Recensione: “PURPLE INNOCENCE” di Hellen C. Worth

Recensione irresistibile per Daniela Tess che ha letto PURPLE INNOCENCE di Hellen C. Worth. Ditemi la verità, non vi ho incuriositi? Correte a leggere!

  • Titolo: PURPLE INNOCENCE
  • Autore: Hellen C. Worth
  • Genere: Romance contemporaneo, Erotic Romance
  • Pagine: 297 pagine e-book
  • Prezzo: € 2,99 e-book – offerta lancio € 1,99 per la prima settimana
  • Disponibile su Kindle Unlimited
  • Independently published

Trama

Quello che è rimasto di Sergio, dopo la morte della moglie, è solo un guscio. Il rancore per la figlia a cui attribuisce la colpa per la perdita lo tormenta. Sentimenti come amore e affetto sembrano non poter più essere contemplati nella sua vita ormai ridotta a un limbo offuscato, ma l’irruzione di Viola, un’ingenua ragazza alla pari, lo costringerà a fare i conti con i suoi demoni mettendolo con le spalle al muro. Chi è il lupo? Chi è l’agnello? Sensualità e forti sensazioni fanno da cornice a una storia che solleticherà le vostre emozioni.

Quando al blog è arrivata la segnalazione di questo libro devo dire che sono rimasta subito colpita dalla trama e dalla copertina. Ho passato alcuni giorni prima di richiederlo, perché avevo davvero tante letture. Ma il romanzo di Hellen era sempre lì che mi guardava, sembrava quasi che mi pregasse di prenderlo e di leggerlo. Così mi sono decisa, spinta anche dai prestavolto presentati dall’autrice, devo ammetterlo. L’inizio è stato scoppiettante, un vero e proprio colpo di fulmine tra me e i personaggi. Ho cominciato a leggere, anzi a divorare le pagine e arrivata all’80% mi sono fermata per gustarmi il finale e diluirmelo in più giorni, perché ero triste di dover abbandonare questi personaggi e questa “favola” così presto. La chiamo “favola”, nel senso più positivo del termine perché ha soddisfatto quello che io cerco in una lettura, soprattutto in questo periodo complicato e difficile. Purple Innocence è la storia di una giovane innocente, Viola, che appena uscita dal convento viene assunta da un vedovo, Sergio. L’uomo ha una bambina piccola, frutto del matrimonio con Livia. Dal giorno della disgrazia Sergio ha come smesso di vivere: va avanti per inerzia, lavora e si distrugge di fatica, trascurando e ignorando anche la figlia perché non riesce a dimenticare quel grande, unico amore che la bambina gli ricorda continuamente.  

Vorrei morire, lasciare questo mondo che per me non ha altro scopo se non la sofferenza. Il dolore scorre nelle mie vene ed è ormai parte integrante di me stesso. Mi chiedo che senso abbia continuare. Mi accascio a terra, scivolando con le spalle al muro. Le lacrime si confondono con l’acqua che scende dalla doccia. Mi sento così solo. Solo e vuoto, come quel cuore che ho seppellito assieme a mia moglie e che, per questo motivo, non tornerà più a battere, per niente e per nessuno.

Su consiglio di un’amica. Sergio capisce di non poter continuare a vivere in questo modo e accetta di assumere qualcuno che possa aiutarlo. Si aspetta che arrivi una donna risoluta e capace che potrà prendersi cura della piccola Sofia e che gli permetterà di continuare a crogiolarsi nel suo dolore. Nulla di più sbagliato:  arriverà invece una ragazza giovanissima, appena uscita dal convento, completamente ignara della vita e del mondo.

«Senti,» torno a rivolgere la mia attenzione alla ragazzina, «ci deve essere stato un errore. Io non…» cerco di esprimermi con maggiore delicatezza possibile. In fondo, un tempo, conoscevo le buone maniere. «Non ho tempo di fare la balia a nessuno.» Bambi sembra sul punto di mettersi a piangere. Mi passo nervoso le dita dietro la nuca. No, così non va, devo aver sbagliato qualcosa. Gloria sgattaiola in fretta dal bancone e ci raggiunge. «Sergio, non essere drastico, la ragazza mi ha assicurato di saper badare alla casa e di essere in grado di fare un sacco di altre cose. Non è vero, bambina?» Questa annuisce vigorosamente. «Cristo Santo,» mormoro tra i denti, «mi avevi detto che si trattava di una studentessa universitaria, non di una…bambina!» «Ma lo è!» Esclama la mia amica afferrandomi per il gomito. «È per questo che mia sorella mi ha implorato di trovarle una sistemazione. Hanno già fatto un’eccezione permettendole di rimanere in istituto fino al temine delle scuole superiori, ma ora questo non è più possibile. La ragazza non ha un posto dove andare e non potrà continuare il suo percorso di studi se non la prendi con te. Sei la sua unica speranza.»

Sergio resta sconvolto nel conoscere Viola e il primo impulso sarà quello di licenziarla e farla tornare da dove è venuta. Ma quella ragazza così ingenua, pura, riesce dove molti hanno fallito: a creare una crepa nel muro di dolore e disperazione dell’uomo. All’inizio lui pensa che sia pietà, tenerezza, voglia di proteggere una donna giovane e sprovveduta. Ben presto, però, Sergio torna a sentire sensazioni, sentimenti, emozioni che non provava da tempo.

Ti prego, Viola, allontanami! Una inutile preghiera recitata quando già è troppo tardi, e la mia bocca incosciente, attirata come una falena dalla fiamma, si è impadronita di quella carne delicata, rivendicandone il possesso. Dimentico di qualsiasi cosa, la assaporo e la vezzeggio, con l’accortezza che si riserva alla prima volta. Ne riconosco con inorgoglito piacere l’inesperienza, e l’accompagno alla scoperta. Lentamente, gentilmente, senza forzature, andando contro alla fretta e alla smania che l’istinto mi vorrebbe suggerire. E la piccola cerbiatta tenta di ricambiare. Timida, si sporge e mi offre all’assaggio le sue labbra, schiudendole per me, come invitanti petali, ignara della potenza racchiusa in un tale, innocente gesto.

Quella ragazzina pudica e innocente, lo provoca, lo eccita, lo intriga come altre donne, ben più mature e sofisticate non sanno fare. Ma non solo Viola non gli permette di ignorarla, sebbene non faccia nulla per farsi notare ma gli venga spontaneo; non permette all’uomo di ignorare sua figlia e fa in modo di ricostruire un legame tra il genitore e la sua bambina.

Ovviamente se da una parte il corpo, il cuore e la mente dell’uomo sembrano risvegliarsi dal lungo torpore e tornare alla vita, la coscienza lo pungola e non lo fa stare tranquillo: come può iniziare una relazione con una ragazza così giovane? Come potrebbe essere così egoista? Lui è padre, ha già vissuto certi sentimenti e fatto determinate esperienze. Non dovrebbe lasciare che Viola sbocci, maturi e faccia le proprie? Eppure, il pensiero che qualcuno la tocchi e condivida delle intimità con lei lo fa diventare pazzo. Cosa farà Sergio? Prevarrà l’attrazione o il buonsenso? E Viola, è davvero pronta per una relazione con un uomo adulto? Potrebbe essere davvero la persona giusta per lenire le ferite di quella famiglia?

Turbamento. Perché la realtà è che, in questo momento, darei l’anima per essere davvero Livia e avere, così, pieno titolo per poter approfondire questa speciale unione tra un uomo e una donna. Un bacio. Il mio primo bacio. Con un uomo vedovo che mi crede la moglie morta. Il pensiero mi destabilizza, scaraventandomi improvvisamente nella buia realtà.

Una favola moderna, che mi ha coinvolto dall’inizio alla fine. Un amore tenero, delicato che a un certo punto diventa anche passionale senza mai scadere nella volgarità. Ho amato entrambi i protagonisti: Sergio, bellissimo, tormentato, un uomo virile ma anche tenero, dolce e protettivo con la sua donna. Hellen è riuscita a farmi sentire ogni stilla del suo dolore e ad entusiasmarmi con la sua rinascita. Ho adorato, parimenti, Viola: una ragazza ingenua ma non sciocca, un concentrato di bellezza esteriore ma soprattutto interiore: semplicità, generosità e spirito di sacrificio ne hanno fatto davvero un’eroina ideale.

L’inatteso impatto con qualcosa di solido mi fa barcollare. Due mani grandi e forti mi sostengono per le braccia, evitandomi un sicuro tonfo sul pavimento di legno. «Attenta!» Mi rimprovera con voce cavernosa Sergio, sovrastandomi. Sono costretta a guardarlo negli occhi e, solo in questo istante, mi accorgo della meravigliosa sfumatura di grigio delle iridi. Ma è quando abbasso lo sguardo che quasi mi sento venir meno. È nudo. Dalla testa alla cintola è completamente nudo; ha solo un asciugamano in vita che lo copre. Oh. Mio. Dio! Apro la bocca per emettere un grido ma la mano di Sergio è più svelta e me la tappa. Con un gesto altrettanto rapido, mi prende per la vita e mi volta, imprigionando la mia schiena contro il suo petto. Non ho mai visto un uomo da così vicino, tantomeno con addosso così pochi vestiti. Il cuore mi galoppa in maniera vorticosa nel petto. È certo: sto per avere un infarto.

Lo stile dell’autrice è scorrevole, la trama che ha creato intrigante e coinvolgente. Il finale è commovente e ammetto che mi ha molto emozionato, così come i ringraziamenti finali che mi hanno permesso di conoscere un po’ meglio Hellen e di apprezzare anche la donna oltre che l’autrice. Le faccio il mio più sincero in bocca al lupo per tutto e sono felice che sia tornata a scrivere e a regalarci questo gioiellino che consiglio a tutti, soprattutto a chi ama le storie d’amore pulite, tenere, passionali, i personaggi ben caratterizzati, la cura nell’introspezione psicologica. Sarà mia premura andare a recuperarmi anche gli altri suoi romanzi perché davvero mi ha colpito molto con la sua bravura nel rendere “leggera” e scorrevole una storia che poteva risultare complessa e drammatica, non minimizzando nulla, ma dosando sapientemente i diversi registri stilistici. Bellissima la frase finale che vi lascio e che vorrei che da Hellen arrivasse a tutti voi.

Sorridi alle nuvole, piccola mia! Sorridi sempre perché qualsiasi cosa accada, dietro a ogni nuvola, ci sarà sempre nascosto un meraviglioso sole.

5 meritatissimi libricini e ti aspettiamo quando vorrai e potrai, cara Hellen!

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