Recensione: “LE DIECI CHIAVI DEI LEONARDO” di Luca Arnaù – ed. Newton Compton

È uscito due giorni fa e LE DIECI CHIAVI DI LEONARDO di Luca Arnaù – ed. Newton Compton – è già un successo. Sicuramente ha colpito la nostra Anna Lisa Manotti che ne fa un’attenta analisi. Vi lascio alle sue parole.

  • Titolo: LE DIECI CHIAVI DI LEONARDO
  • Autore: Luca Arnaù
  • Editore: Newton Compton
  • Genere: thriller storico
  • Data pubblicazione: 8 luglio 2021
  • Pagina: 243

Trama

Un grande thriller storico
Per accedere alla mente dell’assassino, bisogna conoscere l’Inferno
Firenze, 1481. 
Uno spietato assassino, subito ribattezzato “Strappacuori”, uccide le sue vittime dopo indicibili tormenti, strappando loro il cuore. Ser Pardo de’ Giovannini, consigliere del Magnifico, ha bisogno di qualcuno che conduca le indagini in modo non ufficiale: le vittime sono molto vicine a Lorenzo de’ Medici. Decide allora di avvalersi dell’ingegno del giovane Leonardo da Vinci. Con l’aiuto di Bencio, il suo giovane allievo, e di Lapo Caperna, il Capo delle Guardie, Leonardo inizia la sua indagine mentre i delitti si susseguono inarrestabili. Grazie al suo acume si accorge ben presto di un inquietante filo conduttore che sembra guidare la mano del colpevole: è l’Inferno dantesco. Ma l’astuzia di Leonardo dovrà fare i conti con la spietata freddezza di un assassino che non si ferma di fronte a nulla pur di portare a compimento la sua raccapricciante opera. Anche per un genio come Leonardo, risolvere questo mistero potrebbe non essere così facile…
Un thriller storico che mette in scena due protagonisti d’eccezione: Leonardo da Vinci, all’opera per arrestare una spirale di efferati delitti, e Dante Alighieri, ispiratore di macabri rituali….
«Nella Firenze dei Medici, Luca Arnaù ambienta una vicenda fosca e crudele. La trama complessa e ben congegnata, lo stile lucido, e a tratti feroce, la rilettura in chiave avventurosa di Leonardo da Vinci fanno di questo romanzo una lettura semplicemente imperdibile.» 
Matteo Strukul

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta

“Le dieci chiavi di Leonardo” non è stato un romanzo facile da recensire. Il suo autore, Luca Arnaù, non è certo l’ultimo arrivato nel mondo dell’editoria e valutarne un’opera mi ha messo in difficoltà. Io, che sono molto più inesperta, mi sentivo alquanto inadeguata; comunque, eccoci qua.

Partiamo dalle cose che funzionano: la trama innanzitutto. L’intreccio regge dall’inizio alla fine, non ci sono buchi o contraddizioni e la tensione si mantiene costante (ho dovuto leggere in anticipo il destino di Tebaldo non riuscivo a concentrarmi come avrei dovuto). L’avversario, il cosiddetto Strappacuori, è sfuggente, malvagio e sempre un passo avanti. Leonardo Da Vinci è il personaggio più riuscito proprio perché per gran parte della lettura ci dimentichiamo che si tratta di uno dei più grandi geni del mondo occidentale. Con saggezza Arnaù ce lo fa conoscere alla fine della sua giovinezza quando i trionfi sono di là da venire e Leonardo è ancora un giovane inventore appassionato di scienza e insegnamento. L’autore disegna Leonardo come un uomo gentile, intelligente, coraggioso, altruista, deciso e amante della compagnia allontanando l’immagine del vecchio con la barba e l’espressione burbera così diffusa nell’immaginario collettivo. Leonardo è anche l’unico dei personaggi a brillare davvero insieme a Bencio: non c’è oscurità in loro, né corruzione, immagine perfetta della purezza della vita di campagna. Gli altri, invece, in vario grado portano i segni della città: sono disillusi, cinici, spezzati, qualcuno è fanatico, altri sono politicanti consumati presi solo a badare al proprio tornaconto. Questa è una dicotomia che ho apprezzato molto perché mette bene in luce i lati più nascosti della vivace corte medicea.

La ricerca storica è accurata, ho controllato tutto quello che mi è stato possibile. Una cosa che non ho fatto per malafede, ma perché sono fatta così. La storia è una delle mie grandi passioni e che io ne legga, ne scriva o ne narri in un podcast non faccio sconti né a me e né agli altri. Posto che in un romanzo qualche svista c’è sempre, “Le dieci chiavi di Leonardo” supera l’esame.

Passiamo ora a quello che mi ha convinto di meno: non avrei scelto un narratore a tratti onnisciente, una prima persona avrebbe funzionato meglio, secondo me. Durante tutto il romanzo Arnaù tende a spiegare e raccontare molto, una diversa scelta narrativa avrebbe portato a includere queste informazioni, necessarie, nei dialoghi o nei pensieri dei protagonisti. Se quando l’azione prende il via la tensione non cala mai e si ha il bisogno di sapere cosa succederà, nei momenti di quiete si susseguono considerazioni e spiegazioni che spezzano il ritmo. Alcuni archi narrativi minori sarebbero stati eliminabili, e altri ampliabili: quello di Tebaldo, per esempio, viene interrotto con una questione ancora aperta e che avrei voluto veder risolta. Questo, unito a qualche scelta linguistica non azzeccatissima (parole come “millimetro” o “mantra”) mi portano a 4 libri complessivi. La ricerca dei vocaboli è un lavoraccio, lo so perché l’ho fatto anche io, ma la scelta delle parole crea l’atmosfera tanto quanto le descrizioni degli ambienti o delle usanze. Detto ciò, tanto di cappello perché io manco della forma mentis necessaria a tessere un intreccio che si incastri in modo così millimetrico. Consiglio il romanzo a chi ama i thriller storici con contaminazioni esoteriche e vuole cambiare rispetto ad autori consolidati come Dan Brown cui, per altro, Arnù non ha nulla da invidiare.

2 pensieri riguardo “Recensione: “LE DIECI CHIAVI DEI LEONARDO” di Luca Arnaù – ed. Newton Compton

  1. Grazie di cuore. Ho letto con attenzione la recensione e trovo che vada a toccare esattamente i punti di forza e quelli più deboli del romanzo. Quindi l’autrice si merita quattro… abbracci! Luca Arnaù

    Piace a 1 persona

    1. Sono davvero felice che abbia trovato la recensione equilibrata. Scriverne una é sempre una sfida, la scelta delle parole é la sola cosa che separa dallo scadere nella critica gratuita. Quando ho ricevuto la mia prima recensione proprio su questo blog (” Le radici del Fiordaliso” a firma mia e di Erika Casali) ero nervosissima. Mai avrei creduto che la stessa ansia l’avrei sentita stando all’altro lato, perché sempre di “giudizio” si tratta. Un caro saluto, Anna

      Piace a 1 persona

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