Recensione: “QUESTO PAZZO PAZZO AMORE” di Sophie Cousens – ed. Newton Compton

Federica Cabras ci consiglia un’altra lettura imperdibile: QUESTO PAZZO PAZZO AMORE di Sophie Cousens, ed. Newton Compton.

  • Titolo: Questo pazzo pazzo amore
  • Autore: Sophie Cousens
  • Editore: Newton Compton
  • Data pubblicazione: 27 maggio 2021
  • Pagine: 310

Trama

Quante possibilità ci sono di incontrare l’anima gemella?
Quinn e Minnie sono nati insieme, ma non potrebbero essere più diversi. Dopo trent’anni adesso stanno per incontrarsi di nuovo… Minnie Cooper sa con certezza due cose: che il suo compleanno, che cade il primo giorno dell’anno, è sfortunato; e che la causa di tutto è Quinn Hamilton, che non ha mai incontrato. Le loro madri li hanno partoriti nello stesso ospedale subito dopo la mezzanotte dell’ultimo giorno dell’anno, ma Quinn è comparso su tutti i giornali per essere stato il primo bambino nato a Londra nel 1990 e a lui è andato il tradizionale premio in denaro. Come se non bastasse, ha ottenuto anche il nome destinato a Minnie. Quando lei si imbatte casualmente in Quinn a una festa di Capodanno, si convince più che mai che la fortuna abbia continuato a favorirlo: lui è diventato un affascinante imprenditore di successo, mentre lei sta seriamente rischiando di finire sul lastrico e perdere tutto ciò che ha. Ma se Quinn e Minnie appartengono a mondi tanto diversi, perché continuano a incappare l’uno nell’altra? E perché ogni volta sentono quella irresistibile attrazione, come se una misteriosa forza unisse i loro destini?
Instant bestseller del «New York Times»
Oltre mezzo milione di copie in Inghilterra e Stati Uniti
In corso di pubblicazione in 16 Paesi

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta.

“Non puoi cambiare il vento, quello soffierà sempre. L’unica cosa che puoi fare è piantare bene i piedi a terra.”

Siamo al 31 dicembre del 1989 e due quasi neo-mamme sono all’ospedale, in preda alle contrazioni. Una è Connie, una donna tranquilla e alla mano, appartenente alla classe operaia, e l’altra è Tara, benestante e bella come un’attrice nonostante il dolore del travaglio. Nonostante le differenze, nasce una sorta di alchimia. D’altronde, stanno per dare alla luce due bambini e una cosa simile – tra dolore e speranze per il futuro – unisce. Connie, molto più pragmatica di Tara, l’aiuta, dando una mano al contempo se stessa. Tra una tecnica e l’altra per accelerare il parto, si raccontano le loro storie. Connie rivela a Tara il nome che vorrebbe dare alla sua bambina, (quasi) pronta a venire alla luce: Quinn. Sì, le dice, si chiamerà Quinn Cooper. Perché? Be’, le spiega, perché è un nome di famiglia e soprattutto perché è fortunato. Sissignore, la bambina sarà nata sotto una buona stella – Connie ne è certa.

Mentre la mezzanotte si avvicina, inoltre, Connie – che sbarca il lunario da sempre in modo un tantino arrangiato – spera che sua figlia sia la prima nata del nuovo anno. C’è un premio in denaro per il primo vagito del 1990, e lei vorrebbe tanto – lo brama da impazzire, a dire il vero – accaparrarselo. Le due stringono amicizia, si aiutano nei respiri e vengono condotte quasi insieme in sala parto, ma alla fine è amara la sorpresa che viene servita su un piatto di fiele a Connie, il giorno dopo, mentre stringe la sua bambina tra le braccia.

Non solo non ha vinto il premio, che è stato dato a Tara, ma ha perso l’opportunità di continuare la tradizione del nome di famiglia, il nome fortunato… Quinn. Perché la donna bella come il sole anche durante il pre-parto, tra fitte e rantoli di fatica, ha chiamato suo figlio cosìQuinn Hamilton, pupillo di una famiglia ricca, è su tutti i giornali. È il primo nato, il bambino baciato dalla fortuna.

Connie è disperata, si sente tradita e umiliata; il marito allora le propone un nome che in futuro darà tanti problemi alla piccola sventurata Cooper. Minnie. Minnie Cooper, quasi come l’auto.

Sin dalla nascita, la piccola Minnie impara a odiare un tale chiamato Quinn Hamilton, nato il suo stesso giorno ma portatore del suo nome e della fortuna che avrebbe dovuto avere lei. Del resto, Connie glielo ripete spesso: sei nata sotto una cattiva stella, figlia mia. Il giorno del suo compleanno, Minnie Cooper, tende sempre a cercare di nascondersi: le disgrazie, il 1 giorno di ogni nuovo anno, non la abbandonano.

Ma alla fine, proprio durante il compleanno dei suoi trent’anni, lo incontra, incontra l’uomo – ormai lo è – che le ha rovinato l’esistenza, privandola di due cose importanti: il nome e la fortuna nella vita.

Quinn Hamilton è di fronte a lei. E – anche se non lo direbbe nemmeno sotto tortura – non è così male.

Cosa accadrà tra loro? L’odio covato per lungo tempo affiorerà impetuoso o Minnie scoprirà che non è tutto oro quello che luccica?

Ho adorato questo libro. Era da tanto, tantissimo, che non mi immergevo in un testo con questa intensità. Che non desideravo in modo così ardente di andare avanti di pagina in pagina. Che non bramavo arrivare alla parola fine, salvo poi ritrovarmi monca e nostalgica dei personaggi e delle ambientazioni. L’autrice è stata bravissima a farci entrare nella testa di Minnie e di Quinn.

Loro non lo sanno, non ancora, ma il destino non li ha uniti solo il giorno della loro nascita e dopo tre decenni ma innumerevoli volte. E no, non sarà comunque facile trovarsi e piacersi. Quando il rancore si annida nel cuore mettendo radici è difficoltoso dimenticarlo, pensare ad altro. E Minnie è cresciuta con la convinzione che nella vita arranchi, senza mai spiccare il volo, solo perché “è nata sotto una cattiva stella”. Ahi ahi, può essere un gran male convincersi con quell’intensità di qualcosa. Può essere dannoso, controproducente e deleterio. Si è cullata, Minnie, senza sognare in grande, senza vivere in grande, senza avere voglia di fare cose grandi proprio perché nella sua mente è vivo il pensiero di “non essere in grado”, di non avere la stoffa. Per colpa di un nome sbagliato, di un fato che non ha dato a sua madre quel che voleva. E Quinn, che lei reputa aver avuto una vita semplicemente perfetta, ha dovuto combattere molto. E ancora oggi lo fa. La sofferenza spesso si annida anche in famiglie che non hanno difficoltà a pagare le bollette.

Un libro vero, che parla di sentimenti veri. Che non ha fretta di mostrare in tutto e per tutto il cuore delle persone al lettore. Che non è troppo veloce né troppo lento.

E che dà, soprattutto, un insegnamento importante: per amare gli altri, per farlo in modo giusto e completo e totale, bisogna amare se stessi. Credere di essere all’altezza, buttarsi, talvolta, anche quando è rischioso. E agire con sicurezza. Avere la certezza di essere adeguati. E lasciare indietro le paure. E non importa quanto è lungo questo percorso: chi ci ama, ci aspetta.

Ah, altro insegnamento che ho scorto nel libro e che ho fatto mio, tanto l’ho sentito prezioso: le apparenze ingannano. Non dobbiamo sempre guardare alle vite altrui, così come non è necessario concentrarci sempre su qualcosa che non abbiamo. La cosa più bella per noi stessi che possiamo fare è alzarci la mattina e pensare: oddio, ora faccio un elenco di cose belle della mia vita, in modo da non scordare che sono una persona fortunata. Spesso sottovalutiamo amicizie, amori. Non vediamo la bellezza nascosta in ogni singola mattina di sole, in ogni sera baciata dalla luna.

Bello, bello, bello ❤ Punteggio pieno!

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