Recensione: “LA STANZA DA DISEGNO” di Deborah Begali

Una storia che non può lasciarvi indifferenti, dove temi che erano importanti nel 1861 trovano riscontro, con tante similitudini, anche dopo più di cento anni. Magistrale negli approfondimenti Deborah Begali che ci porta direttamente ne “LA STANZA DA DISEGNO”.

  • Titolo: LA STANZA DA DISEGNO
  • Autore: Deborah Begali
  • Editore: self publishing
  • Data pubblicazione: 6 marzo 2021
  • Pagine: 368
  • Prezzo: 3.99 digitale

Trama

“Dall’autrice di Georgiana un nuovo appassionante romance storico ambientato nella contraddittoria epoca vittoriana.”

Londra, 1861. I Beaux Boys, quattro gentiluomini appartenenti all’aristocrazia cittadina capeggiati da Nathaniel Claymore, trascorrono le giornate viziosamente tra bordelli e fumerie d’oppio. La casa di Linson Grove è il ritrovo del quartetto di scapoli per lasciarsi tentare da ogni genere di perdizione. Un giorno di fine estate il maggiordomo annuncia l’arrivo di Sadie Grace Lawrence, enigmatica nuova cameriera. Dal momento in cui la domestica mette piede in casa, Nathaniel Claymore non nasconde il proprio disappunto per per le sue origini irlandesi. Presa di mira da atteggiamenti dispotici e malcelato disprezzo, la giovane non si lascia intimidire ben sapendo di dover tacere un indicibile segreto. I due protagonisti dovranno fare i conti col proprio passato, osteggiati dal comportamento altezzoso del bel mondo e dai giudicanti bisbiglii della servitù. Un dramma sentimentale che prende le mosse da un quartiere alto-borghese di Londra e che si addentra nei bassifondi dell’epoca vittoriana trattando temi quanto mai attuali quali la condizione femminile e il difficile ruolo della donna nella società.
Genere: dramma d’amore autoconclusivo ad ambientazione vittoriana

La verità era che i Beaux Boys non li conosceva quasi nessuno e pochissimi li avevano sentiti nominare. Eppure, quel bizzarro gruppo formato da quattro giovini perditempo della media aristocrazia londinese esisteva eccome. Solo che, fino a quel momento, i Beaux Boys non avevano creato trambusto a sufficienza per poter salire agli onori della cronaca.

Nathaniel Claymore, J. Thomas Sheffington, Adam Proctor e Herbert Levin vivono le giornate sopra le righe, circondati da donne, in compagnia di alcol e oppio e parecchio dediti alle zuffe. Ognuno di loro ha un segreto, dei conti in sospeso, ma all’apparenza Nathaniel è colui che ha più da perdere… soprattutto se non riuscirà a cogliere la chance che si incarna nel volto di Sadie Grace Lawrence.

La squadrò mentre indietreggiava. La donna si raccolse con delicatezza i capelli fiammeggianti alla luce della lampada. La chioma rossa rifletteva le mille vibrazioni del fuoco. Claymore non aveva mai visto niente di simile. I suoi capelli erano tremendamente vividi: rossi sul capo e quasi biondi sulle punte. La trovò inquietante […] Non solo la governante ma anche altri della casa le avevano riferito che Clyamore disprezzava l’Irlanda tutta e chi l’abitava.

Sadie arriva a Linson Grove con il tormento nell’anima e un pezzo di cuore ancora nel Dorset; un grosso guaio le ha fatto perdere il posto di istitutrice declassandola a semplice sguattera. Non le sono state fornite referenze ma semplicemente un tetto sicuro dove stare. Compagna di stanza di Hive e sotto le direttive di Logan, le giornate scorrono piene di difficoltà, grazie anche a mansioni mai svolte con cui trova difficoltà a cimentarsi. Ma uno di questi giorni scopre un luogo segreto, dato che nessuno può avervi accesso: la stanza da disegno. Incuriosita, grazie alla sua abilità nel disegno con il carboncino, Sadie riuscirà a infiltrarsi e a sottrarre qualcosa che desta in lei un certo interesse… Iniziano i guai per la cameriera quando Claymore – il padrone di Linson Grove – si accorge del pezzo mancante. Tutti i sospetti ricadono sulla Lawrence e per riparare al danno dovrà sottostare al ricatto di Nathaniel.

«Ovunque io vada porto la morte con me, signore.»

Sadie si sentirà oppressa, perché ciò che le chiede il padrone risveglierà vecchi fantasmi e LORO proveranno a condurla sulla deviazione totale. Combatte affinché non ricada negli stessi errori… ma qualcosa di imprevedibile si interpone tra lei e il padrone: un’insana attrazione. Ciò non è cosa ben vista da più persone che cercheranno di fermare le gesta sconsiderate di Nathaniel.

«Dovete venire con noi, è stato disposto un ricovero nei vostri riguardi in uno dei migliori ospedali di Londra»

Pazza o scomoda? Per il suo bene o per il male di Claymore? Tra queste parole si nasconde la chiave… e nelle menti e nei cuori dei protagonisti il dolore. Dolore per ciò che hanno perduto e che ancora dovranno provare affrontando la verità… necessaria a renderli finalmente liberi dai rispettivi passati!

Una storia toccante, profonda, che passa per tematiche ancora molto attuali. Difatti, se la storia principale narra di Nathaniel e Sadie, le sottotrame – oltre a prepararci al climax – presentano quelli che presumo (e spero!) siano i prossimi protagonisti.

Ma torniamo a “La stanza da disegno”. A colpire il lettore è la complessità di Nathaniel e Sadie: lui, aspirante alienista – si è ritirato da quegli studi che continuano ad affascinarlo –, lei mostra i sintomi di un disturbo post traumatico; è facile a questo punto immaginare la frase fatta “l’uno rappresenterà la rinascita dell’altro”, ma davvero sarà così. Le ossessioni che la Lawrence mostra durante i loro incontri, sveglierà nel padrone di Linson Grove sentimenti sconosciuti, facendogli accantonare il pesante fardello “June Harper”. Tutto in lui sarà chiaro, illuminante… e il cuore colmo di amore sarà la salvezza della ragazza.

Struggente, avvincente e appassionante… la scena finale sarà il colpo di grazia per il lettore che sarà testimone di una chiacchieratissima e scandalosa scena – che adoro!

Amo molto la scrittura di Deborah Begali perché non lascia mai nulla per scontato, non insinua dubbi da soddisfare, e grazie ai precisi approfondimenti rende le sue storie sempre così interessanti. Unico appunto – un mero punto di vista – la lentezza iniziale con la presentazione dei personaggi, che per una come me che non legge la trama, non è stato immediato identificare chi sarebbe stato il protagonista.

Ma la mia voglia di scoprire è stata ampliamente soddisfatta. Un romanzo che consiglio soprattutto perché si differenzia dalle letture a cui siamo spesso abituati.

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