Recensione: “I SOGNI DI VETRO” di Mariangela Camocardi

Un omaggio a Mariangela Camocardi da parte di Simona La Corte che ha ri-letto SOGNI DI VETRO di Mariangela Camocardi.

  • Titolo: SOGNI DI VETRO
  • Autore: Mariangela Camocardi
  • Editore: MC Books
  • Data pubblicazione: 26 settembre 2017
  • Pagine: 330
  • Prezzo: 2.99

Trama

VALE SEMPRE LA PENA DI CREDERE NEI PROPRI SOGNI…
Vito Giordani allibisce quando una sconosciuta sostiene di aspettare un figlio da lui: non ricorda di aver mai incontrato Virginia, figuriamoci averla messa incinta. Un faccia a faccia che innesca un intenso, aspro rapporto tra loro. La diffidenza e la presunzione del barone feriscono la dignità e l’orgoglio di lei che, delusa, si dilegua. Pentito, Vito vuole ritrovarla, e mentre ogni pregiudizio crolla come un castello di sabbia, scopre il valore di una donna che gli insegnerà cosa significhi amare davvero, e fino in fondo, un’altra persona.
Lady Aileen (Il Paese di Alice…): “Storia dolce, romantica e non mi vergogno a dire che ho pianto come una fontana nella parte finale. Ne consiglio assolutamente la lettura.”

Leggere un romanzo di Mariangela Camocardi è come fare un giro nelle montagne russe: senti lo stomaco balzare su e giù e il cuore fare le capriole nel petto.

Avevo sedici anni quando ho letto il primo romanzo di questa autrice – il meraviglioso Il talismano della dea − ed è stato subito “amore a prima pagina”!

Molti anni dopo, approfittando di una passeggiata al centro commerciale con mia madre – mia inseparabile compagna di letture -, mi fermai nel reparto dedicato ai libri e passai in rassegna tutti i Romance storici esposti tra gli scaffali finché… lo vidi!

Sogni di vetro richiamò la mia attenzione con la sua copertina scura e lucida che raffigurava una donna di spalle. Non mi preoccupai di leggere la trama: doveva essere mio.

Tornata a casa, dopo cena, mi fiondai sotto le coperte e trascorsi buona parte della sera e della notte a leggere e a lasciarmi coinvolgere dalla travolgente passione dei due protagonisti. Per i giorni successivi fu impossibile staccarmi da quelle pagine e, una volta giunta alla fine, mi ritrovai con lo stomaco stretto in un pugno e l’ansia di voler conoscere l’epilogo della travagliata storia di Virginia e Vito.

Come sarebbe finita? Avrebbero avuto il loro lieto fine?

Avevo una sola certezza: i libri di Mariangela Camocardi avrebbero avuto un posto riservato nella mia personale libreria. Ed è stato così che, un anno dopo, felicemente sposata, Sogni di vetro mi ha seguita nella mia nuova casa.

Nei giorni scorsi ho letto un altro suo capolavoro – Nina del tricolore – che ancora non conoscevo e dopo ho sentito il bisogno di rileggere qualche altro romanzo dell’autrice. Sono tornata dunque a visitare la campagna lombarda di fine Ottocento con gli occhi della protagonista, Virginia, e a provare i suoi timori.

Quelle mura parlavano di ricchezza, di agi e di lusso, il che rendeva Virginia, ancora ferma sul cancello socchiuso, penosamente consapevole del suo abituccio di stoffa scadente, dei suoi libri stivaletti, delle mani sciupate.

La pena che prova la giovane diviene la mia e posso immaginare l’espressione arcigna di Elda che la accoglie con altezzosità. Virginia è lì per uno scopo e deve incontrare il barone Giordani a ogni costo. Elda – madre orgogliosa e inflessibile – prova subito una forte ostilità nei confronti della giovane, che sembra avere una certa confidenza con il figlio, e nemmeno prova a dissimulare il proprio astio. Tuttavia, se la ragazza desidera parlare con Vito non può vietarglielo.

L’uomo, però, sembra alquanto spaesato quando rimane da solo con Virginia che gli comunica una notizia sconvolgente: aspetta un figlio suo. Lui è convinto che sia impossibile, nemmeno ricorda l’incontro clandestino con la fanciulla, eppure il tarlo del dubbio si insinua nella sua coscienza insieme a quello del senso di colpa, quando caccia la giovane da casa sua ed ella è coinvolta in un incidente che le costa quasi la vita.

Da quel momento, Vito si sente responsabile per la sorte di Virginia e, benché all’inizio non voglia ammetterlo, prova subito un’irrefrenabile attrazione che lo spinge a rivalutare le proprie decisioni.

Non sarà facile convincere la ragazza ad accettare un matrimonio riparatore e dovrà affrontare una lunga ed estenuante ricerca per ritrovarla, ma Vito è abituato ad ottenere ciò che vuole… e Virginia è diventata la sua ossessione.

La guardava avidamente quando lei non se ne accorgeva, sentendosi sopraffare dal desiderio. […] La maternità l’aveva trasformata nell’immagine stessa della femminilità, seducendoli a dispetto del giro vita ingrossato. […] C’era in lei un fascino più intenso, e doveva stringere i denti per resistere all’impulso di toccarla, tanta era la voglia.

Orgoglio e passione sono i due vettori che guidano le sorti dei due protagonisti e io le ho vissute insieme a Vito e a Virginia, ma con rinnovata sensibilità. Perché se la prima volta mi sono approcciata alla lettura di questo romanzo con la curiosità e l’immaginazione della sognatrice che ero, oggi l’ho rifatto con una maturità diversa e, soprattutto, con maggiore consapevolezza.

L’amore, infatti, è un sentimento che va scoperto nella vita di tutti i giorni e soltanto quando lo si vive pienamente, con struggimento e passione, si possono comprendere i meccanismi di alcune relazioni che nascono in fretta, così come è facile capire l’ardore che brucia il corpo e lo spirito di due amanti.

Se, dunque, siete alla ricerca di una storia d’amore intensa e profonda, nella quale non mancano i contrasti, il mio consiglio è di non lasciarvi scappare questo tesoro fatto di pagine intrise di inchiostro e di emozioni. Se, invece, lo avete letto in passato, vi suggerisco di rispolverare la storia di Vito e Virginia… perché certi amori vale la pena di riviverli.

Un pensiero riguardo “Recensione: “I SOGNI DI VETRO” di Mariangela Camocardi

  1. Grazie Simona, emozione mia per quello che scrivi. Ti abbraccio.

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