Recensione: “IL VAGONE SUL BINARIO MORTO” di Cesare Impera (Segreti in giallo)

Un giallo tutto italiano, quello di Cesare Impera. Omicidi e atmosfere noir a Torino “Il Vagone sul binario morto” vi lascerà piacevolmente colpiti.

  • Titolo: Il vagone sul binario morto
  • Autore: Cesare Impera
  • Editore: Pubme
  • Collana: Segreti in giallo
  • Genere: Noir- giallo
  • Pagine: 282
  • Ebook: 2,99
  • Cartaceo: 13,90
  • Data di uscita: 13 marzo 2021

Trama:

Torino, novembre 2018. Nella notte tra il primo e il due novembre si consuma un terribile omicidio. L’ennesimo. La città è sconvolta. Stavolta la vittima è il figlio del Vice Commissario Soletti, da anni in servizio presso la locale Questura. Il feroce assassinio del giovane disabile, ritrovato morto nei pressi di un vagone dismesso della Stazione di Porta Nuova, apre una serie di scenari che affondano le loro radici in un tragico passato.

In una Torino noir e polverosa, il Commissario Calleri e il suo Vice indagano alla ricerca della terribile verità. Tre i principali indiziati. Tra cui due donne. Il cerchio si stringe infatti intorno a Marta e Lisa, figlie di Lara, a sua volta, in passato, accusata dell’omicidio del suo primo marito e poi assolta.

Anche stavolta gli indizi sembrerebbero condurre in un’unica direzione, ma le indagini sfoceranno in un processo dal clamoroso verdetto.

Guai in quel di Torino, nella zona dove è perennemente in sosta un vagone malandato – da pellicola gotica -, su un binario morto, dove un complicato delitto desta l’opinione pubblica. Non è però il primo di una serie di omicidi ancora da archiviare.

Un luogo che viene soprannominato il Bronx, dove si consumano atti di criminalità. Punto d’incontri clandestini tra prostitute e i loro clienti abituali, spaccio di droga e ritrovo di papponi, ubriachi e senzatetto. Una sciccheria, insomma, che non passa inosservata agli occhi della polizia. Ben più grave è la notizia della morte del figlio del vice commissario Soletti, la vittima trovata vicino al vagone. Un rapporto burrascoso, il loro, ecco perchè non si sentivano da diverso tempo.

Ciò non toglie che il padre ne sia rimasto sconvolto. Un caso portato avanti dal commissario Calleri, con la collaborazione del vice e del poliziotto Pilleri. Un’indagine che incastra non spietati uomini, bensì due donne. Lisa e Marta, sorelle adottive spesso in disaccordo ma non differenti sulle attività svolte: entrambe si prostituiscono, si definiscono escort quindi si concedono per una gran quantità di denaro. Non due santarelline, neppure nelle loro tattiche; donne che sanno far girare la testa alle loro prede. A renderle sospette sono numerose testimonianze, certezze che convincono subito il lettore a risolvere l’enigma prima ancora della polizia, e a metà della storia.

Caso chiuso? No, invece, le indagini sono più complicate di quanto ci si aspetta all’inizio e tutte le carte in tavola potrebbero essere rovesciate, anche perchè gli stessi agenti hanno qualcosa da nascondere.

Un giallo soft tipicamente all’italiana, costruito bene e scritto in maniera egregia, si nota uno stile preparato dell’autore, sia nella scrittura che nel contesto. Tensione flebile e dai tanti personaggi di comparsa – molti sospetti – e protagonisti ben delineati. In particolare l’ambigua e ammaliante Lisa e l’agente Pilleri. Lo consiglio se amate il genere e vi stuzzica inquadrare i presunti colpevoli.

Biografia autore:

Cesare Impera è nato a Santadi, un piccolo centro della Sardegna in provincia di Cagliari. Si trasferisce a Torino in giovane età e completa le scuole superiori al “G. Peano”. Qualche anno più tardi, integrato nella direzione lavori di una società di primaria importanza nel campo energetico, trascorre buona parte della sua gioventù in giro per il mondo. Nei primi anni ottanta viene catapultato in Egitto, poi in Algeria e in Arabia Saudita. Durante la guerra dei sette anni tra Iran e Iraq viene inviato a Baghdad in missione e più avanti a Bassora. Trascorre un lungo periodo in Sud America e Centro America: Ecuador, Honduras eccetera. Nei primi anni novanta, durante la guerra del golfo, viene mandato in Arabia Saudita e là, in un grande complesso industriale vicino Gedda, finisce la sua carriera da trasfertista. Rientrato a Torino trascorre diversi anni a capo di una società d’impiantistica, una volta andato in pensione si dedica alla lettura e alla scrittura di romanzi gialli. Questa è la sua prima pubblicazione.

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