoltà. Non posso svelare oltre della trama, per non rischiare di guastarvi il piacere della lettura.

Al di là dell’intreccio fantasy – fate guardiane, veggenti, elfi, dame del lago e spiriti dei rifiutati – il fulcro del romanzo è la storia d’amore tra Devon e Kaden, due creature tanto simili quanto diverse. Il primo è alla ricerca di sé stesso, spesso è dominato dal timore di osare o, per contro, dall’essere troppo avventato proprio per dimostrare di non avere paura; il secondo invece cerca un riscatto, vuole sopravvivere a tutti i costi, a dispetto di un destino che lo ha condannato a vivere da reietto. Quando li conosciamo, sembrano l’uno luce e l’altro ombra, l’uno la vittima e l’altro il suo carnefice. In realtà, pagina dopo pagina, scopriamo che sono molto più simili di quanto sembrino. Entrambi sono cresciuti con un profondo senso di solitudine e abbandono, sentendosi diversi dagli altri, e sono alla ricerca di un qualcosa che li completi. Man mano si renderanno conto che sono l’uno la chiave dell’altro.

“Parrebbe che l’alternativa all’ammazzarti sia starti accanto, creare un legame che ci unisca”

L’amore tra Devon e Kaden è dolce, genuino, ma anche passionale. Le scene di sesso esplicito in un romanzo non mi disturbano affatto, anzi. Però mi piacciono solo se scritte con garbo e senza volgarità, pregio indubbio dell’autrice, che è riuscita a renderle tanto delicate quanto sensuali.

“Percepivo il sangue pompare nelle vene come lava incandescente, rendendo vivo il mio corpo, mentre il suo odore mi riempiva le narici”

Mi è piaciuto anche lo stile: prima persona al passato, due POV principali (saltuariamente se ne aggiunge un terzo), una scrittura ricca di dialoghi divertenti, in apparenza semplice, ma solo grazie alla bravura di Mariarosaria Guarino, capace di esprimere concetti tanto profondi e importanti con una sensibilità che rende il testo leggero, scorrevole e diretto.

L’unico appunto che mi sento di fare è che avrei voluto che l’intreccio fantasy fosse maggiormente sviluppato, avrei voluto conoscere meglio la corte Seelie e avere una maggior caratterizzazione dei personaggi secondari di questo mondo sovrannaturale. Naturalmente si tratta di un gusto personale, che nulla toglie alla riuscita e alla qualità del romanzo.

Lettura consigliata agli amanti del genere fantasy e non solo.

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