Recensione: “NEL VENTRE DELL’ENIGMA” di Gabriele Farina – ed. Buendia Books

La nostra Katy Policante ha letto NEL VENTRE DELL’ENIGMA di Gabriele Farina, ed. Buendia Books.

  • Titolo: NEL VENTRE DELL’ENIGMA
  • Autore: GABRIELE FARINA
  • Editore: Buendia Books
  • Data pubblicazione: 13 maggio 2021
  • Pagine: 46

Trama

Una serie di cruenti omicidi insanguinano le strade di Torino. Di chi è la mano che sta giustiziando donne e uomini con scelte così precise e con modalità tanto efferate? E che rapporto hanno gli omicidi con la scuola in cui alcuni ragazzi sono impegnati in quello che è senza dubbio il più importante e pericoloso esame della loro vita?
L’errore è viltà… il resto è silenzio.

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta

Nel ventre dell’enigma è la terza tappa di un progetto molto più ampio ideato da Pupi Oggiano ed è la novelization dell’omonimo film. Il corpo del progetto dovrebbe essere formato da sei film, che si troveranno in altrettanti DVD distribuiti da Home Movies, corrispondenti a sei fiaschette Buendia Books con questo programma di pubblicazione:

  • 2019  La paura trema contro, Corrado Artale
  • 2020  Ancora pochi passi, Gabriele Farina
  • 2021  Nel ventre dell’enigma, Gabriele Farina
  • 2022  … e tutto il buio che c’è intorno, Gabriele Farina
  • 2023 e 2024 altre due opere di Corrado Artale.

Nel ventre dell’enigma è un racconto prima di tutto introspettivo. L’uomo si pone di fronte all’enigma con un atteggiamento di sfida con l’obiettivo non dichiarato di risolverlo per superare se stesso, per dare un senso alla propria dimensione e trovare le risposte che cerca. Nella scuola di cui si fa cenno nel racconto, tutto è quiz, mistero, enigma; ogni aspetto è radicalizzato e portato all’ossessione in un universo parallelo a quello reale, in una dimensione che si percepisce quasi onirica, piena di figura sfuocate in contesti dipinti con pochi colpi di pennello, volutamente lasciati alla libera interpretazione del lettore.

Tutto il racconto è, dunque, una metafora della vita stessa e del concetto di sé che ognuno ha. Gli studenti protagonisti proiettano le loro paure sul rebus che elaborano come compito d’esame, contestualizzando in modo efferato la morte dei loro personaggi, tutti uccisi dalla personificazione del male, la loro professoressa.

Tutto nel racconto è diverso da come sembra, ma l’essenza della soluzione dell’enigma è proprio lo specchio delle emozioni provate, un coup de théatre che svela spesso, dietro alle maschere, scomode realtà. L’essenza del racconto è, dunque, un’eterna danza tra il bene e il male, tra la vita e la morte, tra le domande e le risposte che la vita pone. Il resto è silenzio (cit.).

Quattro libricini enigmatici.

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