Recensione: “L’ULTIMO GUERRIERO” di Massimo Lugli – ed. Newton Compton

L’ULTIMO GUERRIERO di Massimo Lugli – ed. Newton Compton – è l’ultima lettura di Erika Casali. Non siete curiosi di conoscere il suo pensiero?

  • Titolo: L’ULTIMO GUERRIERO
  • Autore: Massimo Lugli
  • Editore: Newton Compton
  • Pagine: 448 pagine

Trama

Uno, anche detto “Giaguaro”, è il capo di un gruppo di Esclusi, la fetta di popolazione tornata allo stato primitivo in un pianeta devastato da epidemie, crisi economiche ed energetiche, cambiamenti climatici. In un mondo in cui la legge del più forte sembra essere l’unica in vigore, il suo viaggio verso un nuovo accampamento sarà un susseguirsi di scontri con uomini e animali selvaggi, di violenze, avventure e incontri con realtà quasi fiabesche come le Guerriere o i Bambini Assassini.  Clara è una volontaria della Croce Rossa, compagna di un ufficiale dell’Esercito. Vive nel mondo dei Regolari, i pochi privilegiati protetti da guardie armate nelle loro ville blindate, dotate di computer, telefoni, elettrodomestici.  I destini dei due protagonisti, incomparabilmente diversi, finiranno per incrociarsi dopo una serie di peripezie e colpi di scena. Un romanzo che immagina un futuro cupo, desolato e decisamente spaventoso, forse, perché non così lontano dal nostro presente.

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta

Ho letto L’ultimo guerriero di Massimo Lugli con grande curiosità. Prima di tutto perché la storia su cui sto lavorando è ambientata in un futuro distopico che paga le conseguenze della crisi climatica che è il nostro presente. Lo è, anche se in tanti pensano che ci sia ancora tempo.

In secondo luogo ho scelto questo titolo perché non conoscevo l’autore, e pareva proprio che io fossi l’unica.

La crisi climatica non arriva mai da sola; le sue compagne di giochi sono la crisi ambientale, economica, sociale, alimentare e culturale che sovvertono gli equilibri del pianeta che chiamiamo casa e dell’evoluzione dell’essere umano.

In questo romanzo l’uomo non si è piegato alle sferzate che si è autoinflitto e che addebita alla Terra, continua indifferente a praticare l’atropocentrismo con alterigia e sicurezza.

Negli ultimi tempi mi interrogo spesso su quali saranno le conseguenze di quello che stiamo vivendo, cerco di propormi alternative diverse da quelle catastrofiche a cui siamo abituati da cinema e letteratura. Per il momento non ho trovato risposte originali, ma non ci è riuscito nemmeno Massimo Lugli e la ragione è l’incredulità di fronte all’evidenza:

“Quando le cose hanno cominciato a precipitare, all’inizio non ci credevo. Pensavo fosse una crisi passeggera, e che tutto si sarebbe rimesso a posto. Invece…”

La trama si snoda su due binari: quello degli Esclusi che include tutte quelle persone che non sono rientrate nei ranghi del sistema e che si sono organizzate in maniera autonoma e spesso primitiva e violenta, e gli altri che vivono ancora in case come le conosciamo, fanno uso di tecnologia, hanno accesso alla giustizia e alla sanità. Il sistema sociale è basato sulla violenza e la militarizzazione. Gli esseri umani, da una parte o dall’altra della linea tracciata dal sistema, sono schiavi della loro natura animale, chi più, chi meno.

È un romanzo violento e crudo, sincero. Massimo Lugli decide di immortalare l’umanità in un momento di passaggio in cui sta ancora sguazzando nella melma della corruzione, ma in cui si intravvedono sprazzi di speranza in poche e rare alternative che non vengono esplorate a fondo. Ma la speranza c’è, è innegabile. Che forma ha, però, questa speranza? Rimane a carico del lettore riuscire a immaginare un modo di vivere diverso; l’autore ci spiana la strada, ci indica la direzione, ci spiega quali sono i pericoli e l’evoluzione naturale della natura umana. Poi sta a noi.

“Ricominciare tutto da capo ma evitando gli errori che hanno portato al DOPO. Un’agricoltura che segua i ritmi della natura senza mai stravolgerli. Energia pulita. Una distribuzione delle risorse che non crei disuguaglianze sociali. Norme per proteggere i più deboli. Libertà assoluta di espressione e di culto…”

“Un futuro possibile, sostenibile, non una fotocopia di quello che ci siamo lasciati alle spalle. Ogni invenzione, ogni scoperta dovrebbe essere funzionale allo sviluppo delle persone, che non dovrebbero mai diventarne schiave come è successo PRIMA.”

“All’inizio tutti d’amore e d’accordo, tutti fratelli eccetera, poi si ricomincerebbe esattamente come PRIMA; violenza, sopraffazione, sfruttamento, ingiustizie. È la natura umana, Uno, non cambierà mai.”

L’autore è un esperto di arti marziali e di armi; le lotte, numerose, lo dimostrano nella precisione dei movimenti dei personaggi.

Un elemento che avrei voluto più approfondite sono i giovani, i figli del DOPO, liberi dal carico dei ricordi e delle esperienze negative e positive del passato: “Se non hai mai avuto niente non hai niente da rimpiangere.” Avrei voluto loro protagonisti.

A proposito dell’autore…

Massimo Lugli si è occupato di cronaca nera come inviato speciale per «la Repubblica» per 40 anni. La Newton Compton ha pubblicato, tra gli altri, La legge di Lupo solitario, L’Istinto del Lupo (finalista al Premio Strega), Nelmondodimezzo. Il romanzo di Mafia capitale, la trilogia Stazione omicidiIl giallo Pasolini e L’ultimo guerriero. Insieme ad Antonio Del Greco ha scritto Città a mano armataIl Canaro della MaglianaQuelli cattiviIl giallo di via Poma e Inferno Capitale; insieme ad Andrea Frediani Lo chiamavano Gladiatore.

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