Recensione: “DEDICATO A TE” di Neve Wilder – ed. Triskell Edizioni

Dedicato a te di Neve Wilder è tra gli ultimi nati in casa Triskell Edizioni, e a parlarcene è Anna Lisa Manotti, alla quale do un grosso benvenuto nello staff di A libro aperto. Come potrete vedere abbiamo fatto un grosso acquisto… andate a leggere, vi innamorerete della sua recensione ma soprattutto di questo romanzo imperdibile!

  • COLLANA: RAINBOW
  • Titolo: Dedicato a te
  • Titolo originale: Dedicated
  • Serie: Rhythm of love #1
  • Autrice: Neve Wilder
  • Traduttrice: Victor Millais
  • ISBN EBOOK: 979-12-207-0031-3
  • ISBN CARTACEO: 979-12-207-0033-7
  • Genere: Contemporaneo
  • Lunghezza: 315 pagine

Trama

“La nostra hit più popolare è una canzone d’amore che ho scritto per il mio compagno di band. E lui non ne ha idea.”

Capelli arruffati, occhi profondi, sempre sballato: Les Graves è un autore di testi che ha abbracciato il credo edonista dell’abuso in ogni aspetto della vita. Fatica a stare fermo, a rimanere sobrio, a rifiutare il divertimento, ma con una penna in mano è capace di dare fuoco alla pagina.

La musica era il biglietto di sola andata che avrebbe permesso a Evan Porter di lasciare la remota pozzanghera dov’è nato e la passione che lo ha tenuto al caldo quando suonava agli angoli delle strade, sostenendolo nel suo lavoro senza prospettive come barista. Ha consacrato ogni accordo, ogni canzone, ogni goccia di sudore a rendere Porter & Graves un successo. Lui è quello con la testa sulle spalle, il maestro silenzioso, la cintura di sicurezza che impedisce a Les di perdere del tutto il controllo. E si sta stancando di interpretare sempre il ruolo del salvatore.

Sul palco la loro intesa è elettrica, ma lontano dai riflettori è tutta un’altra storia.

Angoscia, irriverenza e livelli nucleari di tensione sessuale irrisolta confluiscono in questo racconto su due rocker, svariati segreti, un album fallito e un incubo pubblicitario gettati in uno chalet isolato con un’unica possibilità di riscatto. Evan e Les troveranno la loro armonia oppure coleranno a picco insieme alla loro carriera musicale?

Dedicato a te è un romance indipendente di 92.000 parole su due amici bisessuali che diventano amanti; contiene anche una finta relazione, una serra poco collaborativa, pessime decisioni sui social media e un lieto fine al limite dell’eccessivo.

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta.

Dieci minuti dopo aver scelto di recensire “Dedicato a te” ero già pentita. La copertina su cui campeggiava il titolo scritto in una sgargiante tonalità di fucsia, accompagnato da un palestrato torace maschile con tanto di giubbotto di pelle, rigorosamente aperto, mi faceva pensare al peggio. Già la tematica era delicata e temevo di andarmi a infilare in un romanzetto banale: mal scritto e mal tradotto. Solo il fatto che fosse edito da Triskell mi dava una qualche speranza. Poi ho cominciato a leggere e ogni timore è svanito.

Neve Wilder scrive in modo pulito, non ha uno stile ricercato, ma è efficace nel descrivere pensieri e sentimenti. Nonostante le numerose scene di sesso, anche esplicito, non cade mai nel volgare o nel banale. Rifugge trite metafore per affidarsi a un linguaggio più semplice e immediato, decisamente più autentico. Anche l’uso degli aggettivi è buono: la quasi totale assenza di “meraviglioso”, “estasi” e “perfetto” vari è già un punto in più, per quel che mi riguarda, e la sua scelta di non soffermarsi troppo spesso sull’aspetto fisico dei protagonisti è intelligente. Les ed Evan sono entrambi belli, lo sappiamo, e non sta a ripeterlo. In questo modo non c’è quel proliferare di aggettivi scontati che troppo spesso si trovano nei libri romance.
Altra scelta che ho apprezzato molto è quella di concentrarsi, essenzialmente, sulla vita interiore dei due protagonisti che occupano quasi interamente lo spazio narrativo. Les ed Evan sono i due solisti, gli altri sono a malapena dei comprimari che si limitano a muoversi sullo sfondo per lo stretto necessario. Una scelta rischiosa che però funziona. La trama, in sé, è scarna fino all’osso: Les ed Evan sono due musicisti legati da un rapporto professionale e amicale molto forte. Li incontriamo alla fine del loro terzo e disastroso tour, in procinto di ritirarsi nello chalet che usano quando devono scrivere per creare il loro quarto album che deve essere migliore del precedente. Alcune speculazioni spingono il loro PR a convincerli a fingere una relazione. Fine della trama senza spoiler. Pochino, direte voi. Niente affatto, rispondo io. Altra carne al fuoco avrebbe distolto l’attenzione dal rapporto che lega Les ed Evan.

Les all’inizio sembra l’epitome della rockstar bella e maledetta: alcool, droga, sesso, zero senso di responsabilità. Evan è il suo contraltare: affidabile, fedele, con un gran senso del dovere e i piedi ben piantati per terra. I capitoli a POV alternato ci portano dentro la loro testa e scopriamo che Les baratterebbe tutti gli eccessi del mondo pur di stare con Evan, ma si mozzerebbe la lingua pur di non dirglielo, convinto di non avere una sola possibilità con lui. Evan, dal canto suo, non ha alcun desiderio di mettere le mani nei suoi sentimenti: Les è troppo irresponsabile e “monogamia” non sembra una parola scritta nel suo vocabolario. A lui il sesso, in sé, non interessa e quando lo metteranno in mezzo Evan capirà di aver fatto il passo più lungo della gamba.
“Dedicato a te” è un romanzo di crescita personale perché nessuno dei due è perfetto: uno non ha limiti e l’altro ne ha troppi, uno non sa fermarsi e l’altro non sa muoversi, entrambi sono incapaci di fidarsi e parlare. Una dinamica che, a guardar bene, non è neppure così stravagante.
La Wilder tratta la loro storia d’amore come una qualunque altra: non ci sono retropensieri sull’essere gay o bisessuali, nessuna riflessione sulla discriminazione e i pochi accenni che mette sono ben calibrati. Questa è un’altra scelta intelligente. Les ed Evan non hanno nessun problema ad accettarsi, il loro problema non è l’accettazione della propria sessualità, ma la fiducia reciproca e aver scelto una tematica tanto universale è stata una buona mossa. I POV maschili sono credibili: in molti romance si riconosce la mano dell’autrice dietro i pensieri degli uomini, qui no. È difficile da spiegare perché è una sensazione, ma non ho mai avuto l’impressione che i loro pensieri fossero stati filtrati da un cervello femminile (perché uomini e donne pensano in modo diverso, su questo non ci piove).

Sono fisici, diretti fino alla brutalità, si punzecchiano anche con cattiveria, sono solidali e leali e quando dicono basta è basta.
Il finale è zuccheroso sì, ma considerati i conflitti messi in campo durante i tre quarti abbondanti del libro ci sta tutto. La sola pecca è l’ultimo quarto che trovo un po’ compresso, io gli avrei dato maggior respiro e lo avrei usato come rampa di lancio per il finale che, forse, non sarebbe stato a rischio di essere “troppo”. Chiudo questa recensione con il desiderio di rivedere Les ed Evan e una richiesta alla Triskell: traducete gli altri lavori della Wilder. Se sono tutti di questo calibro meritano perché, nel mare magnum del romance, è una piccola perla e non tutti riescono a leggere in lingua. Io li leggerò di sicuro, che siano in inglese o in italiano.

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