Recensione: “L’ORA OSCURA” di Daniele Tartaglia (Ode edizioni)

Torna il nostro monello Enrico per presentarci la sua ultima lettura, parlo del romanzo di Ode Edizioni. Daniele Tartaglia e L’ora oscura. Racconti da brivido. Scopriamo cosa ne pensa.

  • Titolo: L’ora oscura
  • Autore: Daniele Tartaglia
  • Editore: O.D.E. Edizioni
  • Genere: Raccolta di racconti fantasy horror
  • Pov: misto
  • Prezzo ebook: € 2.99
  • Prezzo cartaceo: € 12.99
  • Data pubblicazione: 14 aprile
  • Pagine: 100
  • Serie: no
  • Autoconclusivo: sì

Sinossi:

Nel crepuscolo che divide il sonno dalla veglia, l’autore presenta storie che hanno come filo conduttore l’irrealtà. Attraverso visioni demoniache, creature leggendarie e mostri nelle case, questi sei racconti prendono per mano il lettore trascinandolo nel delirio della coscienza.

A metà strada fra il fantasy e l’horror, L’ora oscura racconta la paura, la pazzia, il sogno e la morte.

Ben ritrovati cari lettori e care lettrici. Oggi vi parlo di un romanzo molto particolare, che poi un romanzo vero e proprio non è, in quanto si tratta di una raccolta di racconti.
Sto parlando di “L’Ora Oscura” scritto da Daniele Tartaglia, edito da O.D.E. Edizioni.

Inizio subito con il fare i miei complimenti a Daniele, perché ha saputo mescolare degli ingredienti di non facile gestione, secondo il mio punto di vista, amalgamandoli magistralmente per creare una serie di racconti horror.
Dando libero sfogo a uno stile di scrittura fluido, scorrevole, elegante e raffinato, il nostro Daniele ha dato vita a un mezzo attraverso cui il lettore può intraprendere un viaggio fascinosamente surreale. Perché è proprio così che ci si sente nel momento in cui si intraprende la lettura di questi racconti. Si viene letteralmente rapiti dalla leggerezza con cui l’autore scrive di storie obiettivamente macabre e cupe, ma che si mascherano elegantemente di una dolcezza terrificante.


È così che si inizia a leggere una storia, con la percezione che sia un racconto leggero, ma con la consapevolezza che nasconda un segreto terribile.
I racconti creati da Daniele sono sei e ognuno ha una capacità inquietante differente dall’altro, ma tutti legati da una dimensione surreale, in cui la coscienza umana incontra l’irrealtà e dà vita a un’esperienza di lettura unica, affascinante e maledettamente sensoriale.

“Mi dibatto tremante in quella dimensione che non è né sogno né veglia, in cui le porte più fragili del mio destino non hanno più difesa: è lì che la bestia mi attende, aborto dei mondi irreali che penetrano per queste vie incontrollabili fin dentro i nostri pochi giorni, risalendo da quell’inferno che li genera e che così crea il suo avamposto in mezzo a noi”

Ogni singolo racconto ha una sua struttura ben definita e costruita, da cui emerge principalmente la paura dell’essere umano nei confronti del male. Un male che Daniele ha voluto rappresentare in varie forme: il male inteso come una malattia improvvisa o come la follia che si impossessa con cattiveria della mente; il male inteso come guerra o come la veridicità di una leggenda metropolitana dalle sfumature orride; il male inteso come il cinismo dell’oblio o come il potere della morte.


Come avrete capito, non starò qui a parlarvi dei singoli racconti, perché sono talmente intensi che ogni singola rivelazione potrebbe rivelarsi uno spoiler, ma vi dico che “L’Ora Oscura” è un libro magico, dotato di una vitalità spaventosa, grazie alla quale è in grado di catturarvi e portarvi nel suo mondo fatto di odori, colori, consistenze particolari e bizzarre, che Daniele descrive meravigliosamente e con un’abilità sconosciuta, riesce a farle rivivere nella mente di chi legge, diventando al contempo un coprotagonista del racconto. In questo modo si entra in sintonia con la storia e con i personaggi, che vengono inquadrati fin da subito in tutta la loro personalità, spingendo il lettore verso un senso di inquietudine che farà perdere la lucidità per decidere ciò che è buono e ciò che è cattivo, o meglio, chi è buono e chi è cattivo.

“Dino, quando raccontava i suoi sogni, gesticolava sempre sbattendo l’indice della mano sinistra nel palmo della destra, e col crescere della sua ansia aumentava il ritmo. Ogni tanto si alzava, andava verso la finestra della sala, che guardava su un ampio prato dove, con una regolarità quasi ossessiva, si alternavano piante di ciliegio e di albicocco. Apriva la finestra, prendeva un profondo respiro, poi tornava a sedersi con aria grave, come a sollecitare la solennità e la drammaticità del racconto”

Sei racconti di genere horror, ma che si intrecciano con note fantasy e di mistero, presentando un’opera tanto insolita quanto originale.
Un libro che mi sento di consigliare vivamente, che permette a chi legge di vedere attraverso gli occhi dei protagonisti oscuri, dentro l’animo umano fino, addentrandosi nelle tenebre della paura fino a scoprire la follia che si annida nella mente di ognuno. Ma poi, alla fine, cosa è davvero folle e cosa non lo è? Questo lo lascio scoprire a voi.
Rinnovo i miei complimenti a Daniele Tartaglia per questo bellissimo libro.

Biografia:

Sono nato a Pietrasanta (Lucca) il 5 gennaio 1961. Dopo il liceo, laurea in Medicina Veterinaria, e successiva specializzazione in Clinica dei piccoli animali. Sposato con Lia (conosciuta sui banchi del liceo e anch’essa Veterinaria), ho due figli (Sara, nota blogger, e Filippo, agente immobiliare). Appassionato di lettura, trekking e astrofisica. Morirò novantenne, mettendo a posto la cantina di casa mia 😔

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