Recensione: “LA CASA NELLA NEBBIA” di Robert Bryndza – ed. Newton Compton

Non il solito thriller, ma con una marcia in più; se volete i dettagli ve li racconta la nostra Ilaria Mossa, che ha recensito, per A libro aperto, LA CASA NELLA NEBBIA di Robert Bryndza, ed. Newton Compton.

  • Titolo: LA CASA NELLA NEBBIA
  • Autore: Robert Bryndza
  • Editore: Newton Compton
  • Genere: thriller
  • Data pubblicazione: 31 maggio 2021
  • Pagine: 320

Trama

La professoressa di criminologia Kate Marshall è in gita con suo figlio, quando insieme fanno una scoperta scioccante: il corpo senza vita di un adolescente, impigliato sotto la superficie del bacino idrico di Shadow Sands. L’ipotesi di un tragico annegamento non quadra, e quando Kate comincia a indagare si trova a fare i conti con un’inquietante scoperta: la vittima potrebbe essere solo l’ultima di una serie di morti e scomparse legate alla brughiera. Nei dintorni di Shadow Sands, infatti, circolano strane voci a proposito di un sadico assassino che, come un fantasma, si nasconde nella nebbia, pronto a colpire.  Quando una giovane collega dell’università scompare senza lasciare traccia, Kate sa che è solo questione di tempo prima che venga uccisa. Per lei e il suo socio Tristan Harper ha così inizio una drammatica corsa contro il tempo. Ma l’inafferrabile serial killer a cui Kate sta dando la caccia non è l’unico a esserle un passo avanti. Qualcun altro è interessato a fare in modo che i segreti di Shadow Sands rimangano sepolti…

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta

Kate Marshall è una docente universitaria di criminologia. Ex poliziotta e mamma di un adolescente, ama spesso nuotare a Shadow Sands, un bacino idrico artificiale ad Ashden. È una giornata d’agosto quando decide di immergersi con suo figlio, Jack, in quelle profondità per poter ammirare le rovine sommerse della vecchia chiesa del borgo. Quello che trovano però li lascia sconvolti: c’è il cadavere di un ragazzo sospeso nell’acqua.

Aveva una corporatura atletica. La testa era piegata in avanti e il volto, il petto e la pancia gonfia erano ricoperti di tagli e ferite. Ciò che sconvolse Kate più di ogni altra cosa fu la sua faccia. Aveva gli occhi spalancati in uno sguardo di puro terrore.

Si tratta di Simon Kendal, un ragazzo di neanche vent’anni, campione regionale di nuoto del Regno Unito. Dopo delle indagini, la polizia che acquisisce il caso ritiene che Simon sia morto affogato. Eppure, era un nuotatore professionista. Kate decide di indagare, anche se non autorizzata, insieme a Trevor, il suo assistente di ricerca.

Quando Kate parla con la madre di Simon, che peraltro partecipa come lei agli incontri per gli Alcolisti Anonimi, arriva a una conclusione: la polizia ha chiuso il caso troppo velocemente. Come può in soli due giorni essere certa che Simon sia morto annegato? Considerando che sapeva nuotare e che non si sarebbe mai tuffato coi vestiti addosso.

L’istinto da investigatrice di Kate la porta ad approfondire la questione, soprattutto dopo l’arrivo di una nuova sparizione: Magdalena, una collega universitaria dalle origini italiane, quella domenica avrebbe dovuto incontrarsi con Trevor ma a quell’appuntamento non ci è mai andata.

Iniziano da lì delle vere e proprie indagini. Kate e Trevor scopriranno che in passato ci sono state altre sparizioni, soprattutto in relazione alla fitta nebbia nel tratto di strada costiera da Exeter ad Ashden. Lì vicino, Hedley House, una struttura abbandonata un tempo usata come discoteca e ora appartenente alla famosa famiglia Baker, già proprietaria della centrale idroelettrica.

«Nessuno mi ha creduto riguardo a quello che mi è successo. Ho pensato che parlando con te mi sarei potuta sentire meno pazza».

Kirstie Newett è uno di quelle ragazze che anni prima scomparve uscendo proprio dalla vecchia discoteca. Sarà un personaggio fondamentale nella storia, perché probabilmente quello che le è successo in passato non è solo una menzogna (come pensava la polizia). Anzi, il suo rapitore potrebbe essere lo stesso di Madgalena.

Kate si guardò le mani sconfortata. Sì, sconfortata per la sua vita personale, sconfortata per il legame che la univa al mostro che le stava davanti, e sconfortata perché non aveva il potere di risolvere il caso e salvare Magdalena.

I nostri protagonisti non solo dovranno trovare il rapitore ma anche l’equilibrio nella loro vita quotidiana. Kate dovrà interfacciarsi un’altra volta col padre di suo figlio, un serial killer chiuso in un centro psichiatrico, e Trevor dovrà ammettere finalmente la sua vera natura a sua sorella.

Testimoni importanti, un poliziotto corrotto, segreti mai svelati. Kate e Trevor riusciranno a trovare l’uomo responsabile di tutte quelle sparizioni?

La casa nella nebbia è un thriller avvincente, scorrevole e diverso dai soliti che mi è capitato di leggere. In questo libro i lettori sono un passo avanti perché l’autore dà la possibilità di leggere anche il punto di vista delle vittime e del colpevole (senza svelarne ovviamente il nome). Quindi, in sostanza, sappiamo cosa è successo e insieme a Kate e Trevor dobbiamo scoprire chi è il responsabile delle sparizioni. I personaggi sono ben caratterizzati come anche gli ambienti. Mi è piaciuto molto il risvolto psicologico e il background dei protagonisti. Un romanzo interessante e piacevole che consiglio vivamente.

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