Recensione: “SCELGO ME” di A. Valeria Messina – ed. Brightlove

“Consiglio vivamente la lettura di questo romanzo a chi cerca una storia piacevole e leggera ma assolutamente non superficiale, a chi crede nel destino e nelle anime predestinate, a chi ricorda o vuole ricordare le sensazioni uniche che solo “un piccolo grande amore” può dare.”

Daniela Tess vi darà altri motivi per leggere SCELGO ME di A. Valeria Messina, ed. Brightlove; continuate la recensione!

  • Titolo: Scelgo me
  • Autore: A. Valeria Messina
  • Genere: Romance
  • Pagine: 570
  • Volume: Autoconclusivo
  • Prezzo: 0,99
  • Uscita prevista: 23 Febbraio
  • Disponibile: Formato e-book su Amazon e Kindle Unlimited
  • Pubblicato daCollana digitale Brightlove, (Pubme)

Trama

“Provo qualcosa per Daniel Price. Un’altra volta.”

Quando Yvette Nox s’innamora per la prima volta del ragazzo più figo della scuola, ha solo 14 anni. Ma avete presente quelle stupide scommesse? Quelle che portano il principe ad uscire con il brutto anatroccolo del liceo? Ecco, è così che andrà tra loro. Solo un gioco, solo un’innocente scommessa. Due mondi troppo diversi, due vite troppo distanti. E quando Ivy dovrà fare i conti con la sensazione che tutto il suo mondo sta per andare in frantumi, non ci sarà spazio per nessuna cotta adolescenziale.

Così, passeranno cinque anni prima che quelle linee parallele percorrano di nuovo la stessa strada, proprio nel momento in cui la vita di Ivy al college con un altro ragazzo, sembra aver preso la svolta giusta. Ma se ‘giusta’ non fosse abbastanza? E se rivedere Daniel risvegliasse tutte quelle dannate farfalle nello stomaco, a cui lei non ha mai creduto?

Spesso però, a volte, è troppo tardi. Spesso l’amore, a volte, è tutta una questione di momenti, attimi, coincidenze.

A metà strada tra passato e presente, lacrime e baci, Ivy dovrà scegliere se innamorarsi per la prima volta. Di nuovo.

Quando ho visto questo romanzo devo dire che sono stata attratta immediatamente dalla trama e dal titolo. Il titolo in particolare mi ha colpito, forse perché sono in un periodo della mia vita in cui questa frase è, o dovrebbe diventare, un paradigma per me stessa, una stella cometa che dovrebbe guidarmi; forse perché, almeno nel mio caso, scegliermi, a dispetto delle esigenze altrui, è stato sempre difficile. Ero curiosa di come l’autrice avrebbe sviluppato questo tema in quello che è a tutti gli effetti un romanzo adolescenziale. La protagonista principale è Yvette, Ivy, e parlo al singolare perché è la storia di questa ragazza, della sua maturazione e del suo percorso di vita dai quattordici ai diciannove anni.

Mi sentii per un momento un’altra persona. Per due minuti non fui Ivy, cotta del suo compagno di classe che nemmeno la guardava, per un po’ non fui più intrappolata dentro me stessa, dentro un corpo che non mi piaceva. Non dovevo più fingere di stare bene o di essere forte davanti agli altri e spezzarmi dentro, senza dare nell’occhio.

A 14 anni Yvy si innamora follemente del più figo della scuola e subisce ovviamente la sua prima, grande delusione.

«Mi chiamo Bart Simpson».
La classe scoppiò a ridere e il mio viso scattò verso il ragazzo che aveva parlato, le sopracciglia alzate verso l’alto.
Lui si schiarì la voce e continuò: «Scherzo. Sono Daniel Price».
È bello, mi ritrovai a pensare.
Aveva i capelli castani e gli occhi sembravano chiari.
Aveva quell’aria da “non mi importa di niente e nessuno” e un certo fascino che non riuscivo a spiegarmi.
Poi sorrise.
La sua espressione da duro si sciolse.

Si scopre vittima di una scommessa ma, a differenza di altre coetanee, lei non può crogiolarsi nel dolore, ha altri problemi di cui occuparsi. La sua situazione familiare infatti è difficile: vive in una famiglia problematica, dove i genitori hanno un rapporto tossico e la sua principale preoccupazione è salvaguardare il fratello minore. Ma Ivy è forte, sa reagire e non abbattersi. Grazie agli amici veri e a se stessa,  si risolleva, va avanti, non si piega alla volontà di una madre ossessiva e dispotica, si emancipa, si migliora e va a vivere da sola. Questo suo percorso di maturazione la porta a incontrare altri ragazzi e a fare le prime esperienze, sentimentali finché non conosce Mark, in apparenza il ragazzo perfetto, con cui crede di aver dimenticato Daniel e quel primo, folle amore.

Lui è puro di cuore e integro, mentre io sono spezzata. Sono stata spezzata così tante volte che molto spesso lo rimpiango. Vorrei essere integra per lui. Pura solo per lui, perché non si merita i miei frammenti, non si merita i pezzi rimasti di me. È l’unico che mi avrebbe meritata per quella che ero. Per la ragazza ingenua e fedele all’amore che ero prima che cadessi e il tempo riattaccasse i cocci rimasti.

Ma il destino, come spesso accade, ci mette lo zampino e le sue vicende si ricongiungeranno con quelle del suo primo ragazzo. Un Daniel che sembra cambiato, maturato, così come lei che nel frattempo è sbocciata acquisendo anche tanta determinazione. Ivy, suo malgrado, comincerà a vedere formarsi delle crepe nella sua vita apparentemente ordinata e tranquilla. Daniel scuoterà di nuovo le sue certezze e lei dovrà scegliere tra un amore tranquillo e le famose farfalle.

Era qualcosa che aveva conseguenze su tutto il suo viso. Pareva imbarazzato, come se stentasse a credere a ciò che aveva appena detto. Gli occhi divennero dolci e si allungarono verso l’alto, sulla punta; il naso gli si arricciò e le sopracciglia, insieme alla fronte, si distesero, mostrando finalmente quello che realmente era: un ragazzino.
Cavoli, pensai, ci si può innamorare di un sorriso?

Quale amore sceglierà Ivy? E soprattutto, può un rapporto tranquillo essere  quello che davvero la completa, che davvero può darle quello che desidera? O non sarà la passione quella che più parla al suo cuore e che meglio più soddisfare i suoi bisogni profondi?

Il suo comportamento, misto alla mia insicurezza, misto al fatto che mi piacesse, non mi aiutò.
Non mi aiutò per niente, anzi, mi rese ancora più insicura.
In quei mesi, Daniel si era dimostrato per quel che era: il solito ragazzo figo della scuola che piaceva a tutte. Dovevo ammetterlo, non era un cattivo ragazzo, anche se a volte con me si comportava proprio da stronzo.

Il romanzo mi è piaciuto soprattutto perché mi ha ricordato gli anni della mia adolescenza: chi di noi almeno una volta non è stata Ivy, convinta di poter conquistare il più figo della scuola? E quante di noi ci hanno provato, anche migliorandosi, crescendo, maturando? Poi alcune hanno cambiato strada, per percorsi meno accidentati ma ugualmente promettenti; altre forse hanno persistito con quell’idea di amore unico e assoluto, riuscendo alla fine a conquistare l’ambita preda.

I miei capelli, perennemente in disordine e gonfi come una criniera, erano oggetto di scherzo e frasi denigratorie. I miei denti non proprio perfettamente dritti suscitavano battute di cattivo gusto. In realtà, i miei incisivi superiori centrali erano leggermente più grandi della norma e un po’ più sporgenti, e allora? Non per questo era lecito chiamarmi castoro, insomma. Ero magra, okay, forse troppo, e potevano sembrare esagerati su un viso piccolo e scarno, ma a me piacevano… più o meno.

Tutte, sicuramente, abbiamo provato quelle sensazioni uniche, quelle farfalle, quei tremori, quei batticuori che resteranno indelebili nella nostra mente e a cui ripensiamo sorridendo, con dolce nostalgia e con gratitudine, perché è anche grazie a quelle delusioni e alle successive rivalse se siamo diventate ciò che siamo e di cui andiamo fiere.

Risultavo una ragazza poco interessante per lui. Così poco interessante che mi rivolgeva la parola solo per questioni scolastiche, addolcendo il tutto, ogni tanto, con qualche battuta che serviva unicamente per farmi infuriare come quella mattina.
Lui si divertiva.
Quando si è ragazzini e si ha poca autostima come me, si tende a ingigantire i problemi, a farne dei veri e propri drammi. E io ero così. Ne avevo fatto una tragedia, ma poi, quando ero arrivata a scuola, non avevo trovato ragazzi o ragazze che mi guardavano sghignazzando. Tutto era come lo avevo lasciato.

Lo stile dell’autrice è semplice, lineare, anche se ho trovato un tantino eccessivo ripetere e snocciolare tutti i pensieri e le azioni in serie della protagonista; avrei preferito in alcuni punti un minor numero di dialoghi che spezzano troppo la linea narrativa.

All’inizio, il fatto che lui sapesse cosa provavo nei suoi confronti fu un incubo, ma con il tempo riuscii a prendere il lato positivo della cosa. Daniel mi parlava più spesso e, qualche volta, mi incantava, scoccandomi quel suo sorriso mozzafiato.
Faceva il figo.
Non capii perché iniziò a comportarsi in quel modo, ma in un punto minuscolo del mio cervello temevo che gli facessi pena. O forse semplicemente con quella rivelazione aveva capito che esistevo oltre ai compiti che gli passavo.

Le scene d’amore sono dolci e abbastanza soft, in linea con il target a cui si rivolge il libro. La protagonista riesce a creare una positiva empatia con il lettore, proprio per la sua fragilità ma anche per la sua forza. Inutile dire che il protagonista è davvero affascinante e una figura molto positiva. Anche i comprimari sono ben tratteggiati e definiti; molto interessante e originale la figura della madre “villain” e della famiglia così imperfetta ma proprio per questo assolutamente reale.

Aveva la capacità di farmi sentire una nullità, perché lei era mia madre e poteva, anzi doveva sapere tutto di me e delle persone che mi circondavano. Più lei continuava a comportarsi così e più io diventavo schiva, irascibile. Litigavamo spesso. Più la evitavo e più si accaniva.
Iniziò a trattarmi male, a punirmi anche senza alcun motivo, semplicemente perché poteva.
La situazione diventò insostenibile e spesso mi ritrovai a chiedere aiuto a mio padre che, a differenza sua, era un uomo pacifico, calmo e, come me, un po’ sulle sue
.

Mi sono piaciute molto anche le amiche, in particolare Enny e Shila: spero di leggere un seguito sulla prima che ha molto stuzzicato la mia curiosità.

Enny era veramente una bella persona; quelle che si incontrano poche volte nella vita perché sono rare. Era semplicemente buona di cuore e incapace di odiare qualcuno.
Iniziammo a sentirci più spesso. Iniziò a uscire di più e io ne fui felice.

Mi piace molto inoltre il messaggio che lancia l’autrice: spesso quello che appare comodo e tranquillo nasconde invece oscurità inaspettate; mai basarsi su preconcetti, pregiudizi e sulla cosiddetta “esteriorità”, “fama” o prima impressione. Bisogna sempre dare alle persone, anche a quelle che appaiono superficiali, la possibilità di spiegarsi e farsi conoscere profondamente.

Scegliere sé stessi è il regalo più bello e più difficile che si possa fare alla persona più importante della nostra vita: quella persona siamo noi.

Grazie all’autrice per questo piacevolissimo viaggio nel passato e per questa storia tenera e delicata. Aspetto una storia su Enny e sul coprotagonista che non riuscirà a conquistare Ivy ( e che non svelo per non rovinarvi la sorpresa). Consiglio vivamente la lettura di questo romanzo a chi cerca una storia piacevole e leggera ma assolutamente non superficiale, a chi crede nel destino e nelle anime predestinate, a chi ricorda o vuole ricordare le sensazioni uniche che solo “un piccolo grande amore” può dare.

Avevo imparato a non aggrapparmi a nessuno. A contare su me stessa. Avevo capito che, in ogni caso, la persona più importante per me ero io. E che se non fossi stata io a salvaguardare me stessa, a proteggermi, non lo avrebbe fatto nessuno.

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